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Tablet e App, nuovi strumenti di memetica!

Tablet e App, nuovi strumenti di memetica!

02 Luglio 2012 Carlo Mazzucchelli
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Il meme è qualcosa di concettuale ma in rete è diventato anche sinonimo di qualcosa di divertente e ludico. Secondo Alex Bennet "A meme is life's living ring". Sul tabllet e Google Plus " A meme is a games ring". La memetica parla di informazioni e di come si diffondono. Su internet, sui social newtork e sui tablet/smartphone è un tormentone. In entrambi i casi non si capisce mai come le informazioni si diffondano così rapidamente e così pervasivamente. I memetisti alcune spiegazioni comunque le hanno!

Non viviamo solo nella società liquida di Zygmunt Bauman, la nostra è amche la società memetica. Una società che consuma memi nella quale noi tutti comperiamo e consumiamo soprattutto virus mentali confezionati da qualche abile markettaro o brand di successo sotto forma di prodotti (iPad) di qualsiasi foggia e mode di ogni tipo (iPaddisti). Questi prodotti-meme soddisfano la nostra costante ricerca di orginalità e di status symbols e di una identità sempre in evoluzione perchè memetica in natura.

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Anche se la memetica non ha fatto molti progressi come 'scienza', in rete di memi si parla sempre di più. La cosa non dovrebbe sorprendere perchè i memi sono elementi reticolari per definizione, si muovono in rete e costruiscono reti ( i circoli di Google, i gruppi e le pagine Facebook, i gruppi Linkedin ecc.) e popolano le reti sociali e i piccoli mondi  che abitiamo con estrema facilità perchè noi stessi costituiamo comunità, gruppi, società di tipo reticolare.

In questi contesti reticolari memetici risulta molto facile scatenare epidemie di qualsiasi natura e tipologia. Al meme per diffondersi serve poco. Il meme cerca elementi parassitari con caratteristiche di collosità per insediarsi, cerca un contesto favorevole alla propria diffusione e soprattutto ha bisogno della presenza determinante di quei poche che possono garantire il focolaio di diffusione epidemico iniziale e garantiscano il contagio.

Poi tutto diventa un gioco!

E' su questo che in rete si sono sviluppati, a partire dal 2008, nuove forme di Meme. Qualcosa di diverso dal termine Meme coniato per la prima volta dallo zoologo Richard Dawkins nel suo libro 'Il gene efoista',  ma assimilabile nelle caratteristiche. Una unità di trasmissione culturale, un elemento concettuale, una particella di informazione, una idea il cui obiettivo fondamentale e semplice è quello di diffondersi nella società o in rete secondo un processo evolutivo di tipo darwiniano e come tale non controollabile perchèp auto-organizzato e spontaneo.

In rete e ora sui dispositivi mobili queste unità di informazione sono state utilizzate per creare tormentoni e mode demenziali che hanno come uniso scopo il contagio e che, proprio perchè sembrano funzionare, contribuiscono all'affermazione della validità della memetica come scienza per studiare e capire l'evoluzione culturale umana e le sue interdipendenze con quella genetica e biologica.

Alcuni di questi tormentoni hanno assunto negli anni i nome di Chuck Norris, Y U No Foul Bachelor Frog, Insanity Wolf, Socially Awkward Penguin , Courage Wolf Joseph Ducreux Advice Dog Forever Alone, Pedobear, Philosoraptor, Rags Comics, Fuuuuuuu . Tutti hanno creato infezioni di mode e modelli mediatici alla velocità della luce con caratteristiche non dissimili dalla diffusione dei memi culturali che possiamo analizzare in varie epoche storiche del genere umano.

meme1

 

Queste infezioni, contagi, mode, tormentoni nascobno tutti da meccanismi simili, tipici del mondo memtico. I memi parassitari si comportano da venditori ambulanti, fingono di offrire cose nuove e originali che ci fanno sognare e così facendo riescono ad attirare la nostra attenzione e ad infilarsi nella nostra mente aggirando le eventuali reistenze. Una volta che si sono insediati i memi sono abili nel camuffarsi, si trasformano in modo camaleontico e trovano un posticino in cui evolvere in tranquillità unitamente ad altre idee, credenze, informazioni che popolano già la nostra mente e cervello.

A questi memi difficilmente sappiamo resistere, è come se avessimo abbassato davanti a loro le nostre barriere immunitarie. Nell'epoca tecnologica che stiamo vivendo poi, la resistenza è complicata dal fatto che i media e la tecnologia hanno costituito un habitat naturale che i memi trovano perfetto per la loro proliferazione ed evoluzione.

Questo habitat non è il grande fratello Google ma è caratterizzato da tanti piccoli fratelli memi, che si organizzano in bande (social network) per sferrare continui attacchi e farci partecipi della infezione globale a cui, da egoisti come i geni, in forndo aspirano.

 

 

E' in questo habitat che sono cresciuti i Memi, intesi come informazioni ludiche capaci di trovare diffusione e visibilità solo grazie alla loro capacità di contagio.

Il meme in rete è solitamente una immagine associata ad un testo. Il testo spesso è demenziale, provocatorio, umoristico e comico. Più il testo è demenziale e più il meme ha successo.

Il meme può essere anche un video, una frase o semplicemente una idea che passa da un cittadino della rete all'altro senza ragione alcuna. Quando le persone vedono uno di questi memi, per quanto possano essere demenziali e assurdi, trovano l'impulso immediato di inoltrarli ad amici e conoscenti e di diffonderli rapidamente. Il risultato è rimarchevole e coinvolge solitamente milioni di persone esattamente come se fossero viottima di un virus.

 

 

Ora questi memi sono arrivati anche sui tablet sotto forma di applicazioni. Le più note sono Memifier, Memegenerator e Trollolol. Il meccanismo che caratterizza le due applicazioni sono simili. L'applicazione contiene del software in grado di operare il riconoscimento facciale e di applicare su ogni fota eseguita una faccia memetica che va a sostituire la faccia della persona fotografata.

A differenza di Trollolol, Memifier è più accurata e permette di fare foto multiple applicando memi diversi a persone fotografate diverse. La faccia da meme è disponibile per entrambe le applicazioni in un memebase (database dei memi) che contiene un numero limitato di memi. Il memebase può essere ulteriormente arricchito acquistando altri memi o scaricandoli dalla rete gratuitamente.

Memegenerator è una applicazione un pò diversa perchè offre anche funzionalità per la creazione di variazioni dei memi più diffusi e facilitarne in modo rapido la diffusione. L'applicazione mette a disposizione dell'utilizzatore un editor di testo con sfondi già precaricati in modo da facilitare la produzione di nuovi memi come si potrebbe fare con Photoshop.

Le applicazioni disponibili sono numerose su tutte le piattaforme e gli ecosistemi esistenti. Su piattaforma Android ad esempio ci si può divertire com i Rage Comics. L'applicazione è Memeodroid ed è un lettore di rabbia comica che permette di guardare, giocare, commentare e votare in un fumetto rabbia sociale e divertente modo (Rage Guy, Forever alone, Everything went better than expected, Poker Face, Challenge accepted, Trollface, Fuck yeah ...)

memefier

Altre applicazioni Android sono:

 

 

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