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Cosa sappiamo dei Droni?

Cosa sappiamo dei Droni?

11 Maggio 2016 Redazione SoloTablet
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Il drone per uso civile è diventato argomento fisso di chiacchere da bar, di narrazioni online, di articoli di giornali e programmi TV, anche in Italia. In assenza di conoscenze adeguate e informazioni precise molte delle narrazioni circolanti contengono non pochi strafalcioni, false conoscenze, credenze e percezioni che avrebbero bisogno di qualche approfondimento e maggiore attenzione alla realtà dei Droni, alle loro effettive capacità e caratteristiche.

Per conoscere qualcuno non c’è che organizzare un incontro. Per conoscere un Drone non c’è che da acquistarne uno, leggere le istruzioni per l’uso e farne esperienza e pratica.

Nell'impossibilità di acquistarlo o avendo deciso di posticipare la decisione di farlo non rimane che leggere, informarsi e apprendere. Bisogna però fare attenzione alle fonti di informazione verificando la validità delle informazioni fornite e la loro correttezza. Un modo per farlo è di cercare di capire quali siano le false credenze in circolazione sui nuovi gadget tecnologici e quale sia lo stato dell’arte della loro evoluzione attuale come prodotti commerciali disponibili, anche per un uso civile, sul mercato delle tecnologie.

Alcune tra le credenze che vanno smontate o analizzate criticamente ci sono le seguenti:

I droni militari e quelli civili sono praticamente gli stessi.

Mentre i droni stanno cominciando a fare la loro apparizione nei cieli di molte città e nazioni, sono ancora molti a credere che il drone sia principalmente un dispositivo da guerra. Una percezione spiegabile con le innumerevoli notizie che riempiono i telegiornali e i media con racconti di attacchi mortali, spesso con morti di civili come effetto collaterale, effettuati negli scenari di guerra attuali. Chi associa il drone civile a quello militare ne fa solo una questione di grandezza, potenza e armamentario. Il drone da guerra è naturalmente più potente, dotato di migliori fotocamere e equipaggiato con armamenti sofisticati.

Nella realtà l’associazione tra il drone civile e quello militare non è molto accurata sia perché differiscono nelle loro origini sia nelle loro capacità. Le due tipologie di veicoli sono sicuramente della famiglia dei droni e condividono numerose tecnologie ma non sono capaci di fare le stesse cose e soprattutto non condividono la stessa destinazione d’uso.

Il drone militare affonda le sue origini negli aerei senza pilota costruiti e usati per scopi militari, ad esempio nella guerra di Bosnia negli anni 90,  con l’obiettivo di limitare le perdite umane usando macchine da guerra autonome. Quello commerciale è in circolazione da soli cinque/sei anni ed è stato reso possibile, come lo smartphone, per l’evoluzione della tecnologia in termini di microprocessori e nanotecnologie, di sensori come il GPS e di nuove tipologie di batterie potenti, dalle dimensioni ridotte e dalla lunga durata. Il drone commerciale ha potuto puntare a diventare un prodotto di consumo grazie alle nuove economie di scala, ai costi ridotti di produzione e ai prezzi accessibili per i consumatori e per la facilità con cui è possibile acquistarne uno. Il drone è diventato anche un oggetto costruibile con il fai-da-te, ammesso che sia possibile recuperare tutte le componenti tecnologiche e software necessarie e grazie alla condivisione di informazioni e conoscenze rese possibili dalla rete delle reti. E’ proprio da alcune di queste attività hobbistiche che sono nate delle startup come 3D Robotics e DJI che hanno portato sul mercato i primi droni per uso civile nella forma di UAV assimilabili a quelli militari ma destinati a bel altro. Il tutto grazie all’economicità dei componenti, alla reperibilità dei materiali, alla condivisione di conoscenze e pratiche, alla facilità di assemblaggio e all’esistenza di numerosi canali di distribuzione.

