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Tablet e personal computing

Tablet e personal computing

28 Febbraio 2017 Redazione SoloTablet
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Il 2010 è dietro l'angolo ma pochi forse lo collegano ancora all'arrivo sul mercato di un prodotto rivoluzionario come l'iPad che ha cambiato la storia e l'evoluzione del personal computing. Il tablet ha rappresentato un cambio di paradigma e un salto quantico nell'evoluzione tecnologica dei dispositivi consumer. Oggi il tablet vive una fase calante perchè i consumatori hanno riorientato le loro scelte in base a scelte meno emotive e più pragmatiche e utilitaristiche. Forte rimane però la sua carica innovativa che lo ha caratterizzato fin dai suoi esordi.

Chi ha vissuto in prima persona il lancio dell'iPad sa quanto fosse grande la sua forza magnetica, esercitata su un mercato che sembrava solo in attesa di una novità per cambiare passo e destinazione. Superato in volata lo scetticismo di molti e la confusione generata sul mercato del personal computing, il tablet ha visto crescere in tempi rapidi l'entusiasmo del consumatore soprattutto nella sua veste di dipendente o manager d'azienda alla ricerca di novità per rendere più efficiente, produttivo ma anche più divertente e leggero il suo lavoro quotidiano. SoloTablet è anch'esso frutto dell'entusiasmo iniziale che ha visto folle entusiaste di responsabili marketing, creativi, designer, giornalisti e manager d'azienda affollare tutti gli eventi di presentazione dell'iPad e l'adozione rapida, anche in azienda dei nuovi dispositivi. Una adozione che ha interessato inizialmente i dirigenti, gli uffici marketing e le strutture commerciali per poi penetrare anche in altre componenti organizzative aziendali.

Chi aveva pensato che un dispositivo tattile, senza tastiera come il tablet non potesse avere futuro è stato smentito dal successo iniziale del tablet e poi dalla rivoluzione delle APP che tramite lo smartphone hanno cambiato per sempre il modo di interagire con la tecnologia e anche la partica del personal computing.

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In particolare pochi hanno ritenuto agli esordi dell'iPad che un tablet potesse diventare oggetto di produttività, personale e aziendale. Oggi che milioni di persone riescono a essere estremamente produttive ed efficienti con un semplice smartphone dall'interfaccia tattile, gli scettici devono ricredersi sulle loro credenze di un tempo e ammettere che un dispositivo può essere efficace anche se non è dotato di una tastiera fisica o di un mouse.

Oggi tutti o quasi sembrano avere assimilato la gestualità che impone il dispositivo mobile e forse non sentono neppure più la necessità di un mouse o di una tastiera fisica. E' vero per le nuove generazioni ma anche per molti immigrati digitali che hanno scoperto la comodità di dispositivi che possono essere maneggiati facilmente da poltrone o divani e che nascondono molta della complessità che caratterizza ancora oggi piattaforme di sistemi operativi come Windows o MacOS. Android, iOS e gli altri sistemi operativi Mobile sembrano avere trovato il modo di facilitare le attività dell'utente in ogni ambito di applicazione, sia esso ludico o lavorativo.

La caratteristica rivoluzionaria del tablet è rimasta tale ma la sua forza si è persa per strada, andando a irrorare nuove forme emergenti di personal computing che oggi trovano espressione in nuovi dispositivi 2-in-1, all-in-one, tablet-PC, tablet ibridi, ecc. Chi ha sempre guardato al tablet con scetticismo oggi può ritenere di avere avuto ragione e felicitarsi del ritorno del PC, anche se in forme mutate e assimilabili in parte al tablet. Chi vi ha guardato con grande entusiasmo e aspettative futuristiche di cambiamenti radicali oggi deve osservare che il rallentamento del tablet come strumento di produttività è reale, non solo perchè misurabile nel calo di vendite sul mercato ma anche perchè nelle aziende e nelle organizzazioni il tablet non ha scalzato il personal computer.

In tutte le aziende la mobilità è diventata una strategia e una pratica diffusa resa possibile da strumenti potenti come smartphone e tablet ma soprattutto grazie alle loro applicazioni specializzate. Il PC però non è scomparso e oggi, anche grazie al ritorno di una proposizione Microsoft convincente e vincente come quella del Surface, molte aziende sono tornate a investire sul PC rallentando gli investimenti su dispositivi tablet. A fare la differenza è però il mercato consumer. Passato l'entusiasmo iniziale che giustificava un esborso costoso per dotarsi di un dispositivo trendy che andava comunque provato, il consumatore medio ha scoperto l'essenzialità dello smartphone e l'inutilità, in mote attività quotidiane, del tablet. Ha compreso però anche la insostituibilità domestica del personal computer, sia esso dotato di piattaforma Windows o MacOS, smettendo di acquistare tablet e determinando una sua flessione costante sul mercato.

I nuovi comportamenti dei consumatori, i loro sentiment e propensioni/motivazioni all'acquisto stanno determinando nuove tendenze. Ad esempio la volontà di far durare un dispositivo tecnologico nel tempo e di uscire fuori dal trend imposto dai produttori di tablet (e smartphone) che rinnovano la gamma dei loro prodotti ogni anno. Abituati a disporre di un PC Desktop per anni, oggi il consumatore è alla ricerca di PC con nuovi fattori di forma e di caratteristiche diverse ma capaci di durare per parecchi anni. Se questa tendenza si affermasse, visto il successo dello smartphone e il ritorno del PC, il tablet rischia di finire in fondo alla lista dei desiderata del consumatore e di giocare un ruolo di nicchia in ambiti specifici e/o specializzati. Se ciò succedesse il tablet rischia di rimanere un oggetto di lusso, superato nelle pratiche tecnologiche quotidiane dallo smartphone e nelle pratiche più impegnative, professionali e produttive dai nuovi personal computer. Questa destinazione che sembra confermata dai trend di mercato potrebbe però mutare se i produttori saranno in grado di fornire nuove motivazioni all'acquisto del tablet con nuove soluzioni tecnologiche innovative, con interfacce intelligenti e parlanti e con nuove applicazioni.

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