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Un groviglio applicativo

Un groviglio applicativo

13 Marzo 2014 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
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Uno studio su oltre 1.100 CIO e senior decision maker IT condotto da Capgemini ha rivelato che l’intreccio di applicazioni all'interno delle organizzazioni internazionali sta diventando sempre più complesso, mettendo pressione sul reparto IT e complicando il percorso verso la Digital Transformation.

Secondo lo studio, negli ultimi tre anni il numero di decisori IT che ritiene che la propria azienda abbia più applicazioni di quante in realtà ne necessiti è passato da poco più di un terzo (34%) a quasi la metà (48%). Solo il 37% crede che la maggior parte delle loro applicazioni siano mission-critical. Quasi tre quarti (73%) ritiene che almeno un quinto delle proprie applicazioni aziendali abbiano funzionalità simili e che dovrebbero essere consolidate e il 57% ritiene che un quinto di queste siano da eliminare o sostituire.

Questo non è solo un problema legato all’IT, si tratta di un problema di business. Lo studio ha rivelato che il 60% dei senior decision maker IT crede che il contributo più prezioso da parte dei propri dipartimenti IT per l'azienda sia di introdurre nuove tecnologie. Infatti, un numero significativo di aziende ha già implementato il cloud (56%), la mobility (54%), i social (41%) e i Big Data (34%). Tuttavia, senza uno portfolio di applicazioni aggiornate, l’IT non riuscirebbe ad offrire un vantaggio competitivo attraverso queste tecnologie. Non c'è da stupirsi se il 76% crede che la razionalizzazione sia importante per realizzare gli obiettivi della propria azienda.

"In apparenza, un ambiente di applicazioni male organizzato, sovraccarico e obsoleto potrebbe sembrare una piccola seccatura per il team IT, con uno spreco di tempo e denaro, ma in definitiva un problema non così rilevante da restare svegli la notte", ha commentato Maurizio Mondani, CEO di Capgemini Italia. "Tuttavia, in un mondo in cui gli aspetti di un'organizzazione stanno cominciando ad abbracciare la Digital Transformation - e dipendono dalla rapida implementazione di soluzioni mobile, social, Big Data e cloud per il vantaggio competitivo - un ambiente di applicazioni ben razionalizzato, diventa improvvisamente un imperativo strategico e molto importante per l'intera azienda".

Lo studio, inoltre, conferma che, mentre le organizzazioni occidentali scricchiolano sotto il peso delle applicazioni legacy obsolete e mai usate, i mercati in via di sviluppo stanno beneficiando di un panorama IT vivace e relativamente giovane. Dove paesi come la Finlandia e la Norvegia presentano livelli al di sotto della media di relazione tra business e IT (solo il 64% e il 69% crede rispettivamente che il rapporto sia “soddisfacente”), un incoraggiante 92% degli intervistati in Brasile, India e Cina, dichiara un rapporto soddisfacente tra i due.

Mondani continua: "C'è sicuramente un ragionamento da fare è cioè che i mercati in forte sviluppo hanno un vantaggio significativo quando si tratta di garantire che gli ambienti applicativi siano in linea con le finalità e gli obiettivi di business.

Questo potrebbe dare un vantaggio iniziale nelle iniziative di digital transformation e rappresentare un importante vantaggio competitivo rispetto ai loro competitor occidentali”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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