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Architetture IT: il ruolo abilitante della software-defined infrastructure

Architetture IT: il ruolo abilitante della software-defined infrastructure

08 Marzo 2016 Gian Carlo Lanzetti
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Il modello software-defined sta rapidamente acquisendo consensi e mercato come nuovo approccio architetturale per migliorare l’agilità dell’IT e del business aziendale. Prevista una crescita del 24% l’anno

Gli studi di IDC evidenziano come il paradigma infrastrutturale software-defined venga visto dalle aziende che già ne stanno facendo uso come un’importante evoluzione della tradizionale virtualizzazione, in grado di abbattere i costi di capitale dei data center e di accelerare l’adozione di ambienti di cloud ibrido.

IDC aggrega le tre principali componenti software-defined - server (componente computazionale), storage (gestione dei dati) e networking (trasporto dei dati) – più il software di controllo infrastrutturale, sotto un’unica dicitura, quella di software-defined infrastructure (SDI).

Ebbene, secondo questa fonte, il segmento SDI sarà la voce con la crescita in assoluto più rapida di tutto il mercato IT infrastrutturale nei prossimi anni: le previsioni parlano di un CAGR 2014-2019 pari al 23,8% e di un valore di mercato destinato a superare i 50 miliardi di dollari a livello mondiale nel 2019. Tra le tre componenti principali che compongono il mercato SDI, il software-defined networking (SDN) sarà quella che crescerà più velocemente nel periodo 2014-2019: +63,4% di CAGR.

Fonte: www.hds.com

La maggior parte delle aziende che hanno adottato una componente SDI si dice interessata a utilizzare questo modello per supportare un mix di applicazioni esistenti e nuove, anche mission-critical, rivela una recente indagine tra gli utenti condotta sempre da IDC. Il 70% degli intervistati considera il modello SDI un abilitatore di strategie cloud e il 97% ritiene l’open source un tassello fondamentale delle architetture SDI. Tutte le organizzazioni si aspettano inoltre miglioramenti sostanziali nell’agilità aziendale, nella capacità di abbattere i costi IT e nella possibilità di creare e implementare le cosiddette next generation application.

Partendo da queste considerazioni, la società di consulting ritiene che il modello SDI costituirà il paradigma architetturale dominante per la maggior parte dei nuovi data center e delle iniziative di data center transformation. Le tecnologie convergenti e iperconvergenti emergeranno come i meccanismi principali per implementare il paradigma software-defined negli ambienti IT esistenti e come i veri e propri “building block” per la nuova generazione di data center SDDC (software-defined data center) e per le infrastrutture cloud aziendali.

“L’era digitale si sta affermando con forza dirompente, velocità e pervasività nell’economia globale”, afferma Fabio Rizzotto. “Anche nelle aziende italiane, ruoli esistenti e nuovi disegnano percorsi nel digital business che per essere tale ha bisogno di introdurre nuove concezioni in termini di architetture e logiche di funzionamento ICT. SDI, cloud, open source, data center transformation, mobility e altri nuovi princìpi IT sono i tasselli di un unico mosaico capace di aggiungere livelli di programmazione e intelligence ai già noti concetti di automation, orchestrazione, disponibilità... La portata, le sfide e le grandi opportunità di questo salto si traducono anche in iniziative sinergiche nell’ecosistema di relazioni e partnership dell’offerta ICT”.

 

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