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Il mondo in una foto, bambini che guardano il mondo attraverso un tablet

Il mondo in una foto, bambini che guardano il mondo attraverso un tablet

11 Novembre 2012 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Di ritorno da un viaggio in Tibet nell'organizzare le quasi duemila fotografie scattate ho scoperto di avere duecento immagini con protagonisti bambini e bambine. Protagonisti questi bambini lo sono stati anche durante il viaggio perchè ogni sosta è stata rallegrata e movimentata dalla loro presenza, fatta di curiosità prima ancora di richieste interessate. Ho deciso di condividere alcune delle mie foto con i frequentatori di SoloTablet e di completarle con altre fotografie con protagonisti bambini impegnati nell'uso di un tablet.

Poche immagini straordinarie possono raccontare un mondo intero e svelare realtà e situazioni non percepibili direttamente dall'occhio umano. Oggi le immagini possono essere prodotte anche con strumenti tecnologici innovativi come il tablet e lo smartphone, due dispositivi che potenzialmente trasformano ogni persona in un creativo e in un artista della fotografia..

Molti fotografi di fama hanno raccontato con le loro fotografie la storia di un'epoca o hanno reso pubblica la povertà della stessa ( basti pensare alla fotografie rubate a Porto Cervo nella villa Certosa di un certo cavaliere che governò l'italia ). Con la fotografia è possibile far emergere luci e ombre, bellezze e crudeltà, protagonisti e vittime, contesti e comportamenti.

La fotografia con le sue immagini offre una chiave di lettura della realtà e racconta le sue trasformazioni più o meno riconoscibili e che la rendono nel tempo irriconoscibile nei suoi cambiamenti e nelle sue mutazioni. Ogni mutamento può essere tragico o magico e la fotografia lo fissa su una immagine che può trasformaris in un ricordo o che può essere utile a far riaffiiorare ricordi associati ad una medesima situazione e/o ad un medesimo contesto.

Quando si viaggia in Tibet o ci si sta rilassando all'interno di un monastero o ai piedi di uno stupa, è facile venire a contatto con frotte di ragazzini interessati alla diversità che sempre un turista rappresenta ma anche alle tecnologie che sta usando per fissare con immagini un ricordo o una istantanea rubata con uno scatto. Queste tecnologie non sono più semplicemente macchine fotografiche analgiche o digitali ma sempre più spesso smartphone e/o tablet. Capita così di soffermarsi a giocare e ad illustrare la superficie tattile di uno schermo ad un gruppo di ragazzini e nel contempo di riprenderli e fotografarli.

Anche quando questi bambini tibetani sono alla ricerca di un regalo, ciò che colpisce è che non sono mai ossessivi e sfrontati, ma sempre pieni di gioia e serenità. Sono spesso sporchi, rumorosi, e vestiti con abiti probabilmente passati dal fartello o sorella più grande a quelli più piccoli, ma sempre sorridenti, giocosi, allegri e curiosi. Lo si vede dalle loro esressioni, soprattutto dai loro occhi.

Gli incontri più emozionanti avvengono fuori dalle città come Lasha, mentre si è in viaggio e si attraversano villaggi sempre animati da persone impegnate in attività lavorative che sembrano non finire mai ( nelle operazione per la pulitura del grano/orzo il lavoro prosegue fino a notte inoltrata cadenzato da canti e mantra ripetuti ossessivamente per ore ).  Ci si ferma per una foto al paesaggio o al villaggio e ci si trova circondati da ragazzini che anticipano il tuo scatto fotografandoti con lo sguardo e con i loro occhi penentranti che parlano una lingua antica fatta probabilmente di molti silenzi e privazioni ma anche di molta semplicità, amicizia, solidarietà e felicità.

