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L'anno terribile dell'Information Technology!

L'anno terribile dell'Information Technology!

14 Gennaio 2013 Redazione SoloTablet
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Annus horribilis per il mercato dell'information technology e meno male che la telefonia con tablet e smartphone ha limitato i danni. Lo dicono tutti i rapporti pubblicati dagli analisti di mercato che hanno evidenziato una crisi generalizzata del mercato tecnologico che ha toccato tutti i comparti, elettronica di consumo, fotografia, information technology, elettrodomestici, media-storage e tecnologie per l'ufficio. Complessivamente rispetto al 2011, il mercato ha registrato una flessione del 2.1% . Un valore che trae in inganno perchè fortemente influenzato dall'evoluzione positiva del mercato della telefonia, cresciuta rispetto al 2011 del 20%.

Le turbolenze dell'economia mondiale e gli sforzi che governi e imprese stanno facendo per affrontare una crisi, che molti osservatori ed economisti ritengono peggiore di quella del 1929, suggeriscono una riflessione sul ruolo e sull'impato che le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) potrebbero avere come antidoto e strumento per tornare a crescere.

L'emergere delle nuove tecnologie (tablet, cloud, big data, connettività, social ecc.) in un mondo iperconnesso e mobile sta offrendo alle imprese e ai governi la possibilità di trasformare numerosi settori industriali, pubblici e sociali attraverso progetti e approcci innovativi in grado di sostenere la crescita mondiale. Le nuove tecnologie possono eliminare le barriere geografiche e temporali, possono facilitare la comunicazione di informazioni e idee e la loro condivisione, l'interazione e la collaborazione. I vantaggi principali delle nuove tecnologie derivano dalla convergenza di information technology (IT) e comunicazioni, una convergenza destinata a cambiare la vita delle persone e la loro user experience nell'uso di dispositivi tecnologici, ma anche l'organizzazione, i processi e il modo di operare delle aziende e della pubblica amministrazione ( scuola e università, commercio elettronico, burocrazia ecc.).

L'applicazione delle nuove tecnologie in azienda porterà ad una riduzione di costi e a maggiore efficienza operativa oltre che produttività. Il cloud computing può contribuire alla riduzione dei costi mentre il tablet e le nuove tecnologie mobili possono favorire la produttività indviduale e l'efficienza dei processi aziendali. La convergenza in atto tra sistemi IT e piattaforme di comunicazione stanno facilitando l'interoperabilità hardware ma soprattutto software e favorendo la collaborazione. I problemi esistenti sono ancora molteplici e legati prevalentemente alla ancora scarsa apertura delle infrastrutture IT, alla scarsa aderenza a standard di mercato e alla carenza di connettività tra sistemi in cloud, network di telecomunicazioni e dispositivi intelligenti. La ricerca di una maggiore apertura, standardizzazione e interoperabilità sono le priorità principali di un mercato ICT che già oggi sta contribuendo per il 25% alla crescita complessiva dell'economia europea.

Lo scenario qui sopra descritto indica con chiarezza come il mercato IT abbia di fronte a sè nuove e importanti opportunità di crescita, sia in termini di nuovi prodotti e servizi sia di innovazione e riorganizzazione delle infratsrutture IT esistenti legate ai cambiamenti in atto in molti mercati verticali (trasporti, fleet management, pagamenti mobile e wireless, strumenti di navigazione ecc.) ed economie nazionali e alla convergenza tecnologica che sta obbligando molti CIO e responsabili IT a definire nuove strategie e policy aziendali.

Questo scenario deve però fare i conti con la realtà attuale del mercato ICT e le difficoltà che le imprese stanno affrontando in un mercato diventato molto competitivo e scivoloso a causa di una crisi globale di cui non si intravede ancora per il momento alcuna via di uscita certa.

Mercato ICT 2012: un annus horribilis

L'andamento del mercato ICT degli ultimi due anni è peggiore di quello del resto dell'economia. Cosa ben strana e/o preoccupante se si pensa che la tecnologia è diventata motore potente di innovazione e crescita in tutti i mercati verticali. In Italia il dato negativo del mercato ICT è persino peggiore (-3%) dell'andamento del PIL (-2,3%) stimato per il nostro paese dal fondo monetario internazionale.

