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Era tecnologica, stili di vita e tecnoidioti

Era tecnologica, stili di vita e tecnoidioti

19 Aprile 2015 Redazione SoloTablet
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I tecnoidioti non vanno confusi con i tecnomaleducati o i tecnostupidi. La loro specificità è disporre di tecnologie innovative e avanzate ma di farne un uso dispendioso, poco pratico e tale da rendere complessa anche la più semplice interazione d'uso.

Scriveva Einstein “I fear the day technology will surpass our human interaction. The world will have a generation of idiots.”  Una previsione che per molti si sta avverando, anche nella forma di persone incapaci di comprendere come alcuni dispositivi tecnologici funzionino e di usarli in modo appropriato (Scemo più scemo).

Persone che, dopo aver acquistato un BlackBerry o uno smartphone Android, hanno difficoltà a interagire con l'assistente personale o con la casella vocale, esattamente come molte in passato mostravano grandi difficoltà nell'uso di un semplice mouse e oggi si fermano alle prime risposte ottenute da una ricerca con il motore di Google. Un'abitudine questa che dovrebbe portare a definire tecnoidiota la maggior parte degli utilizzatori del motore di ricerca, visto che solo una minoranza va oltre la prima pagina di risultati proposti. Un'abitudine che si manifesta in forme più o meno simili anche in altri spazi web come MySpace, YouTube e altri social network.

 

 

I tecnoidioti non vanno confusi con i tecnomaleducati o i tecnostupidi. La loro specificità è disporre di tecnologie innovative e avanzate ma di farne un uso dispendioso, poco pratico e tale da rendere complessa anche la più semplice interazione d'uso. La disponibilità di grandi quantità d'informazioni non ha migliorato le loro conoscenze tecnologiche nè facilitato l'apprendimento di nozioni utili a diventare meno tecnoidioti. L'informatizzazione di massa e la pervasività dei prodotti tecnologici, oggi soprattutto Mobile, ha semplicemente aumentato le possibilità di manifestare comportamenti tecnoidioti attraverso usi sconsiderati e imprevedibili delle tecnologie in uso.

Tra questi comportamenti vanno menzionati pratiche quali l'uso di password uguali a nome, cognome, data di nascita e simili, l'uso improprio di programmi come Excel, Powerpoint o Word, la stampa di ogni messaggio ricevuto sulla casella di posta prima ancora di averlo letto, l'accettazione passiva di qualsiasi richiesta che arriva dai social network. Ma le categorie più propriamente tecnoidiote oggi sono ben altre e sono solitamente rappresentate da consumatori che amano mostrare la loro dotazione tecnologica (tecnoesibizionisti) di ultima generazione e che risultano essere pesantemente condizionate nei loro comportamenti e processi decisionali all'acquisto da marche (Apple, Gooogle) e relativi marchi (iPhone, Nexus, Android).

In attesa che tutti possano essere considerati idioti (cervello ceduto alla macchina) per colpa dell’evoluzione inarrestabile della tecnologia, i tecnoidioti di oggi rappresentano una schiera ampia di persone riconoscibili negli stili di vita e nei loro comportamenti individuali e sociali.

Tecnoidioti sono anche coloro che trascorrono notti intere accampati in coda davanti ad un negozio Apple in attesa dell’ultimo modello di iPhone, quelli che scaricano migliaia di APP senza poi usarle, che fanno transazioni a go-go senza preoccuparsi della sicurezza, quelli che su Facebook condividono tutto di sé stessi o pubblicano le foto dei loro bambini, quelli che tornano sempre indietro se scoprono di avere dimenticato il telefonino, quelli che scattano foto a persone stupende da guardare negli occhi, quelli che il selfie (autoscatto) è mio per il narciso che è in me, quelli che perdono di vista il magnetismo degli occhi dell’amata perché magnetizzati dal display retina dell’iPad, quelli che spendono fortune in gadget tecnologici pur avendo stipendi da precari a vita, quelli che non sanno più respirare perché il loro braccialetto per la fitness ha indicato i ritmi da seguire, quelli che hanno visitato il mondo su Google Maps senza girarlo, quelli che investono in Bitcoin, quelli che credono ancora che Google sia un motore di ricerca e che Facebook un libro delle facce, quelli che cinguettano felici mentre piove a catinelle e grandina, quelli che scoprono quanto sia pervasiva la tecnologia durante un esame di stato.

Un elenco esteso e che potrebbe continuare a lungo, tanto sono numerosi i comportamenti tecnoidioti oggi praticati, tutti indotti dalla tecnologia e dai suoi prodotti.

 

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