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La socialità nel tempo presente del Web

La socialità nel tempo presente del Web

02 Aprile 2015 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Miliardi di persone comunicano ormai attraverso strumenti tecnologici. Lo fanno per interagire, per creare reti di contatti, lavorare, costruire relazioni ma anche per vivere socialmente l'attimo fuggente del presente. Ogni notizia o novità ha vita breve ed esiste solo se viene commentata e ancor più se diventa virale. Il commento indica la sua visibilità, una conversazione prolungata nel tempo ne determina la longevità, sempre limitata e dipendente dalla viralità della notizia in rete. Il qui e ora prevale su tutto con una variante interessante. Anche il vecchio può fare notizia e diventare nuovo, per un istante!

Scrive Douglas Rushhkoff nel suo libro Presente Continuo che il futuro che abbiamo rincorso per buona parte del ventesimo secolo è finalmente arrivato. Grazie alle nuove tecnologie possiamo (qualcuno sa anche non esserlo) sempre essere connessi alla Rete e avere a portata di mano ogni tipo di informazione e notizie sempre fresche. Poco importa se queste notizie in realtà durano un attimo e sono tali solo se e quando catturano l'attenzione di qualche navigante perduto nella rete.

Internet ha abolito il tempo, lo dicono i filosofi e gli psicologi e lo constatano ogni giorno consumatori e utenti che vivono l'attimo fuggente dell'attualità determinato da un cinguettio o un nuovo testo pubblicato sulla pagina Facebook, subito seguito da altri che lo rendono obsoleto, meno visibile e poco interessante da commentare. Un commento su un testo scivolato oltre la cornice dello schermo di uno smartphone o tablet viene percepito poco utile perchè poco visibile e incapace di attirare maggiore interesse e nuovi commenti.

 L'invecchiamento della notizia è tale da cancellarne la data e il contesto sociale, storico o fattuale a cui fa riferimento. Quasi nessuno legge la data di un articolo, tutti si affidano ormai allo scivolamento delle notizie sulla pagina web e al loro ordinamento in ordine cronologico, come garanzia della freschezza e novità dell'informazione pubblicata. Se la notizia è in alto deve essere per forza nuova e aggiornata. Poco importa se il testo o l'immagine pubblicati fanno riferimento a fatti e eventi del passato. A trasformare il testo in notizia sono la valutazione e il numero di LIKE ricevuti, indicazione di visualizzazioni e passaggi, e i commenti o i ciguettii ripetuti.

Il ritorno del passato che si fa eterno presente è subito percepibile su YouTube. Come nel romanzo Riverworld che descrive un mondo lungo un fiume la cui popolazione è composta da tutti gli umani vissuti sulla terra e che si trovano a condividere la nuova esperienza romanzata tutti insieme, anche su YouTube il tempo storico e il susseguirsi delle date risultano annullati. Video realizzati cinquanta anni fa diventano attuali nel momento in cui sono caricati, visualizzati e commentati e contribuiscono a comporre una videoteca nella quale i filmati della seconda guerra partigiana coesistono con quelli della guerra in Siria o Iraq.

Il tempo sparito di Internet non deve meravigliare. E' la conseguenza della innovazione tecnologica e del ruolo sempre più determinante che gioca nella nostra vita quotidiiana ma è anche la semplice esemplificazione di quanto la postmodernità ha reso evidente, la contemporaneità di tutto ciò che accade e l'eterno ritorno (Friedrich Nietzsche) nel quale tutto può ripetersi infinite volte, in varie combinazioni e in un tempo infinito, percepito come sempre presente e attuale.

« Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va. »

Più che i fatti storici ai naviganti della rete e agli appassionati di APP interessa il susseguirsi di nuovi aggiornamenti, nuove applicazioni, nuovi messaggi e nuovi cinguettii. La storia può anche essere finita perchè tanto non interessa più. Ciò che conta è la storia accelerata del momento, frutto di continui cambiamenti che si verificano meno nei fatti e molto di più nella loro descrizione e commenti. In rete tutto scorre (il πάντα ῥεῖ di Eraclito) e nulla è mai fermo. I protagoisti della storia non sono condottieri o personaggi famosi ma coloro che ne raccontano le gesta e coloro che su di loro elaborano riflessioni e pettegolezzi da condividere in tempo reale (#lettastaisereno).

La sparizione della storia va di pari passo con la scomparsa della sequenzialità e databilità degli eventi. Le nuove APP Merkaat e Peruscope che permettono di video-filmare fatti, persone e eventi dei quali si è testimoni e/o protagonisti reclamano il tempo reale e l'orizzontalità dell'eterno presente. Il video spedito in streaming in tempo reale è indicativo della voglia di protagonismo che caratterizza molti spazi della rete ma anche del bisogno di far trasformare l'attimo, l'evento, il fatto a storia. Cosa rimarrà di esso, dopo la sua scomparsa a causa di altri eventi simili apparsi in rete, non sembra interessare. La persona che ha girato il video puntando il suo smartphone su di sè è già probabilmente impegnato in una nuova registrazione e starà già pensando a dove pubblicarla.

 

Il tempo presente, tutto tecnologico e digitale, spiega l'edonismo dilagante e altri stili di vita che caratterizzano il vivere civile attuale ma soprattutto illustra molto bene i fatti della politica. A prevalere e a catturare l'interesse non sono i programmi, i progetti e gli approfondimenti ma lo slogan breve e cinguettato, la provocazione, l'annuncio. Il qui e ora della politica, ben sfruttato dai personaggi delle nuove generazioni arrivate al potere, si scontra poi nella realtà con il 'presente presente' e con quella che prima o poi viene percepita come una assenza. Assenza di posti di lavoro, di opportunità per i giovani, di buonascuola, ecc. La consapevolezza di questa assenza non genera reazioni politiche ma suggerisce semplicemente nuove vie di fuga da ricercare soprattutto nella Rete e nei suoi luoghi molto commentati e senza tempo. Se il futuro è qui, ci si può preoccupare meno del futuro che non c'è e rischia di non esserci mai.

La sparizione del futuro cancella i sogni e la fantascienza, l'eterno presente trasforma i film tecnologici hollywoodiani in realtà e le loro prefigurazioni di mondi futuri possibili in semplici ambientazioni da videogioco con sui interagire qui e ora e perdersi per sempre.

La ricerca continua del presente è un bisogno impellente alla ricerca di una immediata soddisfazione. Conta essere felici ora, fare la storia adesso, nella frazione di un  attimo e nel tempo di cui ha bisogno un cinguettio per essere notato, e poco importa se poi nel futuro prossimo più o meno lontano nessuno si ricroderà di noi e nessuno sarà in grado di trovare tracce delle nostre azioni.

Chi si culla nella certezza che le tracce lasciate in rete saranno lì per sempre e che potranno essere usate per il racconto storico del futuro è come il ricco finanaziere di oggi che alla morte si fa ibernare per nsando che qualcuno in futuro sarà in grado di toglierlo dal congelamento e insufflargli il soffio vitale delle Morsit della saga della La spada della verità di Terry Goodkind.

 

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