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eCommerve: vince la strategia omnichannel

eCommerve: vince la strategia omnichannel

19 Marzo 2015 Redazione SoloTablet
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Secondo uno studio di Marketing Land, un terzo degli utenti di smartphone negli Stati Uniti usa lo smartphone per ricevere opinioni dagli amici sui prodotti e si informa mentre si trova nei negozi usando Amazon come motore di ricerca. Dove viene poi concluso l'acquisto?

Il messaggio che se ne ricava è chiaro: un retailer oggi non può più permettersi di selezionare un solo canale, ma deve adottare una strategia omnichannel, essere cioè ovunque, nel mondo fisico e in quello di Internet, sui motori di ricerca e sui social, perché anche il consumatore è ovunque.

C'è chi cerca online ma compra offline: si cercano informazioni su un bene o servizio su Internet, per poi terminare l'acquisto nel negozio fisico, di solito perché si preferisce vedere e toccare, avere il contatto con un addetto alla vendita e pagare con un sistema percepito più sicuro. Un incubo per i negozi solo online, come Amazon, che si vedono usati per funzioni di search ma non per quelle remunerative dell'acquisto, e una manna per i negozi tradizionali, se è vero, come dice Idc Retail Insights, che i consumatori che usano questo metodo spendono tre-cinque volte di più di quelli che fanno spese su Internet. Il trend è molto diffuso: secondo un sondaggio in Usa di GE Capital Retail Bank, l'81% dei consumatori è andato online prima di visitare un negozio. E se a perderci sono i grandi retailer solo online come Amazon e eBay, a guadagnarci sono i motori di ricerca, come Google, ma anche i social media, dove i consumatori iniziano le loro ricerche di prezzi e opinioni sui prodotti.

Fonte: www.shopify.com


Sul lato opposto si colloca lo Showrooming o Topo (Try Offline, Purchase Online): i consumatori guardano i prodotti nei negozi tradizionali e, dopo averli provati e valutati, li vanno a comprare su Internet. Adotta questo comportamento soprattutto chi è a caccia del prezzo migliore e ha familiarità con l'e-payment. Una beffa in questo caso per i negozi fisici, usati come vetrina.
Non si tratta però del solito trend che viene dagli Usa e toccherà solo tra qualche anno il resto del mondo. Un sondaggio di DigitasLBi (in 12 Paesi, Italia compresa) conferma che per il 49% dei consumatori lo smartphone ha cambiato il modo di fare acquisti: l'88% lo usa per fare il Robo (cerca online ma compra off line), e ma diffuso è anche lo Showrooming (lo fa l'88% degli svedesi, l'84% dei cinesi e il 66% degli americani). Inoltre, il 19% dei consumatori dice che se mentre è in un negozio vede sullo smartphone un'offerta migliore, esce dal negozio.

Il messaggio che se ne ricava è chiaro: un retailer oggi non può più permettersi di selezionare un solo canale, ma deve adottare una strategia omnichannel, essere cioè ovunque, nel mondo fisico e in quello di Internet, sui motori di ricerca e sui social, perché anche il consumatore è ovunque. E mentre il negozio tradizionale dovrà adottare nuovi strumenti che premiano l'acquisto nel punto vendita (programmi fedeltà, promozioni) e nuove tecnologie come la realtà aumentata, i codici QR dinamici, display interattivi, l'm-payment, i player puri dell'online come Amazon valutano di aprire qualche punto di contatto fisico col cliente per consentirgli lo Showrooming, cioè di vedere e toccare il prodotto con mano prima di andarlo a compare sul web.

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