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La “nuova” cultura dell’innovazione nelle PMI italiane

La “nuova” cultura dell’innovazione nelle PMI italiane

13 Novembre 2013 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
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Il 59% delle PMI italiane ha completato, o è in procinto di completare, un processo rilevante di trasformazione del proprio business. E sempre più spesso questo è possibile scommettendo sulla tecnologia. Un segno che le PMI in Italia hanno compreso la necessità di doversi adattare a un mercato sempre più globale e conoscono le modalità per affrontare tale sfida. Una indagine Oxford Economics per SAP.

Oggi le Piccole e Medie Imprese di successo, che in Italia e nel resto del mondo continuano a crescere, sono quelle che pensano e agiscono su scala globale, affrontando nuovi mercati ed entrando in competizione anche con aziende più grandi e organizzate. Si tratta di imprese che stanno creando una cultura dell’innovazione, investendo in modo significativo in tecnologia per evolvere il proprio business, al fine di migliorare i processi e incrementare flessibilità e velocità nel rispondere alle opportunità del mercato. Questo quanto emerso da una ricerca condotta dall’Istituto Oxford Economics e commissionato da SAP su 2.100 CIO e decisori IT di PMI operanti in tutti i principali settori, con un fatturato annuo compreso tra i 20 e i 750 milioni di dollari, in 21 Paesi del mondo.

“Anche in Italia, le PMI si trovano oggi a operare in un ambiente di business nuovo e complesso: come le grandi aziende multinazionali, devono affrontare problematiche legate alla sempre maggiore globalizzazione, alla forte competizione locale e internazionale, a nuove tipologie di clienti più informati ed esigenti e a tecnologie che evolvono rapidamente, rendendo obsoleti i tradizionali paradigmi e modelli di business”, ha dichiarato Massimiliano Ortalli, General Business Director – E&C Organization di SAP Italia. “Per far fronte a queste sfide e rimanere competitive sul mercato, le piccole e medie imprese si stanno trasformando radicalmente: il 59% delle PMI italiane ha completato, o è in procinto di completare, un processo rilevante di trasformazione del proprio business. E sempre più spesso questo è possibile scommettendo sulla tecnologia. Un segno che le PMI in Italia hanno compreso la necessità di doversi adattare a un mercato sempre più globale e conoscono le modalità per affrontare tale sfida”.

 

 

Secondo i risultati della ricerca, infatti, il 59% delle piccole e medie imprese italiane , in linea con il resto d’Europa, sta evolvendo i propri modelli di business, l’offerta di prodotti e le strategie di go-to-market per rimanere al passo con i nuovi scenari di mercato. In questo contesto, il 55% delle PMI in Italia sta avviando nuove collaborazioni con fornitori e partner di altri Paesi, dimostrando la propria propensione e volontà a muoversi ed espandersi a livello internazionale: non a caso, nel 32% dei casi l’espansione del business su scala globale è considerata un fattore altamente strategico per la competitività e la crescita. Nello scenario attuale, solo il 14% delle PMI del nostro Paese (contro il 21% a livello europeo) non genera ricavi al di fuori dell’Italia, dato destinato a scendere all’8% nei prossimi 3 anni (contro il 15% previsto in Europa). Inoltre, circa un terzo (31%) delle imprese italiane prevede che nei prossimi 3 anni tra il 21% e il 40% dei propri ricavi sarà generato su scala globale, contro il 24% odierno.

Oltre all’espansione su scala globale, l’ampliamento del portfolio di prodotti e servizi è considerato un fattore strategico per la crescita del business dal 30% delle imprese in Italia, pur risultando meno prioritario rispetto a quanto riscontrato in Europa (48%).

Tuttavia, agli occhi delle PMI italiane ciò che più di tutto può contribuire al successo e alla crescita in un contesto di competizione globale è l’innovazione, quale strumento per il raggiungimento dell’efficienza e il contenimento dei costi (per il 46% delle aziende, rispetto al 49% a livello europeo). In questo contesto, la tecnologia gioca un ruolo fondamentale. A fronte di un 47% che dichiara di investire in innovazione tecnologica solo quando esiste un chiaro ritorno sugli investimenti (ROI), entro i prossimi 3 anni le PMI italiane prevedono un incremento consistente nell’utilizzo della tecnologia a servizio del business.

In particolare, le soluzioni di business analytics ricevono le previsioni di crescita maggiore. Inoltre ad aumentare sarà anche l’uso di tecnologie oggi già ampiamente presenti all’interno delle PMI come i software gestionali, utilizzati nel 47% dei casi e per i quali è prevista una crescita del 17%, e il mobile, che passerà dal 45% odierno al 48% nei prossimi tre anni.

 

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