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Buone pratiche online per conservare il posto di lavoro

Buone pratiche online per conservare il posto di lavoro

04 Maggio 2015 Redazione SoloTablet
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Linkedin, Instagram, Facebook, Twitter e tutti gli altri media sociali sono diventati strumenti fondamentali per rappresentare e raccontare sé stessi socialmente. Sono strumenti ricchi di opportunità ma che richiedono anche il ricorso ad alcune buone pratiche. Obiettivo principale: evitare effetti collaterali e negativi sul posto di lavoro e nella professione esercitata.

Nell’era del personal branding, favorito dalla connettività perenne e dalla possibilità di frequentare mondi virtuali e paralleli, la linea di demarcazione tra ciò che è si può fare e ciò che converrebbe non fare non è sempre così chiara come dovrebbe essere.  Grazie a strumenti come i social e professional network, chiunque può puntare a crearsi nuove opportunità di lavoro e a costruirsi un profilo professionale direttamente online. L’uso che di questi strumenti si può fare non è però sempre senza pericoli o effetti collaterali. Un utilizzo sbagliato è sempre possibile e la consuetudine all’uso del mezzo tecnologico impedisce di ragionare a freddo impedendo che pensieri da poco elaborati finiscano direttamente in pasto all’opinione pubblica, vorace e pronta al passaparola e alla viralità del web.

 

 

La velocità di trasformazione del pensiero in testo scritto porta così a lamentarsi del proprio lavoro, dei colleghi o collaboratori e soprattutto di capi e responsabili vari. Il senso comune dovrebbe suggerire a tutti, proprio a tutti, di evitare questo tipo di confidenze e libertà di pensiero ma è in realtà pratica diffusa e trappola per molti che, pur di sentirsi liberati grazie a uno sfogo online, finiscono per mettere a rischio posto di lavoro, carriera professionale e relazioni. Se si vuole evitare in un futuro, prossimo e venturo, qualsiasi tipo di conseguenza negativa, meglio evitare qualsiasi commento negativo online.

La seconda trappola nasce dalla condivisione di troppe informazioni personali. Non ce n’è quasi mai bisogno ed è sempre consigliabile tirare una netta linea di demracazione tra vita digitale online e vita personale nella vita reale. Meglio mantenere segreto ciò che deve rimanere segreto, privato il privato e lasciar trasparire sul profilo online il poco che resta.

Una attenzione particolare deve anche essere prestata alla pubblicazione online di immagini e fotografie personali. Nessuno deve privarsi del divertimento di condividere fotografie personali o di gruppo che ritraggono momenti felici e sociali personali. Meglio però prestare attenzione alla lunga vita che quelle foto sono destinate ad avere online, alla loro diffusione, visibilità e utilizzo possibile online. Provate a immaginare l’effetto deleterio di una fotografia che ritrae un momento di relax molto alcolico e l’idea che ne può essere tratta da un datore di lavoro o cacciatore di testa alla ricerca di personale astemio e vaccinato a ogni forma di rilassamento e divertimento alcolico.

Chi ama il dialogo, la conversazione e non ha timori a condividere e difendere online e pubblicamente le sue idee e opinioni religiose, politiche e personali, deve riflettere su quanto un testo scritto possa essere malamente interpretato e valutato online, soprattutto se estrapolato dal contesto nel quale è stato espresso e condiviso. Le opinioni più pericolose sono quelle portatrici o frutto di emozioni e reazioni emotive.

 

Bisogna anche fare attenzione ad un uso aggressivo e ossessivo dei nuovi media sociali, soprattutto da parte di coloro che conoscono il media e ne comprendono le innumerevoli opportunità. Usare Linkedin e Twitter o Facebook per una sana attività di networking è buona cosa ma se gli stessi strumenti sono usati per tediare o per motivi prettamente utilitaristici, il risultato potrebbe essere l’esatto contrario di quello perseguito. Anche su Linkedin meglio puntare a coltivare dialogo e relazione piuttosto che perseguire solo e soltanto contatti e relazioni finalizzati a trovare un posto di lavoro.

Le buone pratiche fin qui elencate sembrano suggerire di stare lontani dai media sociali, in realtà indicano quanto esse siano importanti per trarre il massimo dei vantaggi e dei benefici da strumenti innovativi e pervasivi come i social network.

Trasformare questi strumenti in opportunità non è da tutti, ma tutti ci possono provare!

 

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