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Il tablet e lo smartphone a prova di stupidità!

Il tablet e lo smartphone a prova di stupidità!

07 Novembre 2013 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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La stupidità a cui si fa riferimento non è naturalmente quella dei dispositivi tecnologici in sé ma dell’uso che ne viene fatto. Un uso che rischia, nel minore dei mali di impedire altre azioni e attività umane più gratificanti dal punto di vista dei risultati ed anche emotivamente, nel peggior di trasformarci in automatismi e protesi artificiali, che rispondono a comando a segnali esterni impartiti da una macchina.

L’analisi della nuova realtà tecnologica, nella quale siamo tutti immersi, si presta a considerazioni diverse, sicuramente contrastanti e non necessariamente condivise. Le opinioni a confronto sono quelle dei tecnofobi e dei tecnofili. ma anche quelle di studiosi che, pur non condividendo le tendenze messe in moto dalla pervasività della tecnologia, cercano comunque di capire perché alcune situazioni si stiano determinando, quanto esse siano ineluttabili e quanto possano contribuire all’evoluzione del genere umano.

Il problema non è più se e quanto la tecnologia, il computer, la macchina siano neutrali e moralmente corretti. Ciò che interessa è quanto sia appropriato il livello acritico di accettazione della tecnologia a livello sociale e quanto sia moralmente corretto adeguarsi alle tendenze emergenti e condivise dalla massa dei consumatori.

L’interrogarsi è necessario perché una volta che il predominio attuale della tecnologia sia stato accettato come norma, difficilmente si potrà tornare indietro. E' già successo in passato con il telefono, la radio, la televisione, il personal computer ed Internet. Non si tornerà indietro anche perchè questa evoluzione tecnologica ha già inciso in profondità nella affermazione dell’individualismo dell’era post-moderna, fatta sempre meno di interazioni socali e sempre più spesso di interazioni solipsistiche con un dispositivo tecnologico ( Tocco…quindi Sono – I Pad, You Tube, We .doc ).

 

 

L’arrivo del dispositivo mobile alla iPhone e la sua pervasività in ogni sfera sociale e spazio geografico, ha accelerato il fenomeno di isolamento individuale dalla realtà sociale ed accentuato la virtualità di molti gesti e comportamenti sociali. Il mobile e il social networking sono in questo senso due facce della stessa medaglia e descrivono molto bene generazioni di nuovi individui (nativi digitali e non solo) metaforicamente sdraiati ( come ha ben descritto Michele Serra nel suo ultimo libro ‘Gli Sdraiti, edizioni Feltrinelli ) perché troppo impegnati ad interagire con il proprio dispositivo mobile.

In un periodo nel quale la tecnologia era ancora in fasce, Oblomov viveva da sdraiato dormendo, oggi l’insonnia ha preso il posto del sonno e del sogno ma la tecnologia ci aiuta a mantenere la posizione orizzontale e lontana da ogni forma di socialità reale. E’ una tecnologia che manifesta tutta la sua forza e magia magnetica offrendoci in un unico dispositivo, sia esso smartphone o tablet, l’illusione di interagire e connettersi con il mondo, di coltivare relazioni interpersonali e di mantenersi attivi riposando.

“lo stare coricato non era per Ilia Ilic una necessità come per un ammalato o per un uomo che abbia sonno, nè un caso eccezionale come per chi sia stanco e bisognoso di riposo, e neppure un godimento, come per chi sia pigro: era semplicemente il suo stato normale”

“Oh santo Dio, la vita ci raggiunge dovunque”

Nel libro di Goncarov, il vivere di Oblomov non è legato all’azione, al lavoro, al pensiero e al movimento ma semplicemente allo stare seduto accanto ad un fiume tranquillo osservando le acque (la vita nostra e quelle degli altri ) che scorrono e immedesimarsi in esse.

Nel sogno di Oblomov tutto è immobile, il tempo non esiste e il dolce far nulla ( dormire e ancora dormire) diventa una ossessione che si perpetua fino alla tarda età, quando con la testa tra le mani si rende conto di avere difficoltà a pensare e a sapere a cosa pensare. E intanto “...il tempo passava sopra di lui, che non riusciva a resistergli, le ore si succedevano alle ore, i giorni ai giorni, gli anni agli anni, le luci degli occhi si mutarono in due punti torbidi, i capelli cominciarono a cadere senza pietà." (Piero Citati).

