TREND e STRATEGIE /

Pochi tablet negli ospedali

Pochi tablet negli ospedali

18 Novembre 2016 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
share
In occasione dell'intervento Mitel, tenutosi durante S@lute 2016, il forum dell'innovazione per la salute, Paolo Colli Franzone, Direttore Generale di Netics, ha presentato i risultati dell'indagine condotta dall'osservatorio sul tema Unified Communication & Collaboration in Sanità "Verso lo Smart Work". Negli ospedali italiani sono praticamente ancora del tutto assenti soluzioni di Unified Communication & Collaboration e anche l'uso di risorse elaborative personali, come tablet e smartphone, risulta del tutto limitato.

L'indagine, che ha coinvolto nell'estate del 2016 oltre 500 fra medici e infermieri in tutta Italia, ha evidenziato la necessità in ambito sanitario di comunicazioni veloci e semplici per migliorare il servizio. Separatamente sono stati intervistati anche 22 CIO di altrettante aziende sanitarie o ospedaliere italiane, con l'obiettivo di rappresentare la situazione di consapevolezza rispetto al tema da parte di un panel sicuramente più abituato alla tecnologia.

Inaspettatamente, sia i medici sia gli infermieri intervistati hanno manifestato una conoscenza, seppure certamente superficiale, delle tecnologie di UC e un enorme interesse nei loro confronti.

Nelle strutture ospedaliere, l'aspetto relativo alla velocità dei collegamenti, intesa come capacità di entrare in contatto con una singola persona o con un gruppo di persone, assume una rilevanza fondamentale.

Stando alle dichiarazioni degli operatori sanitari intervistati, almeno il 10% del tempo lavorativo quotidiano viene speso nel "cercare persone" o "farsi trovare da persone". In casi particolari, ad esempio nelle segreterie di reparto, nelle sale operatorie e nelle strutture di pronto soccorso, questo valore sale a oltre il 16%: numeri davvero impressionanti, soprattutto se si pensa che dalla velocità di reperimento di persone dipendono spesso vite umane.

CONSIGLIATO PER TE:

Il phablet è diventato la norma

Lo strumento principale (praticamente unico) utilizzato per la ricerca e la comunicazione coi colleghi è il telefono, utilizzato in coppia con cercapersone e/o telefoni cellulari in dotazione al personale. La situazione peggiora nettamente quando è necessario condividere informazioni, dati o immagini.

Negli ospedali italiani sono praticamente ancora del tutto assenti soluzioni di Unified Communication & Collaboration e anche l'uso di risorse elaborative personali, come tablet e smartphone, risulta del tutto limitato.

Soluzioni di Unified Communication & Collaboration sarebbero invece in grado di aumentare in misura considerevole la produttività e l'efficienza/efficacia delle prestazioni erogate in un contesto ospedaliero e di integrazione ospedale/territorio.

Tutti gli operatori a vario titolo coinvolti nella quotidianità ospedaliera e territoriale, laddove muniti di risorse elaborative, possono "trovarsi" istantaneamente e altrettanto istantaneamente riescono non solamente a "conversare", ma anche a condividere informazioni, dati più o meno strutturati ed elementi multimediali. In moltissimi casi questa possibilità rende inutili spostamenti di persone, incrementando considerevolmente la produttività e i tempi di reazione a fronte di un qualsiasi evento.

Mitel alimenta più di 2 miliardi di connessioni business e oltre 2 miliardi di utenti di telefonia mobile ogni giorno.

 

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


GetConnected Srl

GetConnected progetta e sviluppa applicazioni mobile chiavi in mano, partendo...

Vai al profilo

PalmoLogix

PalmoLogix is a privately held software company and technical consultancy located in...

Vai al profilo

Italia Multimedia

Italia multimedia, web agency a Milano, progetta, disegna e realizza Siti Web, Portali...

Vai al profilo

Francesco De Simone

Mobile Developer Android/iOS Freelance !

Vai al profilo