 

Può capitare di essere impegnati in un trekking tra i 3600 e i 4700, di attraversare valli con piccoli villaggi di contadini e allevatori e di entrare in contatto con famiglie numerose sempre disposte a farvi visitare la loro casa e a salutarvi con un sorriso. Bambini e adulti non sono diversi. Tutti sono curiosi e può capitare che si nascondano dietro il fuoristrada per assistere al montaggio della tenda e all'allestimento dellla cucina da campo con una curiosità talmente grande da dimenticare di avere ricevuto un biscotto o un cioccalatino che potrebbe soddisfare anche desideri e golosità diverse e forse, per la fame, molto pià urgenti.

 

Gli alpinisti e i recordman degli ottomila continueranno probabilmente a privilegiare montagne e pareti, ghiacciai e cime innevate. I turisti del mordi e fuggi faranno la stessa cosa visitando Kathmandu e Lasha in un fine settimana per fare affari nei negozi di outdoor nepalesi o negli empori cinesi che hanno ormai rovinato la città del Potala e stanno devastando la proposta commerciale tibetana fatta di prodotti che hanno sempre una storia e sono sempre collegati alla cultura che ha plasmato un popolo montanaro per secoli.

Ma il modo migliore per visitare il Tibet è di lasciarsi coinvolgere dalla spiritualità dei luoghi e delle persone e di viaggiare lenti per osservare a lungo e cogliere i perchè di molti comportamenti che sembrano fuori dal tempo e inutili a molti occidentali. Nel fare questo si entra in contatto con le persone, con monaci  che pregano o partecipano a dibattiti filosofici, con adulti che lavorano in gruppo per portare a termine nei tempi dovuti alcune operazioni legate al raccolto dell'orzo o del grano e soprattutto con bambini.

E quando succede il viaggio diventa più gioioso ed è impossibile da raccontare se non attraverso gli scatti di una macchina fotografica, di un iPhone o di un tablet.

Il Tablet e i bambini del mondo

Gli stessi bambini che ho incontrato sulle strade e sui sentieri d'alta quota del Tibet potrebbero presto essere dotati delle stesse tecnologie di cui è in possesso il turista. Sono molte le iniziative assistenziali e legate ad istituzioni che investono su iniziative per lo sviluppo che operano in vari paesi per offrire alle nuove generazioni le stesse opportunità disponibili nelle società sviluppate.

Lhasa: studenti lama impegnati nello studio con un tablet

Il PC, il tablet e l'iPad sono tutti strumenti potenti per la formazione e l'apprendimento e possono contribuire moltissimo a dare a tutti i bambini le stesse opportunità. Probabile però che con le nuove tecnologie spariscano anche la curiosità e la gioiosità sopra descritte.

Possibile che i viaggiatori del futuro possano trovarsi a diventare loro stessi soggetti da fotografare. A fotografarli potrebbero essere fanciulli tecnologicamente 'savvy' capaci di usare i loro dispositivi digitali per fotografare ma anche per socializzare e condividere i loro scatti su social network e sulla rete.

In pratica sta giù succedendeo.......

Motorola in Etipia ha distribuito migliaia di Motorola Zoom a bambini che non avevano mai visto nella loro vota un testo scritto con l'obiettivo di favorire l'autoapprendimento.Il progetto (OLPC) è nato con l'obiettivo di fornire tecnologie e risorse alle scuole di paesi che non hanno nessuna o limitate risorse scolastiche. Invece di puntare sul PC la decisione è stata di distribuire diretatmente sui villaggi dell'Etiopia scatole contenenti dei tablet unitamente ad istruzioni d'uso elementari e di verificare cosa sarebbe successo. I risultati sono stati incredibili e entusiasmanti....

Dopo aver resa gratuita la scuola primaria nell'ormai lontano 2003, oggi il governo del Kenya è impegnato a fornire agli studenti nuove tecnologie. L'ipegno si è tradotto nel progetto per lo sviluppo di un tablet e di una applicazione eLimu. La piattaforma del tablet è Android e l'applicazione fornisce agli studenti risorse per l'apprendimento attraverso strumenti di animazione, video, canzoni, musica, giochi, test e molto altro.

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