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Big Data: quasi solo esplorazione in Italia

Big Data: quasi solo esplorazione in Italia

02 Marzo 2014 Gian Carlo Lanzetti
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La maggior parte delle aziende, dice uno studio di Tig, è ancora in fase esplorativa: si cerca di comprenderne utilizzi e benefici.

I Big Data sono grandi archivi di dati, sia strutturati sia non strutturati ed eterogenei tra loro. Dalla disponibilità di questi dati nascono nuove possibilità di elaborazione ed estrazione di informazioni, senza vincoli tecnologici, spaziali e temporali. In una definizione piuttosto ricorrente, i Big Data, per essere definiti tali, devono soddisfare requisiti di volume, variabilità (di fonti e formati), velocità (di generazione, raccolta, analisi e distribuzione).

Secondo una ricerca di The Innovation Group (Tig) a livello internazionale diverse indagini hanno messo in evidenza percentuali elevate di aziende (oltre il 60% nelle varie survey) che sono in una fase di primo utilizzo dei Big Data, intendendo con questo aspetti come la memorizzazione e analisi di Big Data.

Sono poche però ancora le imprese che possono dichiarare con certezza di aver estratto valore per l’impresa dall’analisi dei Big Data. In Italia la situazione è ancora largamente sperimentale, con solo un 18% delle aziende che dichiara di far uso di Big Data, con studi di fattibilità o progetti concreti, mentre la maggior parte delle aziende è ancora in fase esplorativa (si cerca di comprenderne utilizzi e benefici).

 

Fonte: blog.vmengine.net


L’evoluzione delle strategie di Customer Engagement, grazie ai Big Data, vedrà gli approcci tradizionali, basati su soluzioni CRM, aprirsi a nuove modalità di conversazione con il cliente. Già oggi le aziende utilizzano una molteplicità di canali per comunicare con la propria clientela, e i nuovi canali digitali stanno superando in numerosità ed efficacia quelli tradizionali. La situazione riflette quindi la necessità per le aziende italiane di mantenere un colloquio costante con i propri clienti su qualunque canale questi preferiscano operare.

Non è più sufficiente quindi, segnala Tig, impostare la relazione con il cliente su informazioni consolidate in sistemi tradizionali, datawarehouse e ambienti CRM tipicamente strutturati per contenere dati come indirizzi e transazioni effettuate dai clienti, ma vanno predisposte infrastrutture in grado di analizzare comportamenti molto più personali, come attività svolte dal singolo cliente nella navigazione sul sito web dell’azienda (Web analytics), conversazioni dei clienti su siti social (Sentiment analysis) tenendo traccia di tutti gli aspetti e analizzandoli in modo aggregato.

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