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Grillo, Papa Francesco e nuove applicazioni

Grillo, Papa Francesco e nuove applicazioni

14 Marzo 2013 Carlo Mazzucchelli
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A guardare bene i fatti dei tempi complicati che stiamo vivendo sembra quasi che ad emergere siano, sempre più, elemententi sorprendenti con le loro capacità dirompenti (‘disruptive’). Grillo ha mandato all’aria la politica italiana, il Conclave la curia romana, la tecnologia mobile l’IT tradizionale e il mondo del personal computing.

Il riferimento ai fatti della politica e della religione viene dalla constatazione che i tempi che stiamo vivendo ( ‘ alla fine dei tempi’ come direbbe Slavoy Zizek ) sono caratterizzati da grandi cambiamenti, forte radicalità e capacità di pensare in modo diverso. Tutto ciò si riflette e trova riscontro anche nel mondo della tecnologia.

Con l’arrivo del tablet tutto il mondo IT ha subito una accelerazione. Il cloud computing è diventato più comprensibile e praticabile, è stato percepito come meno rischioso e valutato dalle aziende come la soluzione più vantaggiosa per problematiche che l’IT tradizionale non riesce ad affrontare in modo nuovo. Il web e internet sono diventati strumento e luoghi nei quali avvengono fatti sociali importanti ma anche dove gli oggetti trovano il modo di connettersi e di sperimentare i benefici e in vantaggi che derivano dalla interazione e dalla collaborazione. Il personal computer ha ceduto il passo a dispositivi mobili, più trasportabili ma anche con interfacce utente tattili e multisensoriali e con una elevata versatilità in fatto di funzionalità e ambiti di applicazione. La tecnologia dell’informazione sta lasciando spazio alla consumerizzazione e a dispositivi hardware e software più complessi ma più facile da costruire, aggiornare, distribuire e integrare.

Il mondo tecnologico di oggi è diventato più pervasivo, onnipresente, mobile e intelligente. Lo è anche negli ambiti lavorativi e aziendali nei quali le applicazioni tradizionali scoprono all’improvviso la loro debolezza e inadeguatezza nel soddisfare i nuovi bisogni. Gli approcci fin qui adottati dai dipartimenti IT vengono percepiti come insufficienti e  da sostituire.

Cambiare non è facile e non è da tutti. Il cambiamento non è necessariamente frutto di decisioni individuali o manageriali ma il risultato di forze e agenti che lo impongono come elemento emergente e condiviso.

Nell’ambito applicativo vediamo all’opera forze simili. Mentre molti responsabili IT e produttori di soluzioni software rimangono abbarbicati ad approcci, strumenti, modelli e architetture tradizionali o al massimo adattano l’esistente al nuovo integrandolo, altri scelgono di rompere con il passato e di perseguire strade nuove. Perseguire il nuovo significa abbandonare la visione data-center centrica ma anche quella web e del desktop. Significa ripensare radicalmente le interfacce utente e il modo con cui avviene l’interazione tra i vari componenti applicativi e l’utente. Significa rivedere l’architettura dell’applicazione, il modo con cui viene implementata, distribuita e aggiornata nel tempo. Significa abbandonare una visione proprietaria e mono-piattaforma per sposarne una più aperta e multi-piattaforma.

Le applicazioni che stanno emergendo e che si affermeranno saranno applicazioni utilizzabili su dispostivi e piattaforme di sistema operativo diverse, con interfacce utente più semplici e sempre meno basate su form da riempire con input da tastiera, con dati, logica applicativa e informazione memorizzata e distribuita sulle nuvole del cloud computing. Queste applicazioni saranno utilizzabili on-demand e sotto forma di servizio, sottoscritto in base alle esigenze e alle necessità.

Questa rivoluzione in atto rischia di rendere obsoleti modelli e approcci ma anche molti CIO e responsabili IT così come molte aziende produttrici di software. Ad essere a ‘rischio’ non sono solo aziende tradizionali ma anche aziende innovative come SalesForce. Sono tutte le aziende che non hanno compreso che il cambiamento in corso è radicale e procede verso uno ‘salto tecnologico’ (technological shift). Sono le aziende che si affidano ancora a applicazioni legacy difficili da mantenere e aggiornare, da integrare e sincronizzare in ambienti di lavoro altamente dinamici e mobili. Sono le aziende produttrici che continuano ad implementare modelli di business basati sulle licenze, su sistemi complessi, proprietari e vincolanti e che non pensano all’utente finale e ai clienti dei loro clienti.

E’ presto per dire come evolverà il futuro tecnologico ma la lettura attenta dei fatti e alcune conoscenze allargate dello stato dell’arte della tecnologia e delle forze emergenti suggerisce che la fumata sarà di colore bianco e indicherà l’arrivo di novità e cambiamento piuttosto che di restaurazione, difesa e conservazione.

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