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Tre dispositivi mobili per ogni italiano, lo dice uno studio di Cisco

Tre dispositivi mobili per ogni italiano, lo dice uno studio di Cisco

06 Febbraio 2014 Gian Carlo Lanzetti
Gian Carlo Lanzetti
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Oggi, secondo uno studio di Cisco, gli italiani possiedono in media più di tre dispositivi mobili ciascuno; oltre l’80% degli intervistati ha dichiarato di avere un computer portatile ed il 73,5% usa lo smartphone; il 35,6% possiede un tablet e una percentuale significativa di intervistati ha dichiarato di utilizzare un po’ di tutto.

Oggi il nostro mondo viaggia con noi in palmo di mano: i nostri dispositivi sono sempre più pervasivi e multifunzione, e per collegarli a Internet sono state sviluppate connessioni sempre più veloci che utilizzano le reti 4G/LTE e le tecnologie Wi-Fi. E i fornitori di servizi mobili stanno già rendendo disponibili gli accessi di ultima generazione in molte città. Ma quali sono le reali necessità degli utenti? Dove, come e quando scelgono di collegarsi a Internet con i dispositivi portatili? Come immaginano le future possibilità di utilizzo di questi gioiellini della tecnologia?

Per comprendere il punto di vista degli utenti italiani, Cisco Consulting Services ha condotto lo studio online Connected Life market watch su mobile e wi-fi, analizzando le risposte date da 620 utenti finali dotati di una connessione broadband (almeno adsl) e possessori di almeno uno smartphone, distribuiti sul territorio nazionale sia in aree urbane sia non urbane, di diverse età ed estrazione sociale.

Gli Italiani hanno un amore insaziabile per i dispositivi mobili: oggi possiedono in media più di tre dispositivi mobili ciascuno (3,3); oltre l’80% degli intervistati ha dichiarato di avere un computer portatile ed il 73,5% usa lo smartphone; il 35,6% possiede un tablet e una percentuale significativa di intervistati ha dichiarato di utilizzare un po’ di tutto: dai computer portatili agli smartphone ai tablet, oltre a eReader e dispositivi di mobile gaming.

L’80% dei dispositivi ha capacità di connessione Wi-Fi che si conferma la tecnologia di accesso predominante (ad eccezione degli smartphone) e di una buona parte dei tablet che hanno capacità di connettività mobile in meno di un quarto dei casi. Il 90% degli smartphone degli intervistati, comunque è abilitato al Wi-Fi; il 60% è prevalentemente basato su Android.

In una settimana tipo, più del 70% degli intervistati mostra di preferire il Wi-Fi per collegare i propri dispositivi mobili a Internet.

Le chiamate vocali sono ancora effettuate tramite una connessione mobile cellulare, ma non sempre: il 41% degli intervistati utilizza infatti altri strumenti di collaboration quando è connesso alla rete Wi-Fi, che è inoltre preferito per altre applicazioni di comunicazione, come i social media (27%)

Più Wi-Fi pubblico

Il fenomeno del Wi-Fi pubblico diventa una parte rilevante della vita mobile con il 68% degli intervistati che utilizza gli hotspot disponibili in ristoranti, negozi, caffè, biblioteche, sedi per eventi, con il 45% degli intervistati che li utilizza almeno settimanalmente e in sessioni più lunghe di 30 minuti nel 40% dei casi. Il fatto poi che i terminali siano sempre più smart e che il 44% degli intervistati non debba far nulla (o magari solo la prima volta) per collegarsi alla rete Wi-Fi pubblica è molto apprezzato, e porta il popolo dell’accesso mobile ad auspicare una sempre maggiore introduzione di hotspot pubblici.

Il Wi-Fi pubblico può migliorare: secondo il 41% degli intervistati deve essere più veloce, la metà lo vorrebbe più sicuro, migliore in termini di qualità (50%) e di copertura in un maggior numero di luoghi (52%). Inoltre, gli utenti chiedono maggiore presenze di hotspot soprattutto in treni (31%), parchi (30%), ospedali (27%), spiagge (25%) e autobus e fermate degli autobus (18%)

 

Il dilemma: LTE e/o Wi-Fi

L'industria della telefonia mobile, sottolinea lo studio,  è attualmente divisa sul rapporto tra LTE e Wi-Fi. Se alcuni vedono il Wi-Fi come una tecnologia di transizione sulla strada per LTE perché una volta disponibile l’LTE non ci sarà più bisogno di connessione Wi-Fi per ottenere velocità di banda più elevate, altri esperti del settore si chiedono perché abbiamo bisogno di LTE se il Wi-Fi è in grado di fornire prestazioni ad elevata velocità ed alto livello di mobilità. “La nostra ricerca mostra che il rapporto tra LTE e Wi-Fi è molto più complesso di questa visione dicotomica. Le due tecnologie in realtà sembrano essere complementari e sinergiche,” dichiara Gaetano Pellegrino, senior manager  Cisco Consulting Services.

“Ma un dato ancor più interessante,” prosegue Pellegrino, “è che se restringiamo il campione agli utenti che sono migrati verso LTE allora registriamo un incremento del 37% sull’utilizzo di Internet e dati in mobilità e parallelamente un incremento del 17% sull’uso del Wi-Fi. Si tratta quindi di una win-win strategy, anche se c’è ancora molto da fare per il Wi-Fi pubblico con particolare riferimento alla copertura e alla qualità.”

“L’indagine ha confermato una preponderante adozione del Wi-Fi come tecnologia di base per il collegamento di tutti i dispositivi a Internet,” aggiunge, “che si va ad integrare perfettamente accanto alle tecnologie mobili tradizionali e al del 4G/LTE in corso di dispiegamento, e che consente – soprattutto – di offrire nuove opportunità di business agli operatori e nuove opportunità di fruizione agli utenti.”

“Naturalmente, la sicurezza dei dati e dei dispositivi è fondamentale”, conclude Pellegrino, “gli utenti mobili sono disposti a concedere informazioni circa alcuni dati personali in cambio di una migliore esperienza d’uso, ma desiderano mantenerne il controllo, desiderano sapere chi utilizza i dati e come questi dati verranno utilizzati”.

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