La fotografia del mercato ICT italiana è stata fatta da diversi osservatori di mercato. SIRMI ha rilevato nel terzo trimestre del 2012 un trend negativo del -2,7%, dovuto al persistere della critica situazione finanziaria. Una crisi che fa non fa prevedere, ad un trimestre dalla chiusura annuale, alcun segnale di ripresa su tutto il 2012. Anche il 2013 si dovrebbe chiudere con un decremento, ma più contenuto rispetto all’anno precedente. Se si guarda la fotografia effettuata da SIRMI in maggiore dettaglio, il Mercato IT ha fatto registrare un andamento negativo in tutte le sue componenti, ad esclusione di quella Software, che però persiste in un un trend sostanzialmente piatto e di non crescita. Il calo più sostanziale si è avuto nell'Hardware, calato del 4,3% rispetto allo stesso trimestre del 2011. Se dalla componente Hardware si dovesse escludere il “fenomeno Tablet”, il trend negativo diverrebbe persino drammatico arrivando ad un calo del 9,3%.  Con una crescita limitata al 2,7% si è avuta una frenata anche nel comparto telecomunicazioni, dove a soffrire maggiormente sono state le TLC (calate del 4,1%).

I dati del mercato ICT italiano del 2012 sono negativi anche secondo Assintel. Una indagine commissionata dall'associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio-Imprese per l’Italia a NextValue, ha evidenziato che il 2012 chiuderà a -3,2%. Un valore negativo nonostante una crescita del 52% del comparto tablet e del 58% di quello cloud e l'affermarsi di nuovi mercati legati al mondo del Web, del Social, del Mobile, del Cloud. In forte calo sarà la componente hardware ( -9,4%), i netbook ( -59%), i PC dsektop (-224%) e i server di fascai alta (-15%). In rosso anche la formazione (-4,2%) i servizi con un -3,8%, un calo dovuto alla riduzione delle tariffe professionali che hanno annullato il recupero avvenuto nel 2011. Ad influire pesantemente sull'andamento di mercato sono stati gli effetti della spending review che ha colpto la pubblica amministrazione (-10m8%), gli enti locali ( -5,8%) e la sanità ( -5,8%).

Dati simili sui risultati delle varie categorie prese in considerazione è stato fornito a novembre anche da Assinform che nel suo rapporto ha cercato comunque di evidenziare le nicchie emergenti del mercato italiano che danno un po’ di consolazione agli osservatori del settore e il ruolo che potrebbe avere l’Agenda Digitale. Nei primi sei mesi del 2012 gli unici dati positivi sono stati la crescita del 78% dei tablet e la crescita del segmento dei contenuti digitali e della pubblicità (+ 4,1%) e la dinamica positiva (+3,0%) delle applicazioni innovative sui temi della mobilità, della protezione ambientale, della sicurezza sociale e welfare. La contrazione complessiva del 2012 dovrebbe attestarsi intorno al 3,8%/4,4% e questo è per Assinform un dato allarmante che sottolinea la gravità della recessione economica in corso e la situazione di estrema difficoltà in cui si trovano gli operatori ICT. In calo il comparto hardware (-7,1%), quello software (-0,6%) e dei servizi (-3,3%).

La crisi che tocca il mercato italiano supera i confini nazionali ed interessa l'intera Europa. A ricordarlo ci aveva pensato a metà 2012 il rapporto Eito 2012. Il rapporto evidenziava un mercato IT Europeo con una crescita cresce complessiva di un magro +1,2% dovuto principalmente al contributo e alle performance dei mercati dell'est europeo. Sul mercato italiano EITO prefigurava per il 2012 un calo dll'1,8%, valore che si sta dimostrando molto al di sotto dei risultati rilevati da altre indagini di mercato.

