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Romeo: una casualità o…

Romeo: una casualità o…

27 Aprile 2017 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
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Nei giorni scorsi il Tribunale di Ivrea ha riconosciuto, per la prima volta al mondo, un nesso causale fra l'utilizzo errato del telefono e una malattia invalidante. Un dipendente Telecom affetto da neurinoma acustico sarà risarcito con una rendita vitalizia da 500 euro al mese. L’Oms rassicura ma lascia aperte le porte.

Per la prima volta al mondo una sentenza di primo grado ha riconosciuto un nesso causale tra l'uso scorretto del cellulare e il tumore al cervello. La vicenda riguarda un dipendente di Telecom Italia,  Roberto Romeo, a cui è stato diagnosticato 7 anni fa un neurinoma dell'acustico, un tumore benigno comunque invalidante, che secondo i giudici è stato causato dall’uso prolungato del cellulare. “Per quindici anni ho utilizzato il telefono cellulare anche 3-4 ore al giorno, a casa e in macchina, senza gli auricolari. Poi, nel 2010, ho cominciato ad avvertire una persistente sensazione di orecchie tappate e mi è stato diagnosticato un neurinoma al cervello, racconta Romeo. Ho subito l'asportazione del nervo acustico e oggi non sento più dall'orecchio destro”.

La sentenza emessa dal Tribunale di Ivrea ha previsto per il lavoratore una rendita vitalizia da malattia professionale, che sarà corrisposta dall’Inail. Il consulente tecnico d'ufficio nominato dal giudice del lavoro di Ivrea ha infatti riconosciuto a Romeo un danno biologico permanente del 23%, che sarà risarcito con un’indennità di circa 500 euro al mese per tutta la vita della vittima.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ricordando il “gran numero di studi condotti negli ultimi vent'anni per capire se l'uso del telefonino rappresenta un rischio potenziale per la salute umana. Ma al momento non sono stati provati effetti avversi provocati dall'impiego del cellulare”. I produttori, insomma, hanno avuto buon gioco fino a oggi. L’Oms, tuttavia, precisa che gli studi finora hanno indagato gli effetti dei campi a radiofrequenza su attività elettrica del cervello, funzione cognitiva, sonno, battito cardiaco, pressione e tumori, sottolineando che il gruppo di esperti dell'International Agency for Research on Cancer (Iarc) dell'Organizzazione mondiale della sanità ha classificato nel 2011 i campi elettromagnetici a radiofrequenza quali "possibili cancerogeni" per l'uomo (gruppo 2B).

Potrebbero dunque esserci rischi legati all'uso dei cellulari ma, aggiunge l’Oms, occorre continuare a monitorare con attenzione il legame fra telefonini e tumori. Nell'attesa di ulteriori dati, la raccomandazione degli esperti Iarc era quella di ridurre l'esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, per esempio utilizzando gli auricolari o preferendo gli sms alle telefonate. Una raccomandazione ribadita dall'Oms, che sottolinea l'aumento in questi anni dell'uso del telefonino, anche da parte di gruppi vulnerabili come ad esempio i giovanissimi. Attualmente l’Organizzazione mondiale della sanità sta realizzando anche indagini su bambini e adolescenti. “

Anche l'associazione italiana di oncologia medica, sottolinea l’assenza di evidenze scientifiche circa un rapporto causa-effetto fra l’uso del cellulare e l’incidenza del cancro.

 

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