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Aperti a tutto, basta che sia senza cavi

Aperti a tutto, basta che sia senza cavi

06 Maggio 2015 Redazione SoloTablet
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Dopo aver speso fortune nel cablaggio di città e regioni, i grandi fornitori di servizi media e di telecomunicazioni devono oggi fare i conti con la realtà tecnologica e con la grande voglia di tecnologie senza cavo. Internet wi-fi e i dispositivi mobili hanno aperto la strada, ora spianata per servizi come Netflix e altri servizi in streaming.

Grazie alle nuove tecnologie e alla loro carica ‘disruptive’ i tempi stanno cambiando. L’era dei cavi potrebbe essere arrivata alla fine. L’arrivo dei servizi in streaming di Netflix nel 2011, seguiti da quelli di HBO e in futuro da quelli preannunciati di Apple TV, sta rivoluzionando il mondo dei servizi legati alla fornitura di contenuti e non necessariamente legati a Internet. La rivoluzione incipiente è trainata dalla pervasività dei dispositivi tecnologici. Ogni consumatore (37%-40%) può possedere in media fino a tre dispositivi mobili (laptop, tablet e smartphone) ma considerando i dispositivi tecnologici usati tra le mura domestiche il numero sale fino a sette. E’ aumentata in modo esponenziale la quantità di dati usati e sono soprattutto cambiate le abitudini e modificati i comportamenti delle nuove generazioni di consumatori.

 

 

Queste generazioni di nativi digitali o Millennial stanno cavalcando la rivoluzione tecnologica e i suoi trend più dirompenti, dando forma a nuove mode nell’uso dei dispositivi tecnologici e nel consumo di contenuti, informazione e media in generale. Gli strumenti usati sono Internet al posto della televisione, smartphone e tablet, PC e console di gioco, sempre utilizzati in una condizione di mobilità che non prevede collegamenti via cavo e si basa sul consumo on-demand di ciò che serve in tempo reale e in base ai bisogni del momento. Attraverso i loro dispositivi mobili e senza cavo, i Millennial fanno shopping online, frequentano social network, comunicano, si informano e consumano. A guidare i nuovi comportamenti è la facilità d’uso e la connettività senza cavi dei nuovi dispositivi.

Le nuove tecnologie e i nuovi trend e stili di vita stanno offrendo ai produttori di contenuti, come HBO, Showtime, Sony, Netflix, Apple, ecc. e di servizi grandi opportunità di sviluppi e guadagni futuri. Tutto dipenderà dalla crescita delle infrastrutture per la comunicazione e la loro capacità a sostenere il traffico e la concorrenza dei numerosi operatoti che, fiutato, l’affare si cimenteranno competitivamente sul mercato. Tutti gli operatori attuali stanno guardando con preoccupazione e attenzione alle nuove rivoluzioni in corso. Sanno che la capacità disruptive delle nuove tecnologie potrebbero renderli obsoleti e metterli fuori mercato in tempi brevi. Non è un caso ad esempio che in Italia Mediaset stia ridefinendo le sue strategie future ricercando alleanze con i concorrenti di sempre come Murdoch e la sua Sky. La collaborazione, che coinvolge  anche Vivendi, è resa necessaria dall’arrivo anche in Iatlia di Netflix, arrivo previsto entro la fine d’anno 2015.

 

 

La vera rivoluzione con cui gli operatori devono fare i conti non è però quella tecnologica ma quella dei consumatori e della loro accresciuta volontà di essere protagonisti delle proprie esperienze di acquisto e di scelta. Il consumatore è diventato consumAttore che vuole contare sempre di più nella relazione che lo lega a un marchio o al suo Brand.  Per soddisfare i nuovi consumatori, le marche sono obbgligate a facilitare la relazione, a investire in fidelizzazione e a costruire nuovi modelli di business costruiti su nuove tecnologie, soluzioni e servizi.

