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Un'era di post-verità e post-falsità

Un'era di post-verità e post-falsità

29 Giugno 2017 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Grazie a memi potenti, dopo l'elezione di Trump, l'attenzione di molti è stata rivolta alle numerose post verità che sembrano caratterizzare un'epoca nella quale qualsiasi verità è andata perduta rendendo impossibile trovare soluzioni e approcci percorribili per ritrovarla. I teorici della postmodernità avevano da tempo dichiarato la morte della verità, oggi a farlo sono politici incapaci di raccontare verità perchè troppo abituati a raccontare falsità. Nella marea montante di post-verità il problema non è l'assenza di verità ma l'incertezza nella quale si trovano coloro che vorrebbero ritrovarla.

L'incertezza diffusa porta molte persone a mettere in dubbio qualsiasi cosa e a non credere più in nulla, neppure a coloro che cercano di svelare le numerose disinformazioni e misinformazioni messe in atto da una miriade di attori allo scopo di alimentare l'incertezza sociale e individuale. Incertezza ma anche diffusa precarietà non mettono a rischio soltanto la ricerca della verità o di alternative valide alle numerose falsità messe in circolazione. A rischio è un bene prezioso, un valore verità come la solidarietà, l'unica cosa che oggi dovrebbe importare veramente e il solo fatto su cui varrebbe la pena ragionare in termini di verità e falsità (ad esempio sul fenomeno dei migranti).

Nell'era della post-verità e dell'incertezza diffusa sembra che i fatti contino di meno o che contino meno di quanto non contassero prima. Il problema non sta nella loro interpretazione che li rende essi stessi meno fatti di quello che sono, quanto nella difficoltà a qualificarli per la loro componente di verità o di falsità. E' la stessa difficoltà che si ha nell'usare la memoria per riportare a galla ricordi del passato. Il richiamo dei ricordi non fa rinascere i fatti per quello che sono stati ma sempre con qualche variazione e riscrittura. Succede la stessa cosa ai fatti di cui si vorrebbe verificare la verità e che invece producono soltanto verità personalizzate per soddisfare i bisogni di coloro che le stanno cercando.

Il tema della post verità è stato oggetto di molti scritti. Io anche mi sono cimentato con una riflessione che ha trovato forma in un e-book recentemente pubblicato da Delos Digital nella collana Technovisions e dal titolo Bufale, post-verità, fatti e responsabilità individuale - Come reagire agli inganni e alle fake news del mondo digitale.

 

Le bugie e le fake news sono sempre esistite e fiorite. Le bufale o false verità esistono da prima dei social network ma grazie a essi hanno trovato lo strumento virale perfetto per creare infezioni dagli effetti per il momento molto sottovalutati. Infezioni che sono parte di una malattia più grande. Stanno dentro la grande regressione da terzo millennio alla quale stiamo assistendo, partecipando e contribuendo.

È una regressione che si manifesta nel prevalere dell'effimero, nell'eccessiva attenzione al momento presente, nelle accelerazioni continue che non lasciano spazio alla lentezza, all'introspezione e alla riflessione e nell'abbandono di valori, principi morali, modi di pensare e conquiste culturali che erano ritenute consolidate da tempo, pur nella fatica della loro pratica ed esperienza quotidiana. Una regressione che determiniamo anche online attraverso la semplice partecipazione alle piattaforme tecnologiche che abitiamo, soprattutto per il modo, spesso irresponsabile, psicotico e inconsapevole, con cui lo facciamo.

La soluzione per impedire questa regressione esiste e non prevede necessariamente il distacco della spina o la fuga dai social network. Sarebbe sufficiente sviluppare una maggiore consapevolezza e una riflessione critica sugli strumenti mediatici e tecnologici utilizzati, adottando alcuni semplici criteri etici di responsabilità individuale, verso se stessi e verso gli altri. Un primo passo verso nuovi livelli di coscienza che possono risultare utili a una migliore comprensione della tecnologia, delle nostre interazioni con essa e con l'informazione, e del nostro essere nel mondo.

 

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