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Buon Anno 2018 con alcune riflessioni

Buon Anno 2018 con alcune riflessioni

29 Dicembre 2017 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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E' buona abitudine chiudere l'anno vecchio con previsioni per l'anno nuovo. Inutile però cimentarsi nel fare i futuristi. Il futuro è sempre imprevedibile e molte previsioni si rivelano false oltre che dannose. Meglio provare a fare semplici osservazioni e condividere quello che si percepisce soggettivamente come possibile, puntando sul lungo termine in modo da avere una maggiore certezza di vedere realizzate le proprie visioni.

La previsione che molti italiani vorrebbero vedere realizzata è quella, abbastanza assurda perchè difficilmente realizzabile, di un governo stabile dopo le elezioni del 4 marzo. Una previsione data per errata da tutti gli analisti e osservatori ma che, se realizzata nel modo sbagliato, potrebbe produrre effetti davastanti o molto negativi per il futuro dell'Italia.

Se non ci si impegna nel produrre previsioni, tutti siamo candidati a essere futuristi.

E' sufficiente che ci limitiamo, sulla base delle nostre esperienze, conoscenze, aspettative a fare delle osservazioni su ciò che potrebbe caratterizzare il nuovo anno. Un esercizio sul quale tutti dovrebbero cimentarsi perchè utile per riflettere non solo sul futuro che forse non verrà, quanto sul presente che in qualche modo sta certamente contribuendo alla edificazione dei futuri che emergeranno e si affermeranno.

In ambito tecnologico le previsioni su nuovi futuri esaltanti sembrano facili e alla portata di tutti. Nella realtà nessuno può valutare oggi con certezza quanto delle nuove promesse tecnologiche si tramutino realmente in effetti positivi e vantaggi. L'interazione costante con la tecnologia e il tempo a essa dedicato sta determinando nuove forme di intimità che vanno a scapito di quella umana, con conseguenze indesiderabili e difficilmente misurabili.

Secondo le osservazioni di Gerd Leonhard, un personaggio noto al pubblico americano e non solo come futurista e autore del libro recente Technology vs Humanity, la tecnologia si riserverà innumerevoli novità come lenti a contatto connesse a Internet, nanobot o robot miniaturizzati capaci di abitare il nostro sistema sanguigno per monitorarne e correggerne i livelli di colesterolo e soluzioni per caricare in Internet il nostro stesso cervello in modo da essere sempre, con esso, connessi alla Rete. Le osservazioni di Leonhard fanno pensare a un futuro transumano o postumano nel quale gli umani attuali potrebbero sentirsi a disagio e doversi confrontare (come fecero i Neandhertaliani con i Sapiens) con nuove specie di umani (umanoidi) modificati, aumentati o alterati fisicamente dalla tecnologia.

Chi conosce la tecnologia e la sua cosiddetta velocità di fuga attuale può facilmente credere che le osservazioni di Leonhard si avverino, anche se forse non in futuro così prossimo come molti tecnofili o multinazionali tecnologiche vanno raccontando. Non rimane che attendere. Meglio però farlo in modo attivo, interrogandosi fin d'ora se e quanto di ciò che sta accadendo sia effettivamente ciò che vogliamo accada.

Porsi in modo attivo nei confronti della tecnologia significa cercare di capire cosa si possa fare per sostenere la componente umana delle nostre vite future e per erigere barriere intelligenti di fronte alle pretese onniscienti e onnipotenti della tecnologia e, in particolare, di chi la produce e distribuisce.

Erigere barriere può anche essere un modo per continuare a esercitarsi nel fare delle scelte e nel prendere decisioni. Un esercizio necessario in una realtà nella quale le une e le altre sono sempre più suggerite, facilitate e agite da algoritmi, strategie e programmi marketing, modelli di simulazione e false informazioni.

 Buon Anno 2018 a tutti i frequentatori, assidui e casuali di questo spazio online.

 

 

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