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Se il consumo di informazione e contenuti mediali passa ormai prevalentemente attraverso dispositivi mobili e senza cavo, gli operatori del mercato come Netflix e HBO sono obbligati a seguire i nuovi stili di vita e a costruire nuove tipologie di portafogli d’offerta diversi da quelli fino a oggi applicati a servizi via cavo e probabilmente meno costosi.

La rivoluzione senza cavo in arrivo non è che la continuazione di rivoluzioni forse ben più radicali portate a termine da tecnologie innovative come YouTube, Vine e soluzioni simili che hanno cambiato radicalmente il modo e le regole di produzione, pubblicazione, distribuzione, visione, consumo e condivisione di contenuti online. Quella di oggi è una nuova rivoluzione perché coinvolge i grandi protagonisti del mercato dei media che sembrano puntare a servizi in streaming e mettere in crisi il mondo delle telecomunicazioni via cavo.

Le aziende che posseggono le infrastrutture fisiche basate su cavi sono alla ricerca di nuovi ruoli da giocare che possano trarre vantaggio dal consumo crescente di dati e dai nuovi bisogni che nasceranno con l’affermarsi della Internet degli oggetti o puntare sulla produzione stessa e il possesso di nuovi contenuti.

La pervasività dello strumento Mobile obbligherà gli operatori del mercato dei media a rivedere strategie e politiche di segmentazione e di erogazione del servizio. Il consumo di contenuti online e in mobilità è diverso da quello fatto davanti a un computer di casa. E’ più rapido, spezzettato, fatto di ‘stop and go’, di sguardi rapidi e riprese successive per letture più approfondite. Il servizio erogato dovrà tenere conto di questi comportamenti e programmare i contenuti stessi per un consumo diverso da quello attuale.

I nuovi operatori così come quelli tradizionali dovranno infine fare i conti con modelli di business capaci di generare profitti. Nessuna strategia risulterà vincente se non sostenuta da guadagni reali e da modelli di business capaci di sostenersi finanziariamente. I modelli tradizionali basati sulla pubblicità rischiano di non funzionare più. Il controllo maggiore dell’utente sul mezzo tecnologico posseduto e le nuove modalità di consumo dei contenuti rischiano di bypassare qualsiasi tentativo di pubblicizzare prodotti nel modo tradizionale e con un utente reso passivo da una comunicazione unidirezionale e generalista. Per avere successo nella relazione con l’utente gli operatori saranno obbligati a personalizzare la loro comunicazione e interazione traendo vantaggio dalla grande mole di dati e di informazioni che dei loro utenti/clienti posseggono per costruire proposizioni ad hoc coerenti con i loro bisogni, la loro demografia, gli stili di vita e i loro gusti.

 

In una strada di Hanoi

 

L’evoluzione tecnologica e le nuove tendenze finiranno per condizionare il modo con cui pubblicizzare e promuovere un prodotto ma anche il modo con cui verranno prodotti film e programmi televisi, APP e videogiochi e infine contribuiranno a ulteriori innovazioni elettroniche e migliorie tecnologiche. A cambiare sarà anche il mercato stesso e il panorama d’offerta. Cosa succederebbe ad esempio se Apple o Google dovesse acquisire Netflix? Cosa succederebbe se iTunes si fondesse con Netwflix?

Nella realtà a fare la differenza sarà da un lato la preferenza ad accessi senza cavo delle nuove generazioni Mobile e dall’altro la disponibilità di infrastrutture Wi-Fi e senza cavo capaci di reggere l’erogazione di un servizio di qualità e con prestazioni elevate. Questo tipo di infrastrutture non possono non prevedere un intervento di tipo pubblico, oltre che privato. A fare da apripista saranno società come Netflix che con i suoi 100 milioni di abbonati attuali sta cambiando il mercato dell’intrattenimento televisivo. Il mercato in futuro sarà sicuramente di Netflix e società simili.

Nel frattempo continueremo ad assistere ad una offerta basata su cavo e alla crescente propensione, soprattutto delle nuove generazioni, a prediligere un consumo fatto in mobilità e senza cavi.

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