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La semplicità dell’iPad per una vita mobile serena

La semplicità dell’iPad per una vita mobile serena

24 Maggio 2011 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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La tecnologia ha reso le nostre vita più piene ma al tempo stesso siamo diventati a nostra volta spiacevolmente ‘pieni’ e pesanti. Pieni di messaggi, cartoline digitali, informazioni, pubblicità, tweet, pesanti a causa di iPod, iPad, iPhone, laptop, netbook ecc. Abbiamo bisogno di maggiore leggerezza, di semplicità e di strumenti meno complessi e in grado di ridurre la complessità che spesso accompagna ogni nuovo oggetto tecnologico che appare all’orizzonte.

Non passa giorno senza che ci sia un nuovo annuncio di nuovi tablet e/o smartphone. E' passato un anno dal rilascio dell'iPad che ha cambiato il mercato dei dispositivi mobili e tutti i produttori sono ancora alla ricerca delle regole magiche che hanno reso il tablet slate della Apple un fenomeno di mercato e ne hanno determinato il successo di pubblico. La rincorsa da parte di molti produttori è rivolta alle componenti tecnologiche, alle loro prestazioni e funzionalità. Pochi sono riusciti ad uguagliare la semplicità e l'emozionalità dell'iPad che nascono dall'aver capito per tempo sentimenti ( la user experience ) e comportamenti diffusi ( la ricerca di semplicità, la mobilità, la consumerizzazione, il bring your own device ) ma anche dall'aver fatto della semplicità e della user experience i punti di partenza e di arrivo dello sviluppo del dispositivo.

La semplicità è stata usata da Apple ( ma anche dalla Philips ) come uno strumento strategico per disegnare e costruire dispositivi di qualità in grado di indurre lealtà nel confronto del design, del prodotto e soprattutto del marchio. E' con questo che i concorrenti dovrebbero misurarsi e confrontarsi (Samsung con il Galxy Tab si è avvicinata, ma anche Motorola con lo Xoom...). La complessità fa parte delle nostre vite, non deve essere necessariamente eliminata ma trovare il modo di ridurla semplificando può generare benefici e vantaggi tangibili.

Il successo dell'iPad è fortemente legato all'immagine e ai valori di un marchio che della semplificazione ha fatto il suo cavallo di battaglia usandolo spesso per evidenziare complessità e complicazioni associate ai prodotti di marchi concorrenti come Microsoft. Nel ricercare questa semplificazione il primo passaggio nel disegno dei nuovi prodotti è sempre stata la ricerca di obiettivi quali: la riduzione ragionata della complessità, l'organizzazione dei molti elementi che li compongono, il risparmio di tempo, la facilità di apprendimento, l'emozionalità legata al dispositivo e al suo utilizzo, la user experience e il contesto.

 

 

Il modo più semplice per conseguire maggiore semplicità è attraverso una riduzione ragionata delle complessità funzionali dello stesso. Spesso queste sono talmente numerose e complicate da rendere uno strumento inutilizzabile ( chi legge più le istruzioni all'uso?). La riduzione ragionata obbliga a rivedere il dsign, a eliminare tasti, comandi e funzionalità ridondanti, a rimpicciolire, nascondere e a incorporare il superfluo e l'implicito. Il supporto sempre più sottile su cui poggia lo schermo dell'iPad ( oggi anhe molti altri tablet ), frutto di riduzione e semplificazione,  viene percepito come ancora più leggero e modesto. La leggerezza  nasconde tecnologie potenti e miniaturizzate che ispirano rispetto per la mole di lavoro che esse svolgono e per il risultato offerto, difficile da associare alle loro dimensioni e invisibilità ( chi si preoccupa più dell'hard disk?). La riduzione passa anche attraverso il nascondimento. Eliminate le funzionalità e/o i tasti ridondanti, si passa a nascondere le funzioni meno usate in menu a conchiglia che ci danno l'idea di avere tutto ma che non ci complicano la vita quando cerchiamo di utilizzarlo. Nel telefonino il nascondimento passa attraverso i menu che appaiono e scompaiono con un semplice clic e che si moltiplicano all'improvviso dando l'impressione di sempre maggiore potenza e ricchezza. Nell'iPad è lo stesso menu ad essere scomparso o a diventare ancora meno complicato grazie ad un approccio di rimpicciolimento di icone e pagine che modellano e facilitano le nostre relazioni con l'oggetto. Le funzionalità dell'iPad ci appaiono per quello che sono nella loro semplicità anche perchè sono incorporate all'interno di componenti tecnologici fisici che comunicano qualità ed eleganza dei materiali e del design e che agiscono condizionandola sulla nostra percezione.