I Droni per la consegna di pacchi postali sono già una realtà e saranno disponibili commercialmente molto presto

Le promesse associate ai droni usati per la logistica e la consegna di pacchi postali non saranno disponibili tanto presto, per motivi tecnologici e per la distanza che ancora separa la realtà dalla futurologia. Forese tra dieci anni le molte narrazioni che popolano ed alimentano con i loro racconti l’immaginario dei numerosi visitatori della Rete troveranno una piena realizzazione, oggi continuano a fare i conti con la realtà.

Per fare tutte le cose che i Droni fanno in molti racconti di fantasia e puramente marketing (Amazon in questo è stata maestra ed ora tutti o quasi pensano che le consegne del suo store americano avvengano già attraverso macchine volanti) presenti in Rete e che mantengono sempre alta l’ambiguità tra ciò che è possibile e quanto lo sarà in futuro, i Droni dovrebbero avere una potenza che non hanno ancora, una manovrabilità di cui difettano e batterie molto più potenti, soprattutto se devono essere usati per le consegne dei pacchi di Amazon.

Ai Droni attuali non va assegnata un’intelligenza che non hanno. Sono certamente migliorati nel tempo ma continuano a essere abbastanza stupidi da impedirne un loro utilizzo più efficace (intelligente) e dotati di abilità ancora rudimentali per poter essere considerati sicuri, affidabili e utilizzabili per sorvolare senza problemi aeree abitata o consegnare pacchi postali sull’uscio di casa senza fare del male a volatili vari, animali domestici e destinatari della consegna. Un livello di sicurezza che potrebbe diminuire ancora più nel caso di condizioni climatiche inclementi o imprevedibili.

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Prima che i Droni possano solcare i cieli devono inoltre essere definite nuove legislazioni e regole di volo in modo da evitare non solo potenziali collisioni e incidenti ma anche affollamenti e ingorghi vari dai quali ad uscirne perdenti potrebbero essere aerei di linea o animali che da sempre popolano lo spazio celeste come le cicogne, gli aironi, i merli che hanno colonizzato le città  o i semplici passerotti, simpaticissimi ma in via di estinzione. Definire le rotte di migliaia di droni Amazon o DHL è sicuramente possibile ma non sarà semplice, soprattutto se non si disporrà di nuove torri di controllo dotate di nuove tecnologie e sostenute da nuove competenze umane finalizzate a gestire il nuovo traffico e a garantire la libertà dello spazio. Dal momento che i droni sono arrivati sugli scaffali dei punti vendita chi può garantire al consumatore di poteri usare, dopo averli acquistati, senza vincoli imposti da grandi corporazioni come Amazon, DHL o altre grosse compagnie della logistica mondiale? Cosa succederebbe ad esempio se piccole realtà aziendali o commerciali decidessero di spostare le loro merci da un magazzino all’altro andando in questo modo a intralciare le attività delle grandi aziende, sia private sia istituzionali e pubbliche?

Tutti i droni sono dotati di telecamere e fotocamere con incredibili capacità telescopiche

La maggior parte dei droni è costruita solamente con lo scopo del volo. Anche se sono quasi sempre dotati di fotocamere, usate spesso per usi inerenti alla navigazione, non necessariamente esse hanno capacità e potenza tali da essere usate per spiare come quelle solitamente montate su dispositivi militari. Le lenti per l’ingrandimento delle immagini sono in genere pesanti e quelle dei droni civili al contrario sono leggere e possiedono limitate capacità di ingrandimento.

Se un Drone sorvola una proprietà privata sta violando la legge

Ogni paese ha leggi sue proprie ma in genere la proprietà non si estende al cielo. E’ una conseguenza della diffusione del traffico aeronautico che ha obbligato i legislatori a fare delle leggi in modo da evitare contenziosi con ogni proprietario di suolo per permettere il sorvolo di aeromobili civili sullo stesso.

La confusione che continua a sussistere e che da adito a proteste e ricorsi legali è l’indefinitezza della altitudine minima per il sorvolo di terreni privati che risulta in molti paesi ancora indeterminata. Il problema dell’altitudine è riesploso perchè gli aeroplani civili non volano solitamente a bassa quota mentre i droni lo possono fare. Ne deriva la necessità di nuove regole e nuova legislazione specifica per evitare reazioni scomposte portatrici di potenziali conflitti e diatribe legali. Abbatter un drone è comunque un crimine perché è assimilato a un aereo civile. Nel caso in cui un drone sorvolasse una proprietà privata, più che imbracciare il fucile, se ne è dotato, il proprietario dovrebbe rivolgersi alla polizia e trattenere ogni istinto bellicoso o difensivo.

