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Social Media: il fenomeno Pinterest

Social Media: il fenomeno Pinterest

16 Giugno 2013 Carlo Mazzucchelli
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Lo si può amare o odiare ma non è possibile mettere in dubbio il suo successo come nuovo social media per le masse. Poco noto in Italia, Pinterest ha già raggiunto decine di milioni di utenti mensili e si prepara con nuovi modelli di business alla sfida con Facebook.Da semplice social network Pinterest è diventato anche strumento potente di marcheting, il tutto in pochi mesi.

E’ probabile che pochi sentissero la necessità di un altro social network, soprattutto dopo aver compreso le motivazioni che sottostanno ai molti social media online. In realtà, più che una novità, Pinterest è una semplice evoluzione, inarrestabile come quella biologica, da reti sociali che abbiamo usato per trovare e stringere contatti con persone vicine e lontane, ad un utilizzo più utilitaristico delle relazioni così instaurate. Il contatto serve a condividere le nostre cose e quelle che troviamo nel nostro girovagare sulla rete. Per farlo bisogna sempre avere un profilo che diventa il nodo o il punto di ancoraggio delle nostre azioni individuali e delle attività sociali della cerchia di amici che frequentiamo ma anche dei molti piccoli mondi che si aprono per coinvolgerci o inglobarci.

L’evoluzione è sia di tipo concettuale che funzionale e organizzativo. I contenuti e i messaggi pubblicati su Facebook sono spesso illeggibili e irraggiungibili perché  difficilmente organizzabili e visualizzabili per argomenti e categorie. Ne consegue una difficoltà cronica nel reperire le cose che ci interessano e una prevalenza del qui e ora (status) che finisce con il penalizzare contenuti e informazioni utili a coltivare e consolidare la relazione online. Con Pinterest questo problema non c’è più. L’idea di base è semplice, permettere a tutti di costruire reti sociali sulla base degli interessi personali. Il richiamo è alle comunità tematiche e alla loro capacità di attrarre interesse e partecipazione sulla base di temi, argomenti, immagini, libri e conversazioni condivisi.

 

La comunità trova la forma di un contenitore scatola nel quale inserire contenuti tematici ( le mie letture, i miei viaggi, filosofia e teorie della complessità, ecc.) tra loro omogenei e collegati. I contenuti inseriti non sono necessariamente prodotti dall’utente ma trovati in rete e condivisi con la funzionalità Pin ( Pin=Puntina da disegno Interest=qualcosa di interessante ) e poi appuntati su una grande lavagna virtuale organizzata per esser più facilmente utilizzata. Su questa lavagna finiscono appese fotografie di viaggi, video, appunti per ricette o messaggi che possono attrarre l’interesse di chi passa e favorire il nascere di nuovi contatti, conoscenze e relazioni. La semplicità della funzione Pin, a prova di ‘gatto’, la rapidità con cui si può dare corpo alle proprie scatole tematiche e la bellezza anche estetica dell’organizzazione della pagina, rendono Pinterest accattivante sia per la singola persona che per aziende o professionisti interessati a condividere cataloghi ( non a caso molte case di moda sono già presenti ), portafogli prodotti, materiale marketing, contenuti web e molto altro.

Ad oggi Pinterest è un fenomeno molto americano e, anche negli USA, è ancora raro trovare sulle pagine web il bottone Pin a fianco di quelli Facebook, Twitter e Linkedin per la condivisione di contenuti.

La popolarità di Pinterest, in costante crescita, può essere oscurata solo dal successo del suo modello di business e dalla capacità dello stesso di ripagare gli investitori che fino ad oggi hanno finanziato il nuovo progetto con 140 milioni di dollari. Un progetto di queste dimensioni e la massa di utenti coinvolti rendono necessari continui  nuovi investimenti futuri che verranno meno se il progetto non sarà in grado di pagare dei dividendi o generare un piano di monetizzazione chiaro e certo nel tempo. I modelli di riferimento già ci sono. Facebook ad esempio fa pagare i servizi associati alla pagina aziendale, offre spazi a pagamento per promozioni pubblciitarie. Linkedin offre cose simili con in più abbonamenti premium a pagamento. Pinterest può percorrere strade vecchie e sperimentarne di nuove. La pagina Pinterest ha una robustezza e organizzazione che si presta molto bene alle attività marketing,  promozionali e commerciali delle aziende.


Fonte: econsultancy.com

Il fatto di essere il social network che in questo momento cresce di più è una conferma della validità di un progetto ma non può soddisfare a lungo un investitore. Il fallimento dell’IPO di Facebook è un segnale e un monito per tutti. Avere un miliardo di utenti ma un numero di click infinitamente più basso è un segnale che non piace a chi punta semplicemente a trasformare denaro in altro denaro. Ciò che conta è la predisposizione di ambienti nei quali ogni utente navighi con l’idea di fare degli acquisti. Il social network alla Facebook e ora alla Pinterest è una specie di centro commerciale virtuale.

Ogni spazio e servizio deve essere pensato e finalizzato per attirare l’attenzione, per mostrare le qualità di un prodotto, per aiutare l’utente nei processi decisionali e i momenti di verità dell’esperienza d’acquisto. Ad oggi le statistiche prodotte sulla capacità di Pinterest di produrre fatturato sono contradditore. Una indagine di SAP e NetBase indica che Pinterest genera quattro volte il fatturato prodotto da Twitter e il 27% in più di quello di Facebook. Zappos da parte sua ha rilevato che gli utenti di Pinterest condivisono i loro acquisti tredici volte di più che su Twitter e 8 su Facebook ma il valore del business generato è molto più basso: 75 centesimi su Pinterest contro i 33.66 dollari su Twittere e i 1,08 su Facebook. Shopify, ha rilevato che gli utenti Pinterest spendono dieci volte di più dei visitatori di Twitter e Facebook.

Con il numero di utenti acquisito in poco tempo e la quantità di denari in esso investiti, il progetto Pinterest è destinato ad accompagnarci a lungo. E lo farà anche con le aziende che potrebbero trovare molto semplice e profittevole l’allestimento di pagine aziendali capaci di produrre risultati più velocemente di quelle web.

Per chi fosse interessato io la mia pagina business su Pinterest l’ho già creata.

 

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