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E' possibile staccare la spina?

E' possibile staccare la spina?

17 Ottobre 2017 Redazione SoloTablet
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La risposta dipende dal tipo di relazione che si ha con la tecnologia e come la si percepisce. Staccare la spina può anche non servire a disintossicarsi. Forse basterebbe fare un uso intelligente, critico e consapeveole del mezzo tecnologico e delle sue applicazioni.

Smartphone e tablet ovunque, sempre accesi e sempre attivi. Utenti sempre connessi, sempre reattivi a ogni messaggio o comunicazione, costantemente coinvolti, cognitivamente ed emotivamente. Riconquistare il controllo di sè stessi rinunciando a quello esercitato dal dispositivo sembra diventata una missione impossibile ma forse una necessità. Non per tutti, certamente per coloro che scoprono di avere superato il limite di tempo dedicato alla tecnologia o di soffrire di nomofobia.

Il fenomeno dello smartphone è oggetto di studio da tempo per il numero di persone che coinvolge e per gli effetti, non sempre positivi, che genera. Per alcuni l'uso esagerato del dispositivo dovrebbe suggerire periodi di astinenza più o meno lunghi a seconda del tipo di dipendenza percepita. L'astinenza non deve essere necessariamente praticata staccando la spina ma anche con piccole scelte quotidiane come quelle di fare una camminata a piedi o organizzare un incontro tra amici con la promessa a non dare retta al proprio dispositivo almeno per il tempo di durata dell'incontro. Questa scelta è molto praticata proprio in aree tecnologicamente avanzate come la Silicon Valley. Zone nelle quali i manager di aziende come Google, Facebook, e molte altre preferiscono mandare i figli in scuole nelle quali è bandito ogni mezzo tecnologico in classe.

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Staccare la spina non è però uno sport molto diffuso o che si stia affermando nella cultura accelerata e tecnologica dei nostri giorni. Probabilmente perchè staccare la spina non soddisfa bisogni o desideri reali e come tale non suggerisce nessuna motivazione forte per farlo. Se lo smartphone  è percepito dai più come insostituibile e se non si percepiscono segnali di dipendenza non esiste in realtà alcun bisogno reale di staccare la spina e disconnettersi.

Il dilemma stacco-la-spina/non stacco-la-spina è in realtà un falso problema e non si applica a ognuno allo stesso modo. Conta di più la capacità di ognuno di valutare soggettivamente quali sia la sua relazione con la tecnologia, quali siano le dipendenze percepite come potenzilamente dannose e quali siano le azioni da intraprendere per liberarsene. Nel fare questo tipo ai auto-analisi gli utenti possono trarre utili conoscenze dalle numeros informazioni pubblicate da un numero crescente di psicologi sulle dipendenze digitali e sulla loro assomiglianza alle dipendenze patologiche classiche, come quelle dal gioco o dalle droghe. La somiglianza evidenziata sta in comportamenti che vedono un eccessivo uso del media digitale, l'esperienza di sentimenti di ansia, tensione e depressione ogniqualvolta si è privati del mezzo tecnologico ed effetti negativi che si manifestano in forme diverse, ad esempio nell'insonnia e nelle difficoltà del sonno. A creare dipendenza sono soprattutto le applicazioni di social networking, capaci da sole di generare sintomi simili a quelli prodotti dalle droghe e conseguenze potenzialmente dannose.

 

Una via percorribile per evitare la dipendenza è la scelta/capacità di staccare la spina, di farlo temporaneamente e poi, se serve,  trasformarlo in una pratica sistematica e programmata. Questa scelta è per coloro che percepiscono di avere superato il limite tra un uso continuativo ma libero e gestito e uno condizionato dal mezzo tecnologico, capace di generare dipendenza.  Tutti gli altri, tecno-ottimisti e tecnofili probabilmente non sentono la necessità di una scelta di questo tipo. Per loro la realtà digitale è diventata (percepita) così importante da non vederne alcuna problematicità o criticità e dal sentire alcun bisogno di staccare la spina.

Nessuna delle scelte sopra accennate ha una validità generale. Le vite online e offline non sono più vite alternative. Convivono insieme come realtà parallele capaci di offrire a ognuno risposte a bisogni concreti e desideri individuali. Spesso queste vite e realtà parallele non possono più neppure essere vissute come separate, tantomeno staccando la spina per praticare una qualche forma di ascetismo digitale.

Nell'impossibilità di fare una scelta definitiva non resta che rapportarsi alla tecnologia in modo consapevole in modo da poter scegliere quale sia la prospettiva e la scelta individuale più giusta da fare. Essere connessi è sicuramente un vantaggio ricco di benefici e di opportunità. Il problema nasce quando le ore passate online impegnati a interagire e socializzare online aumentano a un punto tale da distogliere l'attenzione da altri aspetti importanti pertinenti alla vita reale, alla realtà della realtà o fattuale. La maggiore consapevolezza non porta a staccare la spina ma forse suggerisce una qualche forma di dieta cpace di definire ambiti, tempi e limiti nell'uso della tecnologia. Chi volesse, nel mettersi a dieta, può però sperimentare anche il digiuno. Lo può fare per alcune ore al giorno, per un giorno o più giorni, senza farsi tentare da digiuni prolungati come quelli che resero famoso Pannella e il suo movimento radicale.  

 

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