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La grande bellezza di Sorrentino e sguardo lucido sulla realtà

La grande bellezza di Sorrentino e sguardo lucido sulla realtà

04 Giugno 2013 Mario Anton Orefice
Mario Anton Orefice
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Una riflessione/recensione sull'ultimo film di Sorrentino. Un'opera ambiziosa, La grande bellezza è un film che vive di molte contraddizioni fatte dagli eccessi barocchi, dal surrealismo di molte scene, dal gusto estetico e da un sentimentalismo crepuscolare ben interpretato dal protagonista Tony Servillo, nel fil Jep Gambardella. Evidenti i riferimenti a Fellini e una Roma bellissima che fa da scena ad una lettura lucida della realtà.

Alcune scene a memoria: un colpo di cannone, feste tristi sulle terrazze Roma, una ragazzina che si perde nel tempietto del Bramante, la mostra di un artista che espone migliaia di autiritratti, uno per ogni giorno della sua vita, l’arresto di un mafioso che dice Siamo noi che governiamo questo paese, una bambina che dipinge un grande quadro astratto lanciando  barattoli di vernice e piangendo, una donna nuda che prende la rincorsa e sbatte la testa contro il muro, un mago che fa sparire una giraffa, il funerale di un artista suicida.

Di grande bellezza gli abiti del protagonista Jep Gambardella interpretato da Toni Servillo.

Un abito da sera blu, che Jep indossa mentre passeggia all’alba, un completo bianco, giacche giallo limone, arancio vivo a quadri, giallo limone, bordeaux intenso, fantasia Principe di Galles ecc.

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