Scuola 3.0 /

Buon Natablet nella Scuol@3.0

Buon Natablet nella Scuol@3.0

20 Dicembre 2012 Sergio Casiraghi
Sergio Casiraghi
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Sono passati già trent’anni da quando abbiamo portato i primi personal computer sui banchi di scuola. Oggi siamo al punto in cui è la scuola che viene a ritrovarsi nel computer, o nei tablet, su Internet. La digitalizzazione procede spedita e va ormai ben oltre le lavagne interattive multimediali (LIM), introdotte appena un lustro fa. Un tempo che, nell’era del digitale, equivale ad almeno un secolo dell’era dell’analogico. Non bisogna dunque stupirsi se la miniaturizzazione e la convergenza tecnologica, che passano anche attraverso l’introduzione dei tablet, porta alla frammentazione del classico strumento ben conosciuto della lavagna.

Ciò che le attuali tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) suggeriscono, con lo sviluppo Web della grande rete Internet a cui tutti (?) ovunque (?) potranno accedere, è l’esigenza di nuovi, ma allo stesso tempo più antichi, paradigmi d’insegnamento ed apprendimento personalizzati!! Prendete le riproduzioni digitali delle statuine dei presepi delocalizzati che abbiamo realizzato per Natale in V elementare(*). Una volta, mi ricordo, da casa le statuine venivano portate a scuola per realizzare lì il presepio tutti insieme e lì bisognava stare per vederlo o fotografarlo. Al contrario, oggi le statuine distribuite a  scuola sono state portate a casa per essere inserite in tanti bei presepi (ai quali si potrebbe dare un’occhiata da remoto), ma sono state anche digitalizzate per poter essere viste, riviste, liberamente associate e ricombinate nel comporre infiniti altri presepi condivisi a Natale da un indirizzo web (http://presepio.eu), accessibile ovunque ci sia una connessione ad Internet attraverso un dispositivo e un browser. Dunque la grande ‘lavagna’, o volendo il ‘computer’, la ‘nuvola’ dove si scrive raccogliendo la memoria dell’umanità, oggi è Internet o meglio il Web. Una realtà esterna alla scuola, non però estranea, e comunque pur sempre presente. Ad essa dobbiamo fare riferimento per sostenere lo sviluppo socio-economico e, come noi vogliamo, la formazione delle giovani generazioni che passeranno il Natale con i tablet.

Già, quello dei tablet è un bel regalo che l’Amministrazione Comunale ha fatto ai suoi scolari delle elementari e di prima media. Inoltre, grazie al contributo della Fondazione Albosaggia, ciò è accompagnato dalla serie di PerCorsi formativi già avviati, rivolti a docenti e studenti che potranno trarre il massimo profitto dalla sinergia ottenuta  lavorando con i tablet a casa e a scuola secondo il modello di “flipped classroom” che si va affermando (http://www.adirisorse.it/archives/1187) anche nei segmenti di scuola primaria. Si può seguire il prezioso lavoro di sperimentazione della DIDASforce, Task Force for Innovation in Education, nello sviluppo del piano d’azione delle 5’C’ (Collaborare e Comunicare per Creare e Condividere la Conoscenza) che accompagna l’utilizzo dei tablet nella Scuol@3.0 proposta in ADI discussione pubblica (http://adi.ideascale.com/a/dtd/La-Scuol@-3.0/273371-18808). Tutti possono seguire i PerCorsi e gli ulteriori sviluppi del progetto attraverso un diario giornaliero sul blog http://sperimentata.blogspot.it o andando sui siti predisposti http://sergiocasiraghi.eu e http://didasca.org per partecipare.

Buon Natablet! [neologismo ottenuto per voi fondendo Natale con tablet]

(*) http://sergiocasiraghi.it/presepi

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