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Il futuro dell'interazione utente-macchina

Il futuro dell'interazione utente-macchina

16 Giugno 2011 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Le nuove tecnologie influenzeranno e cambieranno radicalmente il modo con cui noi interagiremo con le macchine e con i prodotti che disegeneremo e svilupperemo. Questo sostengono Demtrius Madrigal e Bryan McCain in un loro lungo articolo pubblicato in rete. L'arrivo dei tablet non è che una avvisaglia di quanto sta succedendo. Oggi parliamo di user interaction con un tablet, domani la stessa modalità di interazione toccherà le auto, il televisore, la radio e molto altro. Alcune di queste tecnologie sono già mature oggi, altre hanno bisogno di nuove economie di scala per diventare prodotti di mercato.

Quando si parla di interazione tra uomo e macchina non c'è soltanto il 'touch' e l'interazione schermo-dito/mano. La mente va immediatamente ai molti progetti di intelligenza artificiale e di computer in grado di interagire in qualche forma con il nostro cervello (l'hardware umano). Altri ambiti di ricerca sono quelli della interazione diretta macchina-pensiero, della visione bionica e delle macchine capaci di cogliere e interagire con le emozioni.

Uno di questi progetti denominato Brain Computer Interface è partito nel 1970 in UK con l'obiettivo di costruire un sistema in grado di recepire in input il pensiero umano. Da allora i molti esperiemnti eseguiti hanno portato ad applicazioni utili a ridare qualche funzione della vista a  pazienti ciechi,a controllare prosthetic limbs, controllo di  robotgenerazione del linguaggio, giocho, e cognitive imaging. Se questo progetto fosse già disponibile come funzionalità sui tablet potremmo fare a meno dei touchscreen e dei gesti per interagire con i dispositivi mobili di nuova generazione. Il mouse e le dita sarebbero sostituiti da pensieri che viaggiano direttamente dal nostro cervello al dispositivo attraverso nuovi modi di interazione e ad esempio giocare senza usare un joystick. Questo tipo di ricerche potrebbe avere impatti pesanti sul design dei nuovi dispositivi perchè ad esempio bisognerebbe costruire interfacce uomo-macchina in grado di individuare i pensieri rivolti alla macchina dagli altri. Le possibilità sono illimitate ma dovremo attendere ancora molti anni prima di poterne vedere benefici e vantaggi.

Le soluzioni per la 'visione bionica', solitamente possibili attraverso il ricorso a occhiali speciali, forniscono modalità completamente nuove di interagire con il mondo della realtà. L'evoluzione della tecnologia ha portato a poter pensare di intervenire direttamente sulle lenti  (bionic contact lens) per fornire una visione della relatà aumentata simile a quella che molti di noi hanno visto in film di fantascienza. Se le ricerche in corso dovessero avere successo il modo di usufruire le informazioni cambiarebbe ancor più radicalmente di quanto non stia cambiando ora con l'avvento dei tablet. Cambierebbe anche la user experience e assisteremmo anche al manifestarsi di nuovi bisogni, comportamenti e modalità di utilizzo. Al tempo stesso cambierebnbe ancora una volta il modo con cui le informazioni vengono prodotte, comunicate e distribuite.

 

 

 

Il terzo ambito di ricerca ( affective computing, MIT Media Lab , involuntary microexpressions, vocal emotional expression, galvanic skin response ) è finalizzato a verificare la possibilità di instillare nelle macchine la capacità di riconoscere le emozioni, e rispondere emotivamente simulando empatia. Questo tipo di ricerca può avere implicazioni importanti nei sistemi di sicurezza ma anche nel customer service e il supporto tecnico ma anche alterare in modo significatvo la nostra relazione con la tecnologia. Lo strumento con cui siamo soliti interagire come se fosse un semplice dispositivo hardware potrebbe manifestare una sua specifica personalità in grado di condizionare le sue risposte in base alla percezione/input di emozioni ricevute e in seguito apprendere dalle reazioni dell'utente come gestire situazioni simili future. Ad esempio un iPod del futuro ( hedonic design ) potrebbe essere in grado di comporre una playlist in sintonia con l'umore corrente del suo proprietario.

Conclusioni

Difficile prevedere i risvolti concreti delle nuove tecnologie perchè difficile è dare forma ai prodotti che da esse potrebbero essere derivati e come gli sviluppatori potrebbero produrli. Sconosciute sono a maggior ragione le implicazioni, sociali, etiche ed economiche. Molte tecnologie avranno impatti certi sull'interazione uomo-macchina , compito di ricercatori e produttori è di implementarle in modo utile e responsabile.

( Leggi articolo completo in inglese )

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