L’uscita dal sonno e dall’incanto del sogno avviene all’improvviso e per amore. Avviene perché Olga ride rumorosamente, canta, è allegra e con i suoi comportamenti distrae e genera tempesta, rivela l’esistenza di una realtà diversa da quella in cui Oblomov è rintanato da anni e suggerisce una via di fuga. Ma la via non viene percorsa e Oblomov precipita nuovamente nell’apatia e nell’inerzia e decide che in ogni caso la sua esistenza si era realizzata, anche se la quiete lo raggiungeva solo nel suo angoletto privilegiato e dimenticato accudito dalle tenere braccia di Olga.

Fonte: www.nytimes.com

 

Molti utilizzatori di gadget tenologici sono come Oblomov, con la differenza che non dormono, sognano poco e sono stressati dalla insonnia persistente e dall’ansia. Rintanati nel loro angolino di mondo, immobili nel loro essere in mobilità perenne, connessi ma senza legami di qualità e con sempre minori contatti fisici e umani, serviti ed appagati costantemente dai servizi resi dai loro strumenti tecnologici e incapaci di immaginare una vita senza di essi.

Con l’occhio sempre puntato all’icona prossima a lampeggiare, all’arrivo di un nuovo cinguettio o al cambio di stato di un amico o conoscente, molti utilizzatori di dispositivi mobili finiscono per non accorgersi delle molte Olga che li circondano, delle loro tenerissime braccia e dei loro sguardi sorridenti. E anche quando se ne accorgessero, come Oblomov, preferirebbero non impegnarsi e tornare alla loro esistenza virtuale fatta di gesti ed effusioni tattili contraccambiate da una interfaccia tecnologica programmata per piacere ed offrire ‘fantastiche’ user experience.

Chi guarda alla situazione attuale con sguardo diverso non può non sottolineare l’emergere di nuove forme di vita sociale e stili di vita caratterizzati dalla pervasività della tecnologia che ha trasformato il vivere civile e sociale in un mondo parallelo nel quale reale e virtuale si incontrano e si integrano, un mondo nel quale messaggi vocali e di persona, si sommano e si integrano con cinguettii e messaggi di testo e infine, nel quale tutto è facilmente raggiungibile, ricercabile e utilizzabile,  perché alla portata di una semplice ricerca internet o di un tocco sul display di un dispositivo mobile.

Cambiano i gesti e gli strumenti ma non cambiano i risultati, anzi vengono potenziati dalla maggiori possibilità, funzionalità  e abilità che la tecnologia ci regala. Grazie alla tecnologia nulla rimane statico ma ci si muove costantemente nel flusso e nel movimento delle cose confrontandoci con realtà dinamiche e in cambiamento. Nulla scompare ma tutto viene registrato e archiviato ( il matrix del Datagate ). La cosa può far paura ma in realtà l’immensa mole di informazioni disponibili permette la costruzione di una visione globale del mondo e delle sue realtà molteplici in movimento.  Ciò che è privato finisce per diventare pubblico e contribuire alla conoscenza e alle conoscenze di moltitudini geograficamente lontane.

 

 

Questo cambiamento o evoluzione indotta dalla tecnologia va di pari passo con l’affermarsi di nuovi strumenti, piattaforme e applicazioni. Sistemi operativi tradizionali come Windows e browser storici come Google rischiano di diventare obsoleti perché i nuovi dispositivi mobili sono più omogenei con la nuova cultura emergente.  Ciò che oggi interessa non è più la notizia in sé ma la tendenza emergente, il mood che caratterizza le nuove forme di vita sociale  e individuale. Per cogliere queste novità il motore di ricerca tradizionale non basta più, bisogna vivere immersi nel mondo sempre connesso e mobile e partecipare alle reti sociali che fanno da infrastruttura reticolare alla circolazione delle informazioni e alle relazioni tra persone.

Internet sta rapidamente cambiando e il cambiamento è stato favorito dalla proliferazione delle APP e dal diffondersi di smartphone e tablet. Per molti le APP stanno determinando il passaggio evolutivo ad una rete internet diversa fatta meno di motori di ricerca e più di mondi virtuali e informazioni sempre aggiornate legate al nostro profilo, ai nostri bisogni e stati d’animo.

Nel futuro prossimo venturo accedere alla rete sarà come accendere la radio e il dispositivo usato sarà meno rilevante della molteplicità di canali (APP) disponibili.

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