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E guardo il mondo da un display

E guardo il mondo da un display

09 Dicembre 2015 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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E' in distribuzione il mio nuovo e-book dal titolo 'E guardo il mondo da un display: La sparizione del mondo reale dentro display tecnologici e virtuali." Una riflessione sull'importanza e il ruolo che gli innumerevoli schermi tecnologici con i loro display hanno assunto nella vita di tutti i giorni. Un viaggio nel tempo fino alla società dello schermo con le sue tecnologie per nuove forme di realtà attraverso metafore potenti come la finestra, lo specchio, la cornice, la vetrina, la scrittura e la lettura. Un viaggio nel quale sono coinvolte milioni di persone con un cervello modificato tecnologicamente e in contesti prevalentemente visuali e ricchi di immagini. Il display diventa strumento interpretativo della realtà ma anche ma anche uno strumento di distrazione di massa, un veicolo per la socializzazione reticolare del muro delle facce e un anticipatore della vita artificlale che verrà

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Flessibile, magnetico, attrattivo, tattile, irresistibile, virtuale, ologrammatico e così tanto reale. Il display è diventato metafora potente del nuovo modo di guardare e interagire con la realtà del mondo che ci appare. È usato per costruire mondi virtuali e paralleli nei quali perdersi e ritrovarsi, da soli o in compagnia, ma sempre con lo sguardo incollato alle narrazioni visuali di un’immagine o di una fotografia, a un messaggio che parla e comunica fatti, avvenimenti, sentimenti e storie, a un video che scorre, a un videogioco labirintico e senza fine o ad applicazioni che servono per portare a termine un’attività lavorativa o semplicemente per giocare.

Le generazioni passate hanno guardato il mondo da un oblò, oggi le nuove generazioni lo fanno attraverso lo schermo di un display. Il primo può essere attraversato dallo sguardo e servire per annoiarsi un po’ guardando Luna che mangia le caramelle (Luna, canzone di Gianni Togni) o diventare strumento di forti emozioni per AstroSamantha, il secondo è meno noioso, non è neutrale, è aggressivo, cattura l’attenzione, rende dipendenti e a volte violenti ed ha la capacità di confondere la finzione con la realtà creando molteplici mondi virtuali nei quali abbandonarsi, perdersi, emozionarsi, rispecchiarsi, riconoscersi e sentirsi vivi.

 

Smartphone, phablet, tablet, personal computer, lettori musicali, televisori, bancomat, chioschi e totem multimediali, maxischermi a LED, video wall, tutti accomunati dalla presenza di un display capace di ospitare sulla sua superficie non soltanto dati, immagini e video ma in realtà il mondo intero. Il display enfatizza il ruolo della visione, il senso umano per definizione secondo Aristotele, ma virtualizza e rende trasparente il corpo, facendoci perdere la capacità di collezionare esperienze percettive capaci di cogliere il mondo nella sua interezza e materialità. A forza di guardare il mondo da un display, il suo ruolo nel condizionare la nostra esperienza visiva è diventato invisibile e impercettibile. La realtà, al di fuori della cornice dello schermo, diventa invisibile o semplice sfondo. I contenuti che scorrono sul display assumono al contrario una crescente autonomia, assomigliando sempre più agli originali naturali di cui sono copia o rappresentazione, diventano oggetti comunicanti e parlanti, si svincolano dall’interazione con gli altri sensi impedendo una relazione con il mondo, di usarlo e di portare a termine azioni e attività.

Perduti e innamorati dei propri display, gli umani dell’era tecnologica postmoderna sembrano tante monadi Leibniziane, tutte in armonia tra di loro ma perse in universi differenti e alla costante ricerca di unità e di esperienze non soltanto visuali ma materiche, cinestetiche, prossemiche, sonore, linguistiche, olfattive, gustative e tattili. Esperienze che anche il display più innovativo e tecnologicamente avanzato non è ancora in grado di regalare.


 

Indice

Premessa

Alcune definizioni per sintonizzarsi cognitivamente

Un’evoluzione nel tempo che viene da lontano

Tecnologie per nuove forme di realtà

La società dello schermo

La vita sullo schermo

La forza dell’immagine

Il cervello tecnologicamente modificato

Il display metafora e strumento interpretativo dell’era tecnologica

La forza dell’interfaccia, dalla GUI alla sensorialità del tocco

Magnetismo e forza attrattiva del display tecnologico

Il display tra finzione e realtà

Il display come finestra

Il display come vetrina

Il display come specchio

Il display di Narcisi e solipsisti vari

Il display come lente di ingrandimento e di realtà aumentata

Display indossabili ed esperienze di realtà diminuita  

Il display e il cervello che legge

Il display come strumento di scrittura

Display come strumenti di distrazione di massa

Display come strumenti assistivi

Il display socializzante e reticolare del muro delle facce

La vita artificiale che verrà

Alcune considerazioni finali

Disclaimer

Bibliografia

 


 

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