Quando si gioca con l'iPad la percezione è che qualcuno abbia pensato al disordine con cui ogni utente convive e abbia fornito una soluzione di organizzazione in grado di addomesticare la complessità del caos e proporre uno schema valido per ridimensionarla anche in futuro. Il primo passaggio di una buona organizzazione è di far percepire un sistema composto da molti elementi come se fosse in realtà costituito da pochi. Questa percezione indotta aiuta l'utente nel trovare la strada o nel rimanerci dopo averla trovata, a non perdersi nei particolari e a mantenere la sua focalizzazione sulle priorità. L'organizzazione e la rappresentazione visiva che ne facciamo nasce dalla capacità umana di formare e costruire modelli ( gestalt ) che ci aiutano a ricostruire oggetti anche con pochi elementi costitutivi. Dall'iPod all'iPad Apple ha fornito soluzioni organizzative sempre diverse ma in grado di suggerire una gestalt o un modello mentale in grado di favorire usabilità e navigabilità grazie al design e alla creatività nel risolvere problemi derivanti dalla complessità tecnologica e funzionale.

 

 

Riduzione della complessità e maggiore organizzazione si traducono per  l'utilizzatore in risparmio di tempo e quindi in benefici e vantaggi concreti. Abituati alla immediatezza della risposta 'tecnologica', nessuno ha più voglia di attendere. Eliminare i tempi di attesa fa parte del design e dell'interfaccia utente. Sull'iPad ( tbalet in generale ) il tempo del 'boot' di sistema operativo è ridotto al minimo, così come l'interfaccia utente che spesso è imposta, permette di risparmiare il tempo che solitamente si dedica a scegliere quale tasto cliccare o quale risorsa utilizzare. I sistemi della Apple tengono conto delle scelte dell'utente, le ricordano e le usano per beneficiarlo con una maggiore semplificazione di accesso alle risorse e risparmio di tempo.

La semplicità di un dispositivo come l'iPad favorisce l'apprendimento da parte dell'utente. Il design instilla un senso di immediata familiarità che facilita la comprensione dell'interfaccia e delle funzionalità disponibili. Si creano nella navigazione esperienze intuitive che aiutano a mettere in relazione gli oggetti (icone) tra loro, a tradurli in operatività (applicazioni) e favoriscono nuove forme di cognizione grazie alla capacità di sorprendere. Pensate ad esempio al ruolo del cestino su un istema Apple e all'uso che se na fa per disconnettere device fisici con un semplice gesto spostando un'incona.

La semplificazione nell'interfaccia utente introdotta sull'iPad ( evoluzione di quella dell'iPod e dell'iPhone) e oggi disponibile su molti tablet, non va a scapito del contesto. L'organizzazione delle icone tende a catturare l'attenzione dell'utente focalizzandone le attività ma il design ha tenuto conto anche di quanto sta intorno alle icone definendo spazi vuoti che permettono a ciò che sta sullo sfondo di emergere, di catturare l'attenzione e di favorire una maggiore armonia tra utilizzatore e ambiente nel quale opera e lavora. Là dove la complessità genera senso di smarrimento e frustrazione, la semplicità dell'interfaccia usata sull'iPad (tablet) favorisce sensazioni positive e tranquillità. Icone e sfondo definiscono un contesto che genera una esperienza unificante da parte dell'utente aiutandolo nel percorso e facendogli percepire che non si perderà mai per strada ma raggiungerà in modo tranquillo la meta.

L'ultimo tratto che caratterizza la semplicità dell'iPad (tablet) è la sua capacità di suscitare emozioni e sensazioni ricche e  positive attraverso l'aggiunta di ornamenti e significati ulteriori che nascono sia dall'interno ( funzionalità e capacità di sorprendere ) sia all'esterno con l'aggiunta di accessori più o meno personalizzati ( le custodie colorate, la docking station). L'iPad sollecita l'intelligenza emotiva delle persone e facilità la relazione tra utente e dspositivo senza distrarlo dall'ambiente in cui è immerso. Il ricorso ad accessori vari quali custodie e panni di protezione del video segnalano una relazione con il dispositivo fatto di attenzione e cura perchè l'utente è emotivamente coinvolto. La semplicità e la sottigliezza del dispositivo vengono percepite come fragilità a cui bisogna porre rimedio con strumenti di protezione e con tanta cura, esattamente come si fa con un animale da casa o altro oggetti a cui si tiene molto. L'interfaccia utente e la disponibilità di accessori favoriscono anche la possibilità di esprimere sè stessi differenziandosi dagli altri comunicando sensazioni, gusti, provocazioni, linguaggi, in una parola la propria personalità.

Conclusioni

Semplicità, organizzazione e emozionalità fanno dell'iPad un prodotto difficile da superare da parte di contendenti che, pur adottando e sposando approcci simili, sono arrivati dopo. Chi ha avuto modo di sperimentare i prodotti della Apple sa di potersi fidare e la fiducia non è semplice da annullare in tempi brevi perchè fidarsi significa anche affidarsi, rilassarsi e godere di qualcosa. Chi volesse entrare nel dominio della semplicità introdotto dalla Apple dovrebbe quindi rompere il vincolo fiduciario che lega utilizzatori a prodotti, cosa questa non semplice e non possibile in tempi brevi.

* Testo ispirato dalla lettura di un libro di John Maeda

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