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Cyberbullismo: fatti e statistiche 2016/2017

Cyberbullismo: fatti e statistiche 2016/2017

05 Gennaio 2018 Redazione SoloTablet
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Tutte le statistiche relative alla diffusione del cyberbullismo evidenziano una crescita esponenziale del fenomeno in tutto il mondo. Il dato è confermato anche dall'aumento costante di ricerche Google. Un dato evidenziato da Google Trends.

La tecnologia non è solo portatrice di progresso e generatrice di opportunità ma anche il mezzo per garantirsi l'anonimato che serve per azioni cybercriminali e di cyberbullismo. Un fenomeno quest'ultimo in costante crescita, in particolare tra le nuove generazioni e nonostante la crescente attenzione degli adulti che ha portato all'aumento di campagne e iniziative di sensibilizzazione, informazione e contrasto.

Il fenomeno del cyberbullismo sembra interessare ogni parte del mondo, come dimostrano numerose statistiche e fatti che hanno caratterizzato il 2016 1 il 2017, e non è destinato a sparire per molto tempo ancora.

Secondo il Cyberbullying Center americano, che sta raccogliendo dati sul fenomeno dai primi anni 2000, il 34% dei teenager dichiara di essere stati vittime di cyberbulismo. Una percentuale raddoppiata dal 2007. Negli Stati Uniti sono aumentati, quasi raddoppiati, anche i casi di tentato suicidio da parte di bambini e ragazzi come raccontato in più occasioni dai media principali come CNN, CBSNEWS, USATODAY e molti altri.

Il termine cyberbullismo fu coniato dall’educatore canadese Bill Belsey nel 2002, poi ripreso nel 2006 da Peter K. Smith e collaboratori che proposero una definizione di cyberbullismo legata al concetto di bullismo “tradizionale”: il cyberbullismo è “un atto aggressivo e intenzionale, condotto da un individuo o gruppo di individui, usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel corso del tempo contro una vittima che ha difficoltà a difendersi” (Smith et al., 2008).

Analizzare i dati sul cyberbullismo può risultare complicato ma serve anche per identificare i luoghi e i modi nei quali il fenomeno si manifesta. In genere molti comportamenti da bulli sono motivati dalla ricerca di attenzione e di opportunità. Grazie a Internet e alle sue applicazioni oggi la possibilità di ottenere attenzione e di sperimentare nuove opportunità è cresciuta in modo esponenziale. Non esiste la necessità della presenza fisica, il gesto di cyberbullismo è più rapido e visibile da audience più numerose. Il modo con cui molti vivono gli spazi sociali della Rete offrono poi ai cyberbullisti anche la facile gratificazione derivante dai MiPiace raccolti, dalla condivisioni e cinguettii che amplificano il loro gesti e notorietà.

  • Le numerose indagini condotte sul cyberbullismo indicano il ruolo crescente svolto dai social network, soprattutto di Facebook (American Journal of Public Health),  nella diffusione di pratiche di bullismo digitale sempre più subdole e violente:
  • Il 34% dei ragazzi americani nel 206/2017 è stato vittima di qualche forma di cyberbullismo. Il 22,5% nella forma di commenti e false notizie diffuse online. Il 12% dei ragazzi ammette di aver praticato azioni di bullismo digitale utilizzando strumenti tecnologici (. Fonte: Cyberbullying Research Center)
  • Il bullismo digitale in Australia
  • The ugly evolution of Cyberbullying (Vice.com)
  • Il 79% di un campione di genitori e adulti residenti in paesi asiatici ha segnalato di essere a conoscenza di fatti di cyberbullismo nei confronti dei loro figli o dei figli di conoscenti (Source: Telenor).
  • La situazione 2016 del cyberbullismo in Italia raccontata da un rapporto di Samsung e Mogie e da altre ricerche fatte (Wired)
  • BULLISMO E CYBERBULLISMO, I DATI DEL DOSSIER BULLISMO 2016 DI TELEFONO AZZURRO (WomenNews)
  • Per i giovani americani il cyberbullismo è parte integrante della loro vita (Reportlinker)

 

L'impatto del cyberbullismo sulla vita di molti teenager e adolescenti ha effetti devastanti che possono durare nel tempo. Non c'è solo la scelta del suicidio ma anche la fuga nella dipendenza o nella delinquenza (SAGEPUB-2016). Effetti collaterali immediati si manifestano negativamente sui risultati scolastici e sul calo di motivazione, attenzione e impegno.

