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Wannacry: per evitare di piangere ancora, meglio informarsi per tempo!

Wannacry: per evitare di piangere ancora, meglio informarsi per tempo!

15 Maggio 2017 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Il clamore che sta suscitando il nuovo virus Ransomware Wannacry (comincia a piangere) non fa che confermare la disattenzione, la superficialità e l'ignoranza con cui molti interagiscono con le nuove tecnologie. La Rete è diventata uno spazio nel quale tutti passano ore e giornate intere ma anche lo strumento perfetto per nuove tipologie di crimini, rese possibili dallo stato di evoluzione della stessa tecnologia.

Per difendersi non basta, come stanno suggerendo una miriade di esperti e interventi online, tenere aggiornato il software e l'antivirus.

Serve sempre di più maturare un approccio critico e consapevole alla tecnologia in modo da imparare a usarla in modo intelligente, protetto e il più possibilmente sicuro. Un modo per diventare consapevolie è di approfondire la conoscenza dei fenomeni tecnologici e farlo ricorrendo al lavoro di quanti all'argomento hanno dedicato saggi e libri. Sul tema anche io ho scritto un e-book dal titolo "I pesci siamo noi: pesci, pescatori e predatori nell'acquario digitale della tecnologia" pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital e in distribuzione su tutti gli store online.

Un libro che può offrire molte informazioni o aprire la mente per una ricerca più ampia finalizzata ad un uso consapevole e sicuro della tecnologia.

Il libro I pesci siamo noi: pesci, pescatori e predatori nell'acquario digitale della tecnologia è disponibile sullo store online di Delos Digital


Manuale teorico-pratico per evitare di farsi prendere all’amo dai media digitali e tecnologici, da chi li ha creati e li gestisce, per sapere distinguere la luce delle stelle da quella delle lampare, per non fare la fine del pesce di nome Wanda e per diventare tutti abili anguille capaci di vincere qualsiasi resistenza, di cambiare, risalire, filtrare e stare a galla. Internet è da sempre sinonimo di libertà, oggi la sua pervasività suggerisce una maggiore consapevolezza e riflessione critica sull’uso che ne viene fatto.

Le nuove tecnologie sono strumenti potenti di libertà ma tutto dipende dalla conoscenza che ne abbiamo e dall’uso che ne facciamo per interagire con la realtà, per modificarla e per soddisfare i nostri bisogni più concreti.

 

Essere liberi significa usare la propria facoltà di pensare, di operare, di esprimersi,  di scegliere e di agire senza costrizioni e in piena autonomia, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti da usare. Nell’offrire la soluzione di problemi pratici e conoscenze utili, gli strumenti tecnologici sembrano garantire la massima libertà dell’utente.

Una libertà che deve fare i conti con le limitazioni imposte dalla volontà di potenza della tecnologia, dai suoi algoritmi, dai suoi mille Botnet, capaci di determinare comportamenti e abitudini, di condizionare le forme di espressione, di minare la privacy e la riservatezza, di operare costrizioni mentali condizionando scelte e processi decisionali. Ignari delle forme di libertà del passato, troppo concentrati sul presente e poco interessati a quelle del futuro rischiamo di trasformarci in tanti pesci, liberi di nuotare e sguazzare liberamente ma sempre dentro un acquario, trasparente ma dal perimetro rigido e definito, che per le sue dimensioni ci lascia credere di vivere liberamente in spazi autonomi, profondi e completamente liberi.

Nella realtà questi spazi sono controllati da entità esterne, attente a non fare mai mancare il cibo (l’uomo è quello che mangia e senza fosforo non esiste pensiero diceva il filosofo Feuerbach), il divertimento e l’ossigeno in cambio di complicità e sottomissione. Ne deriva una libertà immaginaria, ampia e ricca di scelte ma sempre all’interno di narrazioni e contesti sviluppati da altri. Siamo pesci sempre pronti ad abboccare all’amo…?


 

 

Indice del libro

Presentazione

Introduzione

 

Il senso della vita

La società dell’incertezza

Domande in cerca di risposte

Siamo tutti coinvolti

Uno sguardo ironico, autoironico e leggero

Era un pesce che andava...ovunque io andavo!

L’acquario mondo dei pesciolini digitali

Il data-occhiale che cambia la percezione della realtà

Metafore per una narrazione

Pescare è una pratica umana e un’arte

Pescati e prede, pescatori e predatori

Lo sfondo di riferimento

L’inganno della trasparenza

L’ambiguità degli strumenti che usiamo

Vale la pena ritornare alla realtà?

Felicità vado cercando

È necessaria una via di fuga

La realtà virtuale dell’acquario

         Una metafora trasparente

Geografie degli acquari sociali digitali e bolle di sapone

Intrappolati nella bolla di sapone e pattinatori di superficie

Benvenuti e grazie per tutto il pesce

Delfini in via di estinzione e pescecani vari

Predatori intelligenti e super-attrezzati

Predatori subdoli e malvagi

Predatori diversi con obiettivi simili

Non serve ringraziare

Tecniche e forme della pesca tecnologica

Predatori in azione

Tecniche di pesca dei predatori dentro l’acquario

Le tecniche dei predatori esterni

Esche, arpioni e reti a strascico

Se non si conosce la pesca si può essere pescati

In Rete tutti possono essere pescati

Le esche usate per la pesca online

Strategie per non essere pescati

Pescatori e tecniche di pesca

La pesca a strascico

Metafore per una pesca online

La pesca a canna fissa dei pescatori digitali

A volte servono canne robuste e mulinelli di qualità

Alcuni pesci sono solo per pochi professionisti

Pesce mangia pesce

Tutti scambiati per una trota

Se fossimo storioni

E se fossimo tutti boccaloni o pesci siluri?

Linkedin e profili professionali: pesci in cerca di ami!

Ami, esche e cacciatori di teste

Profili online e raccolte dati

Linkedin, un acquario speciale

A caccia di profili Linkedin al suo esterno

Come evitare di essere pescati

Gli acquari panoramici e relazionali di Facebook

Le architetture reali e virtuali di facebook

La filosofia di Facebook

L’eterotopia di Facebook

I paradossi dell’acquario Facebook

La pesca nell’acquario di Facebook

Cosa dicono le indagini sociali sulle truffe online in Facebook

Le profondità degli oceani di Google

Il colonialismo dei media digitali

Google è il primo artefice dell’acquario digitale

Server, Big Data e algoritmi

Oceano Google e melmosità delle sue profondità

La felicità del pesce geneticamente modificato

Felicità vado cercando online

La felicità del pesce Betta

Consumi felici e strategia del sorriso

Siamo tutti mobilitati

La trappola della super visibilità

I server sirena e i pesci palla

Alcune considerazioni finali

Si può uscire dall’acquario?

Una fuga complicata ma possibile

Scomparire per sopravvivere o tornare a vivere

Per tornare alla metafora dell’acquario

 

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Note

Bibliografia

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