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CES 2018: gadget a gogò e intelligenze artificiali mute e parlanti

CES 2018: gadget a gogò e intelligenze artificiali mute e parlanti

11 Gennaio 2018 Redazione SoloTablet
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Il Consumer Electronic Show (CES) si è confermato un appuntamento da non perdere. L'edizione 2018 è stato tutto una gara a mostrare all'opera assistenti virtuali dotati di intelligenza artificiale, capaci di comprendere e parlare linguaggi naturali. Assistenti e intelligenze artificiali come Alexa, Cortana e Google Assistant applicate ad ambiti e oggetti diversi. Con risultati non sempre esaltanti ma determinati solamente da immaturità e intoppi vari.

Intoppi come quello che ha visto Cloi, l'assistente personale di LG, fare scena di mutismo ostinato di fronte a una platea di giornalisti e su un palcoscenico aperto sul mondo intero che stava seguendo l'evento in streaming. Il mutismo è stato probabilmente motivato dall'assenza di dati e informazioni utili a formulare una risposta (ricetta di cucina, cicli di lavaggio di un elettrodomestico, ecc.) ma non ha scalfito la percezione che l'intelligenza artificiale sarà la protagonista del 2018. E per saperlo è stato sufficiente completare il giro degli stand e degli eventi del CES 2018.

CES 2018 e assistenti personali

Il trend dell'AI va fatto risalire ad anni fa ma a determinarne la percezione diffusa delle molteplici innovazioni che sta introducendo sul mercato tecnologico è stato il successo di Alexa di Amazon realizzato grazie alle vendite dei dispositivi da casa Echo e Echo Show. Ora qualsiasi oggetto tecnologico, sia esso una semplice sveglia, un frigorifero o un termostato, può essere equipaggiato con software e algoritmi di intelligenza artificiale.

La numerosità degli oggetti con AI presentati al CES (merita la menzione anche Jarvis, il robot maggiordomo presentato dalla start up bolognese Iooota, che consente di gestire i dispositivi di abitazioni e uffici) è la prova del crescente interesse da parte dei produttori verso un mercato tutto da scoprire ma che è già valutato come molto ricco e promettente e per il quale sono giustificati investimenti miliardari (Samsung sostiene di averne già investiti quasi quindici). L'attrattività del mercato è tale da motivare i produttori a cercare di proporre e imporre la propria versione di intelligenza artificiale, i propri assistenti personali e chatbot, le proprie soluzioni per rendere intelligenti gli oggetti interconnessi che compongono le Reti degli oggetti, i propri robot umanoidi e le proprie macchine intelligenti.

Chi non è un produttore tecnologico e/o non dispone di budget miliardari punta ad accordi strategici come quelli tra Bang & Olufsen o Sony con Google per arricchire e/o consolidare la proposizione commerciale in ambiti diversi quali la robotica, la domotica, la comunicazione e altro. Tutti stanno traendo vantaggio dall'evoluzione delle tecnologie attuali (non solo cloud computing e Big Data) che, nell'ambito delle intelligenze artificiali, è sempre più collegata all'apprendimento sia nella forma di machine learning sia di  deep learning. E' un'evoluzione continua ma lenta rispetto alla velocità che viene ad essa associata dalla narrazione corrente, sempre desiderosa di fare notizia e di ipotizzare futuri, più o meno utopici o distopici, che arriveranno. L'Intelligenza Artificiale e tutte le altre tecnologie legate all'automazione e alla robotica stanno facendo passi da gigante ma sempre in ambiti e contesti definiti e delimitati. La loro intelligenza aumenta insieme alla conoscenza, capacità di apprendere e di adattarsi ma rimane pur sempre lontana da quella umana. Il cervello della macchina può fare affidamento alla crescente capacità di calcolo e disponibilità di dati ma non può contare, come quello umano, sulla disponibilità di un corpo capace di produrre e provare sensazioni, emozioni e affetti.

Assistenti personali apristrada di macchine umanoidi sempre più intelligenti

La strada verso le macchine intelligenti, forse superumane, del futuro è in ogni caso tracciata. Una dimostrazione è venuta dal numero elevato di soluzioni presentate al CES e dal numero di multinazionali che hanno messo nella loro agenda l'intelligenza artificiale e/o soluzioni/prodotti che ne fanno uso. Prodotti e soluzioni oggi molto simili tra loro, ma ognuno/a con specificità che lasciano intravedere trend futuri emergenti. Uno di questi trend è sicuramente quello legato al cosiddetto assistente personale o maggiordomo tecnologico, capace di interagire e interloquire grazie alla sua capacità di parola e di comprensione di comandi e richieste a lui rivolte con un linguaggio naturale.

Wikipedia: A virtual assistant is a software agent that can perform tasks or services for an individual. Sometimes the term "chatbot" is used to refer to virtual assistants generally or specifically those accessed by online chat (or in some cases online chat programs that are for entertainment and not useful purposes).

Gli assistenti personali che stanno facendo da battistrada sono Echo con Alexa e Google Assistant ma sempre in buona compagnia, con Siri di Apple, Bixby di Samsung, Cortana di Microsoft e molti altri già in circolazione e che arriveranno.

Se il CES è il palcoscenico che anticipa le novità dell'anno, si può stare certi che il 2018 vedrà proliferare lo storytelling degli assistenti personali, anche in mercati come quello italiano nel quale non hanno ancora trovato il modo di penetrare. La prima novità da evidenziare è che, a differenza del 2017, oggi l'argomento di cui parlare non è più solo Alexa di Amazon o Google Assistant. La seconda novità è che con l'arrivo di nuovi prodotti dotati di nuove funzionalità e destinazione d'uso bisognerà fare distinzione tra semplici interfacce vocali e assistenti personali. Una distinzione diventata necessaria perché la confusione esistente è grande ma anche perché l'assistente personale, ad esempio nella forma di Echo o Echo Show, è altra cosa rispetto all'interfaccia Siri dell'iPhone, almeno fino a quando anche Siri darà voce e intelligenza all'HomePod.