Altri dati sul fenomeno del cyberbullismo in giro per il mondo:

  • A essere vittime di cyberbullismo è il 37% delle ragazze (31% dei ragazzi) - (: Cyberbullying Research Center)
  • La maggior parte dei comportamenti di bullismo digitale si rispecchiano nel mondo reale (Perspectives on Psychological Science)
  • Il 34% degli studenti ammette di essere stato vittima di bullismo digitale (Florida Atlantic University)
  • Secondo una ricerca condotta da Microsoft in Italia 2 ragazzi su tre sono vittima di bullismo digitale. La percentuale aumenta tra i ragazzi più giovani (La Stampa).
  • Nel 2016 in Italia i casi di cyberbullismo sono aumentati dell'8%, mentre per quanto riguarda il fenomeno del sexting, cioè la condivisione attraverso strumenti multimediali di immagini o video a contenuto sessuale, i dati mostrano che un adolescente su 4 lo ha praticato, la prima volta in un'età compresa tra gli 11 e i 12 anni (ANSA)

 

"Identikit del cyberbullo. Per il 70% dei dirigenti scolastici i cyberbulli sono indifferentemente maschi o femmine, per il 19% invece sono in prevalenza ragazze e per l’11% soprattutto ragazzi. Il 90% dei dirigenti pensa che il fenomeno del cyberbullismo sia più grave del bullismo, perché più doloroso per chi ne subisce le conseguenze e più rapido e duraturo negli effetti negativi sulla reputazione personale. Secondo il 78% dei presidi i cyberbulli tendono a colpire i ragazzi psicologicamente più deboli." (CENSIS)

Nonostante le numerose indagini condotte sul fenomeno, il cyberbullismo continua a essere più un argomento di narrazione giornalistica e di cronaca che di approfondimento, studio e ricerca. Mancano dati, diversi da quelli raccolti tramite indagini di mercato e questionari, che possano essere usati per uno studio serio del fenomeno capace di fornire una sua fotografia più precisa e di produrre proposte concrete efficaci.

Fonte: Vice.com

Nonostante l'assenza di dati consistenti e pubblici un'analisi del fenomeno può essere condotta attraverso la lettura storica dei fatti fin qui raccolti, in particolare quelli riferiti all'esplosione del mercato tecnologico determinata dalla parvasività dello smartphone e dalla diffusione dei social network.

I dati e le indagini del passato hanno evidenziato che:

Uno spot di RAI 1 per sensibilizzare sul fenomeno del bullismo digitale

Chi volesse tenersi informato sul fenomeno del cyberbullismo può visitare periodicamente alcuni dei siti web sull'argomento. Quelli elencati sono considerati i migliori:

Cosa può fare la vittima? -Raccontare a genitori, insegnanti o a persona adulta di fiducia le prepotenze subite, per valutare se effettuare denuncia alla Polizia Postale e delle Comunicazioni; Non rispondere alle persecuzioni ma salvare tutti i messaggi minacciosi, annotare i tempi delle telefonate, i luoghi virtuali della persecuzione, per circostanziare al meglio l’eventuale denuncia; Cambiare il proprio indirizzo e mail o il numero di telefono cellulare se possibile. La maggior parte degli account di posta elettronica sono in grado di offrire servizi che filtrano i messaggi provenienti da mittentiqualificati come indesiderati; Segnalare a www.commissariatodips.it comportamenti scorretti e vessatori subiti online

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