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Cosa vogliono veramente i consumatori

Cosa vogliono veramente i consumatori

10 Febbraio 2014 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
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Un nuovo studio di IBM condotto su oltre 30.000 consumatori a livello mondiale e pubblicato in occasione dell’edizione 2014 della National Retail Federation, ha rilevato che i consumatori sono disposti a condividere i propri dati personali con i rivenditori, se ricevono qualcosa in cambio.

La percentuale di consumatori disposti a condividere la loro posizione con i rivenditori via GPS è quasi raddoppiata anno su anno, toccando il 36%. Il 32% dei consumatori condividerebbe i propri dati “social” con i rivenditori e il 22% fornirebbe il proprio numero di cellulare allo scopo di ricevere SMS. Anche se le vendite omnicanale, ovvero la prassi di fornire ai consumatori un’esperienza connessa e personalizzata attraverso i canali online, il mobile commerce e il negozio tradizionale, sono l’obiettivo dichiarato di quasi ogni rivenditore, i consumatori non le richiedono in sé e per sé. Secondo questo studio le cinque funzionalità omnicanale più importanti per i consumatori sono: coerenza dei prezzi tra i vari canali di shopping; possibilità di ricevere direttamente a casa propria articoli che risultano esauriti in negozio; possibilità di monitorare lo stato di un ordine; assortimento di prodotti coerente tra i vari canali;   possibilità di restituire gli acquisti online in negozio.

E’ certo invece che i consumatori fanno sempre più acquisti online. Nel 2013, l’84% degli acquirenti intervistati in questa indagine aveva scelto il negozio per il suo più recente acquisto, se si esclude la comune spesa alimentare. Quest’anno, la cifra è scesa al 72%.

Lo studio ha rilevato che i consumatori rientrano in quattro gruppi diversi, che si distinguono per il loro interesse e utilizzo delle tecnologie social, di localizzazione e mobile durante lo shopping. Il 19% dei consumatori intervistati resta indietro rispetto alla maggioranza della popolazione quando si tratta di utilizzare la tecnologia per fare acquisti. Un altro 40% di acquirenti si serve delle tecnologie social, di localizzazione e mobile per raccogliere le informazioni, ma tende a non utilizzarle per l’acquisto dei prodotti. Il 29% utilizza le tecnologie social, di localizzazione e mobile molto più diffusamente, dalla ricerca dei prodotti all’ordinazione delle merci. Il 12% dei consumatori intervistati rientra nella categoria degli “apripista”, ossia coloro che usano queste tecnologie tra vari canali e scelgono il rivenditore che offre questa possibilità. IBM raccomanda ai rivenditori di rivolgersi agli “apripista” per restare competitivi.

La vendita omnicanale non è solo una sfida in termini di volume di dati – i Big data – ma è in realtà una sfida in termini di ampiezza di dati. Richiede infatti ai rivenditori di combinare tutti i dati delle interazioni con i clienti – sia quelle avvenute in negozio, online o tramite un dispositivo mobile – con i dati esterni provenienti da social media, video e sensori. Per supportare la propria strategia omnicanale, suggerisce IBM al riguardo, i rivenditori dovrebbero considerare il cloud computing , la tecnologia che può fornire loro il modo più rapido ed efficiente di riunire grandi insiemi di dati in un’unica piattaforma,

 

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