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Toilet 2.0 - Tablet: limitarne l'ac...cesso

Toilet 2.0 - Tablet: limitarne l'ac...cesso

13 Giugno 2013 Redazione SoloTablet
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E' giusto per le aziende limitare o impedire l'utilizzo dei tablet privati durante l'orario di lavoro ?
Dai tempi delle mega aziende di Fantozziana memoria, la lettura della gazzetta nel bagno della ditta è sempre stato un diritto imprescindibile. Cancro combattuto dal mega direttore galattico, ma mai estirpato.

[ Il contributo, provocatorio ma divertente e utile per riflessioni semiserie, inviatoci da Tony Ficante, un lettore di SoloTablet , e che volentieri pubblichciamo. Buona lettura ]

Quel virus di dissenteria collettiva del lunedì, di cui soffriva gran parte della popolazione impiegatizia maschile, non è ancora stato debellato, anzi. Oggi con l'arrivo delle nuove tecnologie ed in particolare i tablet da otto pollici, facilmente intascabili, la pandemia si è estesa a tutta la settimana lavorativa.

Il problema è serio ed imprenditori e management (la versione odierna del mega-direttore) si trovano a dover equilibrare le “vecchie”esigenze aziendali con i “nuovi” comportamenti dei lavoratori. Problema che si aggrava nel contesto tipico di management all'italiana, dove la produttività è misurata principalmente con la presenza: più sei alla scrivania più sei bravo.

Questa produttività negli ultimi decenni è già stata messa in ginocchio dalle leggi dello stato. Prima quella sulla sicurezza e l'ergonomia, che prescrive delle pause obbligate, poi quella sul fumo che costringe i fumatori a lasciare il posto ed uscire dall'edificio.

Tant'è che il lavoratore ideale risulta oggi essere quello che beve il caffè, va in bagno e fuma la sigaretta nella stessa pausa. Sta via massimo cinque minuti e lo fa solo due volte al giorno.

L'avvento del telefonino prima e del tablet poi ha allungato smisuratamente le pause fisiologiche in bagno. Un fenomeno veramente difficile da contrastare. Per le aziende si tratta della classica lose-lose situation. Già perché troppo permissivismo vedrebbe aumentare l'abuso ed un proibizionismo vederebbe calare la motivazione generale dei lavoratori, che si sentirebbero vittime dell'ennesimo sopruso.

Indipendentemente dai punti di vista, la realtà non si può ignorare: è iniziata l'era del “Toilet 2.0”. I lavoratori si siedono in bagno accendono il tablet, e gli si apre il mondo: giochini che creano dipendenza, messaggistica partecipativa, eventi sportivi live, film e serie televisive, o addirittura la navigazione su siti porno a braghe già calate..

Fonte: Vanguardia.com

Assistiamo anche a cambi di mode. Un comportamento tipico femminile, quello di andare in bagno in coppia, ora sta prendendo piede anche tra i maschietti; che si chiudono in due cubicoli vicini per sfidarsi on-line.

 

Tutti hanno bisogno di uno spazio virtuale totalmente privato all'interno dell'orario lavorativo, uno spazio nel quale troppo spesso si perde il senso del tempo.

I rimedi che alcune aziende stanno adottando per contrastare la diffusione del Toilet 2.0 sono di diverso tipo:

  • Proibitivo. Non si possono avere tablet privati in azienda.
  • Investigativo, Si cercano indizi oggettivi, tipo chi esce dal bagno senza tirare l'acqua o trovare l'asse chiuso.
  • Statistico. Viene conteggiato il tempo passato in pausa, ad esempio posizionando sapientemente lettori badge.
  • Meccanico. Schermare il segnale di rete all'interno bagni.
  • Sociale. Ridurre il numero di gabinetti, per costringere gli utenti a far la coda e quindi stare il meno possibile.

 

Questi metodi punitivi, hanno tutti in comune il desiderio di limitarne l'uso e, personalmente, credo che non sia la scelta giusta. Il progresso non si può fermare.

Virgin, Google, numerose start-up e moltissime aziende di successo in giro per il mondo mettono a disposizione dei dipendenti spazi per giocare e rilassarsi, da utilizzare liberamente quando si vuole durante l'orario di lavoro. Un approccio che migliora la produttività dell'individuo che, scaricate le tensioni o recuperato l'attimo di stanchezza, quando torna alla sua postazione “rende di più”.

Io sono per questo tipo di approccio e quindi consiglio alle aziende di risolvere il problema “Toilet 2.0” installando delle reti wi-fi free nei bagni delle aziende. Lo spazio privato gratuito verrebbe sicuramente apprezzato. Il lavoratore sbriga le proprie faccende extra-lavorative e quando torna alla sua postazione è sicuramente più motivato e meno distratto.

Senza contare che gli abusi verrebbero limitati dalla legge della giungla, perché saranno gli altri lavoratori a vigilare per evitare di perdere il “privilegio acquisito”. Quello che si dice una win-win situation.

Bene adesso che ho concluso corro a fare la mia pausa fisiologica, ma oggi mi porto anche il giornale, perché la volta scorsa è finita la carta igienica e il tablet non mi è stato molto d'aiuto...

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