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Suggerimenti per chi vuole fare lo startupper e lanciare una startup

Suggerimenti per chi vuole fare lo startupper e lanciare una startup

17 Novembre 2014 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Intervistato da Startupper ho potuto raccontare la mia visione attuale su cosa significhi fare startup in Italia e in che modo sia possibile farlo. Il tutto contestualizzato nella situazione di crisi attuale, ricca di nuove opportunità ma caratterizzata da due elementi nuovi che suggeriscono nuove riflessioni. Il primo è quello della crescente disuguaglianza sociale sottolineata da Thomas Piketty nel suo libro Il Capitale nel XXI secolo, il secondo quello di una crisi che per le sue caratteristiche attuali sembra essersi svuotata del suo senso originario per caratterizzarsi nel segno della indecisione e dell’indecibile.

Cinque le domande che hanno composto l'intervista: le startup come esperienza professionale,, i fattori che hanno caratterizzato e portato al successo le startup, i consigli ai giovani con idee che possono diventare startup, le opportunità insite nella crisi in atto e le startup possibili, i settori sui quali puntare con nuove startup.

 

Il successo di una startup deve essere misurato nella sua multidimensionalità.

Non può limitarsi ai risultati economici, spesso insignificanti o assenti, soprattutto in periodo di crisi e di elevata competitività come quello attuale. Il solo fatto di riuscire a dare forma a un progetto, trovare i finanziamenti necessari per implementarlo e individuare il team o i partner con cui realizzarlo è da considerarsi un primo successo importante.

Non è un caso che molti protagonisti di startup, anche quando i loro progetti falliscono, continuino nell’approccio tipico dello startupper o vengano chiamati a innovare e creare nuove iniziative di business all’interno di organizzazioni più grandi, anch’esse nella necessità di muoversi sul mercato come startupper.

Fondamentale e critica è la capacità di mantenere sempre attiva e motivante la collaborazione tra le persone che partecipano al progetto di startup. Collaborare in periodo di crisi e di risultati incerti può essere complicato e portare a facili conflitti anticipatori di successive divisioni e rotture.

Coltivare una collaborazione proficua nella crisi significa al contrario riuscire a condividere esperienze complicate, buone pratiche, successi e insuccessi. Una condivisione che ritorna molto utile in una situazione nella quale la crisi è diventata praticamente permanente e che obbliga a fare continue scelte ricercando innovazione e cambiamento.

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