I droni possono essere utilissimi per scopi spionistici e persone normali potrebbero usarli per questo scopo

Potenzialmente tutti i droni possono essere equipaggiati e dotati di strumenti e funzionalità per lo spionaggio ma per il momento esse sono più oggetto di sceneggiature cinematografiche che realtà dedicate alla sorveglianza e al controllo. Veicoli destinati allo spionaggio avrebbero bisogno di batterie e lenti potenti che i droni civili attualmente in circolazione non possono montare. Quelli che ne sono dotati producono comunque un rumore facilmente percepibile e individuabile dalle persone spiate e che vanificherebbe ogni azione spionistica se condotta da droni leggeri che volano a bassa quota.

Un drone capace di portarsi appresso una bomba sganciabile è a tutti gli effetti un veicolo militare

Benchè sia certamente possibile che qualcuno doti un drone di una bomba a strappo che può essere  sganciata, ciò non significa che questo drone possa considerarsi un veicolo militare. I droni civili hanno una limitata capacità di volo e possono trasportare solo carichi leggeri. Possono essere usati come strumenti di morte ma è improbabile che oggi possano essere usati da terroristi che mirano ad essere invisibili e a fare il maggior danno possibile per la capacità di cogliere di sorpresa le loro vittime. E’ improbabile anche che qualcuno possa armare un drone di armi automatiche per compiere un assassinio che potrebbe essere portato a termine più facilmente nelle maniere tradizionali. La cosa è comunque tecnicamente fattibile.

I droni non sono ancora soggetti a regolamentazioni pubbliche perché ancora non esistono

Non è vero che non esistono regolamentazioni dei droni. E’ vero che ci sono ancora differenze nazionali e non esiste una legislazione condivisa e standardizzata a livello globale. In alcuni paesi come Francia e Australia sono state predisposte leggi comprensive ad hoc finalizzate a governare il fenomeno, in latri paesi ci si è limitati a estendere la legislazione del volo civile anche ai droni. Tutti i paesi dovranno fare i conti con un fenomeno esplosivo che vedrà l’arrivo nei cieli nazionali di centinaia di migliaia di UAV e droni civili che se so muoveranno in spazi non governati produrranno centinaia di contenziosi, dibattiti e cause legali.

Tutti possono costruirsi il loro Drone personale

Tecnicamente chiunque, dotato degli strumenti, dei componenti e delle abilità che servono può costruirsi un drone in garage o nel giardino di casa. Costruire un drone è, a detta di molti che lo hanno fatto, divertente e facile, anche perché le risorse che servono sono disponibili e recuperabili da tutti attraverso la Rete. Questa facilità spiega la proliferazione di droni, per ora in particolare negli Stati Uniti, e la loro destinazione agli scopi più vari. Chi si dedica per hobby alla costruzione o all’assemblaggio di un drone acquisisce conoscenze hardware e software tali da permettere in futuro personalizzazioni e customizzazioni capaci di arricchire funzionalità e capacità del drone per usi personali.

I droni commerciali sono per il momento incapaci di superare gli ostacoli incontrati sul loro cammino con agilità e facilità

L’immaginazione incontenibile degli amanti della tecnologia sta producendo scenari impossibili nei quali i droni diventano strumenti inseparabili quanto lo sono oggi gli smartphone. Nella realtà i droni attuali non sono ancora così abili nell’evitare ostacoli e potenziali collisioni. Ne deriva un uso limitato, almeno fino a quando nuovi aggiornamenti e modelli non avranno fornito quanto serve per superare i limiti tecnologici attuali.


Crediti: l’articolo è una elaborazione di informazioni raccolte da Future tense e dalla Università Statale dell’Arizona e pubblicate nella newsletter Futurography

 

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