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Cento password per sopravvivere in Mobilità

Cento password per sopravvivere in Mobilità

01 Luglio 2014 Redazione SoloTablet
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Siamo tutti felici e contenti perchè attrezzati tecnologicmente per vivere le nostre molteplici identità Mobile ma siamo diventati fragili e indifesi quando si tratta di trovare semplici mezzi per sopravvivere online. Una sopravvivenza legata alle identità virtuali che, senza una password di accesso, in pratica è come se non esistessero. Per noi almeno, perchè se queste identità sono pubbliche gli altri possono continuare a farle vivere online … forever!

Non era sufficiente dover gestire le password di accesso al conto corrente online, alla posta elettronica da desktop, al dispositivo per vedere la TV via Internet, al router che govern ail Wi-Fi di casa, al dispositivo GPS di sicurezza per l’auto. Ora ci sono anche le password con cui abbiamo sigillato e dato vita alle nostre molteplici identità online, su Facebook, su Twitter, Pinterest, WhatsApp ecc. Ecc.

La diffusione e la pervasività di malware, virus e cybercriminali obbliga tutti a gestire con maggiore atetnzione e accuratezza le credeziali di accesso alle nostre risorse online. Alcune di queste risorse sono di importanza particolare perchè riferite alle nostre identità, più o meno corrispondenti alla realtà, con cui ci muoviamo, operiamo e interagiamo online.

La protezione passa attraverso identificativi più o meno semplici da ricordare, perchè mnemonici o iconizzati in nickname facili da portarsi appresso e usare quando servono, e da password più complicate da ricordare e da gestire, soprattutto se costruite con la finalità di proteggersi al massimo da attacchi diventati sempre più intelligenti e virulenti.

 

Fonte; betasector.blogspot.com

Il problema nasce quando, in mobilità, scopriamo di avere dimenticato le credenziali di accesso e ci troviamo nella condizione ansiogena di chi, dipendente dalla tecnologia, non sa a chi rivolgersi per trovare quanto gli serve a sedare il bisogno e superare lo stato d’ansia momentaneo. E’ un problema che nasce dall’essere in movimento e senza tutte le informazioni e risorse  solitamente disponibili a casa o in ufficio, dall’essere in viaggio con più dispositivi (in genere uno smartphone, un tablet e un PC ma acuni fanatici hanno due o più smartphone, l’iPod, in future I Google Glass, ecc.), dall’avere creato profili online numerosi e diversi e infine, dall’averli protetti ognuno con password diverse.

Buona parte della sicurezza online passa anche attraverso meccanismi di timeout che obbligano a ridigitare le password (qualle che si ricordano) e a riconnettersi. Cosa semplice se lo si fa sempre attraverso un unico dispositivo, più complicato se si salta da un dispositivo ad un altro, perchè non tutti i dispositive condividono gli stessi meccanismi e le stesse modalità di accesso sicuro.

Alcuni sconsiderati utenti, tediati e infastiditi dale procedure di accesso, finiscono per disattivarle, facendo in questo modo aumentare in maniera esponenziale la loro insicurezza e spalancando le porte a visitatori, più o meno pericolosi e malevoli, e cyberdelinquenti. Una reazione comprensibile se si pensa alle decine di password da ricordare e gestire ma folle se si presta fede alle statistiche sull’incremento continuo dei crimini digitali.

Ad oggi non esistono soluzioni facili e non è raccomandabile portarsi appresso una moleskina contenente l’elenco complete delle password in uso collegate al loro rispettivo dispositivo, sito o identità online. Eppure una soluzione ci sarebbe, anzi sicuramente ci sarà.

Lo ha spiegato bene Bob O'Donnell su Techpinions. Si chiama identità digitale portatile e dovrebbe garantire un unico ‘signe-on’ su tutti i dispositivi posseduti tramite un servizio attivato dopo il primo login sul dispositivo in uso in quel momento.  L’oggetto capace di garantire un accesso sicuro e molteplice non esiste ancora. Se si parla di identità digitale portatile infatti il problema va oltre la possibilità di accedere in modo sicuro alle proprie risorse online e  identità digitali. Bisogna inoltre tenere conto dei molteplici sistemi ormai disponibili e attivi utilizzati per la verifica delle identità personali: schemi di autenticazione diversi, sesnsori biometrici, smarcard intelligenti e altre tecnologie simili. Tutte valide, nessuna affidabile al 100%, poche integrabili e soprattutto ‘tarsportabili’ in un’unica soluzione hardware e/o software.

Fonte: www.ginisty.com

L’accesso e la sicurezza ad esso collegata non è sufficiente a generare fiducia e a garantire la tranquillità. Servono meccanismi gestionali facili da attivare e usare per gestire situazioni emergenziali o semplicemente per creare costanti aggiornamenti e cambiamenti (crittografia ad esempio) nei meccanismi di sicurezza attivati. Per poterlo fare su dispositivi eterogenei e molteplici servirebbe però un repository centralizzato che non è ancora né disponibile né facilmente realizzabile.  Il fatto di centralizzare la gestione di password diverse in un unico luogo o dispositivo sollecita nuove riflessioni e crea nuove incertezze. Un colpo malevole ben assestato e riuscito metterebbe nelle mani di malintenzionati tutte le password e tutte le identità digitali possedute.

Tutte le problematiche associate alla Identità Digitale Portatile illustrano molto bene la difficoltà realizzativa e spiega perché l’argomento sia stato oggetto di numerose discussioni online e meno di progetti finalizzati e concreti e come tali costosi e complicati.

Complessità e problematiche non sono deterrenti sufficienti alla ricerca di una soluzione. I bisogni di protezione e di gestione semplice di accessi molteplici facilitati e sicuri sono reali e sentiti, in primo luogo nelle aziende e nelle organizzazioni. Sono così sentiti da giustificare investimenti e budget adeguati e tali da spingere aziende specializzate ma anche istituzioni e governi a trovare una soluzione commercialmente e economicamente vincente. Probabile che la soluzione arrivi con le nuove tecnologie indossabili, sempre più integrate, anche fisicamente, con il corpo della persona che le indossa/indosserà.

La strada da compiere è ancora lunga ma è segnata, dai bisogni e dalla necessità, ma anche dalle opportunità di business che potrebbe generare. Una accelerazione potrebbe arrivare dai protagonisti della rivoluzione Mobile come Apple e Google e dalla loro necessità di fornire sicurezza e protezione crescenti ai loro utenti impegnati nell’utilizzo di dispositivi diversi ma soprattutto di un numero crescente di applicazioni.

Nel frattempo studiosi, psicologi e filosofi analizzeranno il problema delle identità digitali portatili e contribuiranno a creare l’ambito cognitivo e culturale adeguato ad una loro accettazione più facile da parte delle masse online, poco attente alle implicazioni e alle opportunità e più attente al loro portafoglio….

 

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