Diversità da valutare prima di assumere maggiordomi digitali

A rendere diverse le due tecnologie non è solo la capacità o meno di articolare vocalmente una risposta o una frase ma anche l'ambito nel quale ciò avviene. Un conto è contribuire alle attività digitali di un utilizzatore di smartphone, molto diverso agire come maggiordomo in un ambito domestico o lavorativo. Dal punto di vista dell'utilizzatore umano poi, mentre un'interfaccia vocale intuitiva come Siri non richiede grandi sforzi di apprendimento, un dispositivo come Echo obbliga a imparare come e cosa fare per disporre di un'interazione efficiente e in modo tale che possa avere luogo in tutti gli spazi nei quali l'assistente personale è stato inserito, sia esso un appartamento, casa o ufficio. Inoltre bisogna impegnarsi per fare in modo che il maggiordomo comprenda con chi sta interagendo, quali siano le sue preferenze e priorità, agende e attività, strumenti di lavoro quotidiano e applicazioni usate. Tutto ciò serve per trasformare il maggiordomo in un'entità intelligente proattiva, autonoma nel fare scelte e prendere decisioni. La curva di apprendimento non comporta alcuna reale difficoltà ma non breve come può essere quella per l'apprendimento di una semplice interfaccia vocale.

Un chatterbot è un software progettato per simulare una conversazione intelligente con esseri umani tramite l'uso della voce o del testo, e vengono usati soprattutto per chiacchierare. (Wikipedia)

L'offerta di assistenti personali corrente e la tendenza, da parte dei produttori, di inserire (integrare) in ogni tipo di oggetti (TV, frigoriferi, ecc.) un'interfaccia intelligente con funzionalità da assistente, rischia di inflazionare il mercato e di rendere le case degli utenti molto affollate...di una nuova tipologia di servitù. Una servitù composta da maggiordomi e aspiranti tali, da segretarie ad assistenti specializzati, molti dei quali creati più con l'intento di introdurre nelle case dei consumatori un cavallo di Troia per futuri guadagni che per offrire un servizio reale, perché efficace e capace di soddisfare bisogni e necessità. Il rischio è quello già sperimentato da molti utenti con l'arrivo dell'iPad. Dotati di smartphone, tablet, laptop e desktop si finisce per non trarne reale vantaggio o per abbandonare a sé stesso lo strumento meno usato. Negli anni ad esempio la scelta prevalente ha trasformato lo smartphone in strumento di personal computing a scapito del tablet e anche, in parte, del laptop.

La confusione è ancora molta ma le opportunità sono di più!

L'arrivo delle nuove tecnologie di intelligenza artificiale nella forma di assistenti offre nuove opportunità interessanti e tra loro diverse. Ad esempio meglio integrare un assistente perosnale in un frigorifero, dotandolo di tutto ciò che ha già un maggiordomo digitale intelligente ("Ho finito il latte devo collegarmi al sito dell'Esselunga per ordinarne una nuova confezione...") , o dotarlo solo di strumenti per comunicare con il futuro maggiordomo di casa, ad esempio Echo, che poi si fa carico di gestire il bisogno o la richiesta ("Il latte è finito, nella spesa online pomeridiana ordinane dell'altro...."). Su queste ed altre potenziali diversità si giocherà la competizione tra i produttori e il posizionamento dei loro assistenti personali. Un posizionamento necessario, sia per sperimentare nuove funzionalità, sia per superare le nuove problematiche che emergeranno. Ad esempio come fare a gestire l'interazione con assistenti personali o interfacce vocali diverse? E soprattutto in che modo farsi capire quando si rivolge loro una domanda? Alla domanda su una ricetta l'assistente integrato in un forno potrebbe fornire informazioni dettagliate su come cucinarla ma non necessariamente su come usarla per preparare un nuovo piatto.

L'esempio del forno può essere metaforizzato con quello del frigorifero, della lavastoviglie, del termostato, ecc. La realtà è che, nella fase attuale di evoluzione delle intelligenze artificiali, il modo con cui sono presentati, posizionati, promossi e raccontati molti assistenti personali crea molta confusione e, in alcuni casi, anche false informazioni (notizie). La prima confusione nasce da definizioni imprecise e con condivise su cosa sia un assistente personale e quali debbano essere le caratteristiche  che deve avere per essere considerato tale. Ad esempio la discriminante è la voce,  l'intelligenza o entrambi? Possiamo chiamare maggiordomo digitale una semplice interfaccia vocale? La seconda confusione nasce dalla scarsa chiarezza dei produttori nel posizionare correttamente i loro prodotti. Molti di essi, sorpresi dalla soluzione Echo/Alexa di Amazon e dal suo successo, hanno deciso di adottare la stessa narrazione per prodotti che in realtà sono semplici interfacce vocali. Infine c'è una grande confusione nei consumatori e potenziali utilizzatori. Una confusione frutto di scarsa conoscenza dell'applicabilità reale degli assistenti personali nella loro vita quotidiana ma anche di comprensione dei bisogni che questi strumenti tecnologici potrebbero soddisfare.

Il 2018 vedrà aumentare il numero di assistenti personali e maggiordomi digitali sul mercato ma sarà ancora un anno di transizione. Chi ha budget, curiosità e bisogni reali può però già oggi trovare sul mercato una miriade di soluzioni di qualità con cui fare le prime sperimentazioni in modo da prepararsi agli assistenti digitali umanoidi che arriveranno.

 

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