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Dispositivi parlanti e mercato

Dispositivi parlanti e mercato

26 Gennaio 2017 Redazione SoloTablet
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Grazie a Echo di Amazon i nuovi dispositivi parlanti, intelligenti, sempre attivi e dotati di una interfaccia vocale, sia per l'input sia per l'output, hanno catturato l'attenzione del grande pubblico. Sette milioni di unità vendute, soprattutto negli Stati Uniti, non permettono ancora di parlare di una tendenza affermata. Perchè ciò accada servono nuovi modelli e devono cambiare le abitudini e i comportamenti dei consumatori.

Nel 2016 il dispositivo Echo di Amazon è uscito dalla clandestinità e si è affermato come una presenza diffusa in molte case americane, seguito a distanza da Home di Google e da altri dispositivi simili di startup e aziende tecnologiche più affermate. Echo e Home non sono che l'inizio di una serie di dispositivi parlanti destinati a cambiare il futuro della interazione tecnologica caratterizzato da milioni di consumatori impegnati a interagire con dispositivi tecnologici attraverso la loro voce e in modo conversazionale.

Al momento l'approccio usato dai produttori ha portare a dotare i loro dispositivi con applicazioni simili a quelle disponibili sui dispositivi mobili. Nel 2017 l'approccio potrebbe cambiare e portare a nuove esperienze caratterizzate da nuove applicazioni, interfacce innovative e nuove forme di interazione.

Nel 2016 molta attenzione è stata dedicata dai media alla crescente importanza delle nuove interfacce vocali di nuove tipologie di dispositivi tecnologici come Echo, Home e altri simili. Minore attenzione è stata posta alle applicazioni e al software  che li caratterizzano che, per i nuovi dispositivi, dovranno prevedere nuovi sviluppi, nuove interfacce e probabilmente nuove tipologie di esperienze, capaci di far maturare un mercato per ora in fase adolescenziale e di creare le adeguate motivazioni all'acquisto che al momento non sembrano essere del tutto definite  percepite.

Che il mercato non sia ancora del tutto maturo è testimoniato dai dati di indagini di mercato sull'uso del dispositivo vocale oggi più diffuso, Echo (reso parlante dalla sua interfaccia Alexa) di Amazon. Questi dati evidenziano un interesse crescente ma anche un tasso di utilizzo reale e di abbandono elevato. Il tasso basso di utilizzo sembra essere determinato dall'assenza su questo tipo di dispositivi di nuove tipologie di applicazioni, dotate anch'esse di interfacce vocali. Un'assenza questa che potrebbe spiegare uno scarso interesse da parte degli sviluppatori per questo tipo di applicazioni.

Lo scarso interesse non è necessariamente motivato dallo stato adolescenziale del mercato dei nuovi dispositivi ma dalla difficoltà a immaginare nuovi modelli e approcci applicativi diversi da quelli assimilati ai dispositivi mobili e dal fatto che le regole che hanno dettato il funzionamento delle APP su Mobile non sono necessariamente adatte per dispositivi destinati a una interazione vocale.

Ad avere difficoltà sono certamente anche i consumatori. Hanno impiegato tempi lunghi a capire che le APP mobili erano qualcosa di diverso delle applicazioni monolitiche che usavano sui loro PC. L'esplosione delle APP è avvenuta anni dopo l'arrivo dell'iPhone e si è manifestata con forza solo dopo l'introduzione dell'iPad che ha catalizzato l'attenzione di molti utilizzatori forti di personal computer. E' normale quindi che anche i consumatori non abbiano ancora compreso a fondo la rivoluzione in arrivo, determinata da nuove interfacce vocali e da dispositivi parlanti, dotati di applicazioni a loro volta equipaggiate da nuove tipologie di interfacce vocali.

Echo, Home e gli altri dispositivi simili non possono essere visti come nuovi dispositivi intelligenti assimilabili allo smartphone. Sono computer molto diversi, che si rivolgono a bisogni e esigenze, oggi forse ancora implicite, diverse e per la sui soddisfazione sono necessarie nuove applicazioni e soprattutto nuove tipologie di software basate su nuovi paradigmi, ad esempio l'assenza del display. Un passaggio non semplice per persone incollate ad uno schermo e per utenti abituati da tempo a interagire con un display attraverso una tastiera o una interfaccia tattile.

I nuovi dispositivi parlanti si presentano come macchine intelligenti capaci di svolgere l'unico lavoro oggi probabilmente comprensibile all'utente attuale. E' il lavoro di assistente personale, lo stesso che in modalità diverse offre anche Cortana o Siri sui dispositivi mobili di Apple o PC di ultima generazione di Microsoft. Con questi assistenti l'utente vuole oggi poter conversare con la certezza di essere compreso e di poter soddisfare bisogni concreti. Probabilmente su questi dispositivi non sono necessarie APP ma funzionalità e capacità 'parlanti' sempre più sviluppate e potenti.

Se così fosse i modelli di business oggi esistenti non si potrebbero applicare ai nuovi dispositivi e questo spiegherebbe forse perchè scarso è il bagaglio di APP di cui sono oggi dotati. Affinchè il nuovo mercato decolli non basta l'arrivo sul mercato di nuovi prodotti come Echo o Google Home ma servono nuovi modelli di business che rendano conveniente e concreto il ritorno sugli investimenti da parte dei produttori, servono nuove tipologie di applicazioni e servizi ed è necessario che maturi la domanda stessa del consumatore, al momento ancora troppo preso dalle interfacce magnetiche e funzionali del display del suo smartphone.

Prima di passare da una interazione tattile a una completamente vocale dovrà passare molto tempo, con accelerazioni rese possibili solo da nuove rivoluzioni tecnologiche improvvise e radicali.

 

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