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App mobile: simpatie a rischio

App mobile: simpatie a rischio

06 Maggio 2015 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
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Quasi il 55% dei millennial sono meno propensi ad usare prodotti o servizi di un’azienda se questa offre loro una app mobile che non li soddisfa. Lo rivela una ricerca di Oracle intitolata “Millennials and mobility: how businesses can tap into the app generation” che è stata condotta su scala globale.

Dallo studio emerge che un’esperienza negativa legata all’utilizzo di una app mobile ha serie conseguenze. Il 39% degli interpellati dichiara che questo riduce la possibilità che consiglino prodotti o servizi ad altri, ed il 27% afferma che li porta addirittura a formarsi un’opinione negativa su di essi. I risultati della ricerca sembrano molto chiari: se le aziende non riescono ad offrire ai loro clienti attuali o potenziali app mobile coinvolgenti ed accuratamente studiate per comunicare i valori propri del loro brand, rischiano di alienarsi le simpatie della generazione millennial e di farsi scavalcare da concorrenti che propongano un’offerta mobile più convincente.

Suhas Uliyar, VP Mobile Strategy and Product Management di Oracle, commenta: “Un’esperienza d’uso coinvolgente e personalizzata è la nuova ‘arma letale’ nella battaglia per attrarre e trattenere i clienti della generazione millennial. Le aziende che non sono in grado di offrire valore aggiunto attraverso app mobile facili da usare, funzionali e rilevanti hanno poche speranze di vincere”. Il report evidenzia, inoltre, che i millennial sono disturbati da contatti non richiesti, come notifiche push che non siano rilevanti per loro, mentre apprezzano ricevere supporto dalle aziende se esse inviano loro comunicazioni di valore. Al 73% degli interpellati piace poter acquistare un prodotto o un servizio utilizzando una app mobile. Similmente, il 71% apprezza la possibilità di poter gestire in questo modo la fatturazione di servizi; il 65% trova positivo poter segnalare problemi o inoltrare reclami ad un’azienda via app. Detto questo, bisogna tenere ben presente che oltre la metà degli interpellati (il 56%) preferirebbe non ricevere notifiche push. La stessa percentuale di persone raramente reagisce in qualche modo a notifiche di questo tipo, anche se, come specificano quasi la metà degli intervistati, si tratta di comunicazioni personalizzate per loro.

 

 

A questo riguardo, Suhas Uliyar aggiunge: “La possibilità di gestire pagamenti o segnalare disservizi ad un’azienda via app mobile implica che fra il cliente e un brand o fornitore di servizi vi sia una relazione concorde e condivisa; ben diversa è la questione quando si tratta di notifiche push. Le aziende dovranno offrire servizi basati su app che scelgano il giusto mezzo, per essere d’aiuto senza essere pressanti: solo in questo modo potranno sfruttare a loro favore la passione per le app mobile dei giovani senza allontanarli”

Su scala globale, la ricerca evidenzia una interessante differenza fra l’utilizzo di app su smartphone e su tablet. I millennial usano ampiamente i tablet, ma gli smartphone restano il device di prima scelta quando si tratta di accedere ad app mobile. Ad esempio, il 61% dei millennial ha caricato online contenuti multimediali utilizzando una app per smartphone; quasi il doppio di coloro che lo ha mai fatto con un tablet (35%). Quando si tratta di trasferire del denaro ad un amico, il 48% lo ha fatto usando una app su smartphone e il 22% con una app su tablet.

“E’ evidente, osserva ancora Suhas Uliyar, che c’è ancora molto spazio per innovare quando si tratta di app per i tablet, ed anche per i phablet di maggiori dimensioni; le aziende che si muoveranno in questa direzione saranno le prime a capitalizzare le opportunità di un mercato ancora immature. In ogni caso, le app per smartphone e tablet non dovrebbero essere sviluppate in modo indipendente. Molti millennial possiedono diversi device e le aziende devono offrire loro un’esperienza uniforme e di elevata qualità su ciascuno di essi, se vogliono creare valore per i clienti”.

gielle

 

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