Il mercato 2013

In controtendenza rispetto al 2012, i  dati internazionali prevedono un andamento positivo per l'intero mercato dell'elettronica di largo consumo grazie alle performnce di tablet e smartphone. A raccontarci scenari positivi è stato un rapporto presentato al CES di Las vegas da parte di GFK per conto dell'associazione USA che riunisce le imprese del settore (CEA). Secondo questo rapporto la spesa complessiva nel settore dei dispositivi elettronici dovrebbe salire nel 2013 del 4% per un valore pari a 490 miliardi di dollari. A fare da traino gli smartphone che cresceranno del 22% e i tablet il cui aumento è stimato del 25%. Più della metà delle vendite riguarderà apparecchi elettronici mobili in grado di connettersi a internet come pc portatili , smartphone e tablet.A guidare la crescita nel 2013 saranno i mercati emergenti con una spesa in rialzo del 9%. Ancora in calo con -1% l'Europa.

Anche secondo Gartner Group la spesa IT nel 2013 è destinata ad aumentare del 4,2% rispetto al 2012 mentre Forrester prevede una crescita del 5,4%. Gli analisti di entrambe le società ritengono che la situazione finanziaria sia in fase di miglioramento e favorire la fine dell'incertezza che molto ha contribuito a frenare investimenti e innovazione. Secondo Gartner Group la categoria ad essere oggetto della crescita maggiore (+6,6%) sarà quella dei dispositivi hardware come PC, tablet e smartphone. Gartner prevede anche una forte crescita nella spesa per software enterprise (+6,4%) soprattutto per l'acquisto o aggiornamento di soluzioni di sicurezza, storage management e CRM.

Le previsioni di Forrester Research non si discostano di molto da quelle di altri analisti di mercato prevdendo una crescit modesta nella spesa globale IT anche per il 2013. La crescita globale del 2012 è risultata minima e al di sotto delle aspettative e delle previsioni. Nel 2013 la spesa maggiore interesserà la categoria del software con un incremento del +4,4% mentre quella dell'hardware si fermerà ad un +2,1%, nonostante lexploit prevedibile delle vendite di dispositivi mobili e nuovi PC. A livello geografico, a fronte di una crescita maggiore negli Satti Uniti (+7% circa), l'Europa è destinata a fermarsi intorno al 3,2% e l'Asia al 4%.

Information Technology e mercato del lavoro: crisi nera

La crisi dell'economia che si riflette sulla spesa IT nelle aziende si ripercuote anche sul mercato del lavoro. La stabilità apparente del numero degli addetti, 612 mila al primo trimestre 2012, non deve ingannare. Innanzitutto il numero non è cresciuto rispetto al 2011 ma soprattutto il numero è rimasto lo stesso ma con un aumento del 25% delle posizioni atipiche rispetto a quelle da lavoro dipendente. Un deflusso da una posizione più stabile ad una più precaria che ha interessato innanzitutto gli operatori del software, del canale e dei servizi. Causa della crisi e della stagnazione del mercato del lavoro sono sicuramente la contrazione delle commesse e la crisi economica in atto, le tariffe sempre più limate al ribasso e le nuove frontiere dell'economia digitale.

Altra nota dolente per tutti gli addetti ai lavori sono le retribuzioni che nel primo semestre 2012 hanno perso il 2,8% del potere di acquisto rispetto alla inflazione crescente dell'economia italiana. Sono continuate a scendere, per tutto il 2012, anche le tariffe professionali. Un calo comuqnue ridotto ( -1,5%) a quello sperimentato negli anni precedenti (-2,6% nel solo 2011).

I dati sono stati comunicati da Assintel che, nel suo rapporto, ha tenuto ad evidenziare anche il depauperamento progressico in termini di competenze, capacità innovative, talenti e saperi.

Grace è anche il ritardo dalla politica nel comprendere il ruolo e l'importanza delle nuove tecnologie per il rilancio dell'economia e per la crescita ma anche el rilanciare il mercato e nell'agevolare e sistenere imprese e imprenditori.  La gravità di questo ritardo è ancor più evidente se confrontata con quanto altri governi europei stanno facendo investendo in tecnologia e innovazione, in saperi e competenze pe competere meglio sul mercato globale dell'economia.

 


 

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