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Tante iniziative IBM per il cloud

Tante iniziative IBM per il cloud

20 Gennaio 2014 Gian Carlo Lanzetti
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Il 17 gennaio scorso IBM ha annunciato un piano di investimento che prevede l’impegno di oltre 1,2 miliardi di dollari per espandere ulteriormente la propria presenza nel mercato del cloud computing a livello globale. Il giorno prima, in una apposita conferenza, ha presentato la sesta generazione della su X-Architecture di classe enterprise per server System x e Pure Systems per migliorare ancora una volta le prestazioni cloud, oltre alle applicazioni di analytics e big data. E non è tutto.

IBM è il leader globale nel cloud, con un portafoglio di soluzioni, tra cui un centinaio di servizi SaaS, che aiutano le aziende a progettare, realizzare o accedere servizi cloud a cui conta circa 30.000 clienti in tutto il mondo. La società non ha badato spese pur di costruirsi questa posizione. Dal 2007 ha investito più di 7 miliardi di dollari in 15 acquisizioni per accelerare le iniziative di cloud computing.

Cominciamo dai nuovi prodotti. La società parte da una premessa: le aziende stanno investendo sull’analytics per ottenere maggiori business insight e spostano i carichi di lavoro critici, come ERP, analytics e database sul cloud per aumentare l’efficienza e abbassare i costi. In questo scenario sempre più spesso i sistemi x86 rappresentano la soluzione ideale.

L’architettura X6 conferma la strategia di investimenti in Ricerca&Sviluppo che IBM dedica ai sistemi x86. E’ stata specificamente progettata per fornire nuovi livelli di prestazioni e resilienza; per le applicazioni che richiedono grande capacità di memoria, X6 fornisce una memoria scalabile triplicata rispetto agli attuali sistemi, un fattore indispensabile per supportare il cloud computing e l’analytics.

L’architettura X6, ha puntualizzato Paolo Sangalli, Director, Systems & Technology Group Italy,  è: Veloce, per la prima volta sul mercato con Memory Channel Storage eXFlash integrato. Questo storage basato su DIMM, fornisce fino a 12,8 terabyte di storage flash ultrarapido vicino al processore, aumentando le prestazioni applicative grazie alla latenza di scrittura del sistema minima possibile, essenziale per le soluzioni di analytics. X6 è in grado di fornire una latenza significativamente minore per le attività di database, che può abbassare i costi di licenza e di storage riducendo o eliminando la necessità di ricorrere a unità SAN/NAS esterne.

X6 è Agile, con una concezione modulare e scalabile in grado di supportare diverse generazioni di CPU (un’altra caratteristica inedita nel settore), può ridurre i costi di acquisizione fino al 28 per cento rispetto a un’offerta concorrente. X6 fornisce stabilità e flessibilità attraverso i futuri sviluppi della tecnologia, consentendo agli utenti una scalabilità immediata e un upgrade efficiente in futuro. Modelli di set-up e configurazione semplificano l’installazione e la gestione del ciclo di vita.

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Verso ambienti Multicloud

E’ Resiliente, con funzionalità in grado di estendere i modelli di erogazione cloud ad applicazioni mission-critical. La memoria e lo storage aumentano la capacità della macchina virtuale, per consentire l’erogazione di applicazioni in modalità SaaS. I sotto-sistemi di CPU e memoria hanno capacità di autocorrezioni autonome, massimizzano la disponibilità delle applicazioni, individuando anticipatamente i potenziali guasti e intervenendo per correggerli. Inoltre, gli Upward Integration Modules possono contribuire a ridurre il costo e la complessità dell’amministrazione dei sistemi, consentendo agli operatori di eseguire le attività di gestione attraverso tool di virtualizzazione.

In altri termini i sistemi basati sulla tecnologia X6, ha riassunto Sangalli, offrono (rispetto ai sistemi della generazione precedente) una capacità di memoria tre volte maggiore, più affidabilità, un costo di acquisizione come detto fino al 28%, un saving del 40%. “Con queste caratteristiche la X6 si può considerare la infrastruttura ideale delle applicazioni di maggiore spessore, in ambiente Sap, Microsoft, Vmware oltre che Ibm. Già adesso, per esempio, possiamo vantare la fornitura di più di 2100 sistemi Sap Hana”.

IBM ha anche annunciato il potenziamento del suo suo portafoglio di ambienti definiti dal software (SDE) con l’introduzione di IBM Platform Resource Scheduler per clienti di IBM SmartCloud privati e ibridi, che desiderano accelerare i tempi di conseguimento dei risultati, migliorare la flessibilità dell’infrastruttura e ridurre i costi operativi. IBM Platform Resource Scheduler fornisce un’architettura pienamente virtualizzata, aperta e programmabile, che assicura alle imprese la possibilità di sfruttare tutte le risorse IT disponibili – dalle licenze del software applicativo alla larghezza di banda della rete disponibile.

40 DC attrezzati per il cloud

Quanto all’investimento da 1,2 miliardi di dollari essocomprende una rete di centri progettati per offrire ai clienti maggiore flessibilità, trasparenza e controllo sul modo di gestire i dati, condurre il business e implementare le attività operative IT nel cloud.
Quest’anno IBM prevede di fornire servizi cloud da 40 data center distribuiti in 15 Paesi e cinque continenti, inclusi America settentrionale, America meridionale, Europa, Asia e Australia. La società aprirà 15 nuovi data center a livello mondiale, che si aggiungeranno ai 13 esistenti di SoftLayer (azienda acquistata nel 2013 per due miliardi di dollari) e ai 12 di IBM. 
Si stima che il mercato globale del cloud computing sia destinato a toccare i 200 miliardi di dollari entro il 2020, grazie soprattutto ad aziende e agenzie pubbliche che offrono servizi cloud per commercializzare, vendere e sviluppare prodotti, per gestire la supply chain e per trasformare i processi di business.

L’acquisizione di SoftLayer rappresenta uno dei maggiori investimenti del big dell’informatica per il cloud.  Dalla sua acquisizione nel 2013, IBM SoftLayer ha erogato servizi cloud a quasi 2.400 nuovi clienti. IBM prevede di rendere SoftLayer il fondamento del suo ampio portafoglio cloud. A sua infrastruttura fornirà infatti una base sicura e scalabile per l’erogazione a livello globale di servizi cloud, che comprendono la vasta gamma di soluzioni middleware e SaaS di IBM. La flessibilità e la rete globale di SoftLayer consentiranno di accelerare lo sviluppo, il rilascio e la erogazione di soluzioni per il mobile, il social e l’analitica, man mano che i clienti adotteranno il cloud come piattaforma di delivery di servizi IT e di gestione aziendale.
Da ultimo la scorsa settimana, IBM ha effettuato un altro investimento significativo creando l’IBM Watson Group, una nuova business unit dedicata allo sviluppo e alla commercializzazione di innovazioni di cognitive computing e Big Data fornite via cloud. Nell’ambito di questa iniziativa, da sapere, IBM implementerà tali innovazioni su SoftLayer.

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