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Il costo del downtime è elevatissimo

Il costo del downtime è elevatissimo

01 Aprile 2015 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
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Un’indagine condotta da IDC a fine 2014 su un campione di aziende appartenenti alla classifica Fortune 1000 ha stabilito che per questa classe di imprese il costo medio annuo di indisponibilità non programmata delle applicazioni IT (l’impatto economico del cosiddetto downtime) spazia da 1,25 a 2,5 miliardi di dollari.

Più in particolare, il costo medio per ogni ora di indisponibilità dell’infrastruttura IT è pari a 100mila dollari, quello per ogni ora di indisponibilità di un’applicazione IT critica varia da 500mila a 1 milione di dollari.

I dati raddoppiano ogni 18 mesi, le applicazioni ogni 4 anni. In tutto il mondo, ogni giorno le aziende affrontano una serie di sfide per sostenere sicurezza e continuità operativa al crescere appunto del numero di dati e applicazioni in uso, consapevoli della sempre maggiore difficoltà di condurre il business in caso di interruzioni accidentali o dolose dei servizi IT.

Sebbene i disastri naturali abbiano un loro peso in queste interruzioni, molto più frequentemente l’operatività aziendale viene minacciata e posta a serio rischio da disfunzioni o guasti IT, errori umani e soprattutto attacchi informatici.

 

L’ammontare dei costi prima citati – che sommano voci che vanno dall’interruzione dei processi operativi fino al danno d’immagine – non è il solo aspetto che dovrebbe spingere le aziende a riflettere sulla necessità di una strategia di controllo dei rischi operativi nonché di sicurezza e resilienza delle proprie infrastrutture IT. Anche il numero delle criticità e minacce da affrontare non dovrebbe infatti essere sottovalutato. Se tutti ricordano un terremoto o un incendio, casi rari e quindi enumerabili, pochi purtroppo hanno una reale idea di quanti cyberattacchi vengano oggi effettivamente perpetrati, e quindi delle probabilità di essere colpiti.

Un’altra indagine condotta da IDC nel 2014 e che ha interessato in particolare il settore retail, molto esposto a furti di dati sensibili dei clienti, ha scoperto che a livello mondiale le aziende di questo comparto hanno subìto una media di ben 6,2 attacchi informatici all’anno, dei quali 2,2 andati a buon fine (per gli attaccanti). La durata dell’impatto di questi cyberattacchi varia in media da un minimo di 6,3 ore a un massimo di 10,7 ore, sufficiente se applichiamo le stime economiche di cui sopra a generare danni per svariati milioni di dollari ad attacco.

Mantenere la continuità operativa è oggi ancor più vitale perché al di là degli ingenti danni che le aziende possono avere sull’operatività e sull’effettiva capacità di fornire un servizio, in un mondo digitalmente connesso le notizie si propagano in tempo reale e un downtime può quindi rivelarsi catastrofico anche solo a livello di reputazione.

Per restare agili e competitive, è importante per le aziende essere preparate di fronte a qualsiasi tipo di minaccia o rischio. Automatizzare, prevenire, anticipare ed essere proattive sono i princìpi irrinunciabili per le organizzazioni dinamiche.

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