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E’ battaglia tra assistenti vocali intelligenti

E’ battaglia tra assistenti vocali intelligenti

05 Dicembre 2018 Gian Carlo Lanzetti
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Lo scontro è soprattutto tra i prodotti di Amazon e Google.

Tra i principali trend che si stanno affermando con forza negli ultimi mesi a livello internazionale vi è senza dubbio la crescente diffusione dei cosiddetti Smart Home speaker, o assistenti vocali intelligenti, disponibili al momento solo in alcuni mercati. Si tratta di veri e propri hub (concentratori) - dotati di altoparlanti, microfoni, display e un processore in grado di renderli smart - che nascono per ridurre la complessità di connessione e gestione di una pluralità di oggetti intelligenti eterogenei presenti in casa. In Italia stiamo ancora aspettando il loro arrivo, ma ci sono grandi attese verso questi nuovi dispositivi e i grandi OTT (Over-The-Top) non stanno certo perdendo tempo. Se guardiamo a quanto sta avvenendo nel mercato statunitense, Amazon Echo e Google Home dominano la scena: secondo una recente indagine sono infatti quasi 35 milioni gli speaker finora venduti negli Stati Uniti dai due player, con quote pari rispettivamente al 55% (Amazon Echo) e 45% (Google Home).

Al di là dei numeri del mercato – spiega Giorgia De Bernardi del Politecnico di Milano - è interessante notare come la strategia degli OTT presenti tuttavia differenze significative, coerentemente con le peculiarità del core business di ciascuno. Amazon e Google preferiscono guadagnare più quote di mercato, diffondendo il maggior numero possibile di unità anche a costo di affrontare una iniziale perdita sull’hardware, con l’obiettivo di recuperare fatturato tramite l’utilizzo nel tempo degli smart speaker. In che modo? Per Amazon è importante che la Smart Home sia sinergica con l’eCommerce: l’obiettivo è quello di mantenere un’interazione molto elevata con l’utente, assistendolo nelle attività quotidiane più ricorrenti e ottenendo maggiori ricavi dagli acquisti fatti sul proprio sito online. Per Google, invece, la proposizione di valore ruota attorno a servizi che semplifichino la vita (così come fatto con Gmail nell’Internet “tradizionale”) e consentano al contempo la raccolta di dati utili per profilare gli utenti. La strategia di Apple, che ha recentemente lanciato il suo speaker HomePod , sarà invece quella di puntare come di consueto su hardware di qualità, user experience e fattore “coolness”, con prezzi medi più elevati, mantenendo un controllo molto forte sui prodotti commercializzati. In generale, l’ingresso dei grandi player anche sul mercato italiano potrà essere un fattore importante per aumentare la fiducia dei consumatori nella Smart Home, grazie alla forza dei loro brand e a una comunicazione spesso efficace.

 

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