Lifestyle /

Facebook è nudo!

Facebook è nudo!

10 Ottobre 2018 Redazione SoloTablet
SoloTablet
Redazione SoloTablet
share
Nonostante i fatti di cronaca e gli scandali che hanno coinvolto Facebook nel corso di quest’anno, l’azienda di Mark Zuckerberg continua a essere premiata da analisti finanziari, media e narrazioni. Pochi stanno prestando attenzione a testimoni più importanti come gli utenti. E loro sembra si siano convinti che Facebook è nudo e non meriti più la stessa deferenza e nemmeno lo stesso appoggio o compartecipazione del passato.

Il senso comune dell'utente di Facebook

Lo sguardo dell’utente, non necessariamente basato su informazioni e conoscenze consolidate, non sembra prestare grande attenzione alle narrazioni correnti o agli andamenti borsistici di Facebook. Gli iscritti di Facebook sembrano essere più intelligenti di quanto non siano ritenuti e descritti dai media. I dati disponibili, per sostenere quella che al momento è una percezione, sono difficili da reperire, ma la sensazione è reale e poggia su molto buon senso e su una riflessione critica onesta del prodotto Facebook. Un prodotto che non sembra avere tenuto conto in modo adeguato di chi lo usa.

Nessuno può naturalmente obiettare che la piattaforma o applicazione di social networking di Facebook non sia un prodotto di successo. Più di due miliardi di utenti e una montagna di ore quotidiane spese online da chi la abita, non sono solo dati quantitativi. Raccontano anche molto della sua qualità e valore, del perché si sia diffusa così rapidamente conquistando il globo e altrettanto perché sia oggi sotto il radar critico di molti osservatori interessati.  La possibilità di entrare in contatto con persone vicine e lontane, di farle entrare nella propria rete di contatti e di coltivare la relazione con loro attraverso uno strumento potente, versatile e funzionale, spiega il successo di Facebook e la sua leadership nel mercato dei media sociali e delle piattaforme di social networking.

Luna di miele finita da tempo

La luna di miele che ha caratterizzato la relazione tra il consumatore-utente e Facebook è durata a lungo ma ora sembra si sia arenata e, in alcuni casi, venga addirittura rimossa da un numero crescente di persone. La rimozione, che si palesa anche con quella dell’account, non è solo quella delle generazioni più giovani che da tempo si stanno mostrando disincantate sul social network di Facebook, preferendo altre piattaforme come Instagram o WhatsApp.

La rimozione è oggi praticata da molti, soprattutto dopo lo scandalo di Cambridge Analytica che ha svelato i segreti, le pratiche irrispettose della privacy dell’utente, gli abusi e le vulnerabilità di Facebook. La conoscenza dei retroscena e le scuse insufficienti dei manager di Facebook hanno contribuito alla maggiore consapevolezza dei consumatori favorendo una riflessione critica sulle piattaforme di social networking e sull’uso che ne viene fatto. Da parte degli utenti, ma anche dei produttori, dei politici, degli stati e di altre entità che non sono certamente motivati a frequentare i social network per costruire reti relazionali di contatti e amicizia.

La maggiore attenzione posta sull’uso consapevole del mezzo tecnologico e la riflessione che ne è derivata hanno permesso di valutare meglio e criticamente le spiegazioni fornita da Facebook sul furto di dati e le violazioni della privacy, dei diritti e delle libertà di milioni di cittadini. Spiegazioni che sono state sicuramente percepite come insufficienti, evasive e insincere, in una parola non credibili e poco rassicuranti sul fatto che ciò che è accaduto non possa accadere ancora.

La riflessione critica necessaria

La maggiore consapevolezza e la riflessione critica hanno portato un numero crescente di utenti ad analizzare meglio le motivazioni che li guidano nella scelta della piattaforma di Facebook e la sua qualità, ma anche a valutare diversamente la bontà del prodotto in base alla credibilità e qualità del Brand. Il risultato sembra essere stato negativo e si manifesta oggi, in modo crescente, in un calo di fiducia e impossibilità di ulteriore fidelizzazione. Ne deriva una minore confidenza e serenità nell’abitare la piattaforma, nel soffermarcisi a lungo, nell’usarla frequentemente e in modo proattivo, ma anche un senso di ansia e timore dipendenti dalla percezione di una maggiore vulnerabilità ed esposizione al rischio.

Il calo di fiducia è destinato ad aumentare perché Facebook si è rivelata fino a oggi poco credibile nelle sue promesse di introdurre modelli di business più rispettosi della privacy degli utenti. La poca credibilità dipende dal fatto che Facebook non raccoglie dati degli utenti solo sul social network ma lo fa anche sul Web e lo fa anche con internauti che non hanno profili Facebook. La stampa ha anche reso noto che Facebook inganna gli utenti del social network trasformando un servizio di supporto, per facilitare la connessione con amici o altre persone, in uno strumento di raccolta dei dati contenuti nel catalogo degli indirizzi dell’utente. Con finalità che non sono mai cambiate nel tempo: raccogliere dati per poi venderli a grandi società di marketing o aziende che li useranno a scopi marketing, promozionali e commerciali.

In calo è la fiducia anche sulla sicurezza della piattaforma. La notizia recente del furto di quasi cento milioni di profili ha contribuito a far aumentare i dubbi sulla capacità di Facebook di controllare e proteggere la sua piattaforma da attività esterne, siano esse quelle di stati sovrani (vedi il caso di Cambridge Analytica), siano essi semplici malintenzionati o cybercriminali.

Irritazione potenzialmente virale

Tutti i fatti fin qui noti hanno alzato l’asticella dell’attenzione dell’utente che è sempre più irritato dell’utilizzo improprio dei suoi dati. In particolare quando questo utilizzo è fatto a sua insaputa o senza averne chiesto alcun tipo di permesso.  Questa irritazione è ancora sotto traccia ma la superficie sotto cui galleggia è una semplice pellicola di ghiaccio pronta a rompersi in ogni istante. Qualora si rompesse, come succede su un fiume o su un lago, le crepe che si aprono potrebbero far collassare il tutto. Nel caso di Facebook potrebbe ingenerare una fuga dalla piattaforma capace di assumere le caratteristiche tipiche della viralità della Rete.

Forse non è un caso se l’azienda Facebook abbia avuto nel terzo trimestre 2018 uno dei peggiori trimestri da quando è entrata in borsa. E gli analisti ritengono che i prossimi potrebbero anche andare peggio. Le azioni hanno perso valore ma il dato più negativo è una perdita nel trimestre del 16%, un valore mai stato così alto dal -30% conseguito nel 2012.

L’uso che Facebook, e altri produttori tecnologici, fanno dei dati e delle informazioni degli abitanti della Rete, suggerisce oggi anche un altro tipo di riflessione. Certamente più importante e urgente perché riferita allo stato di salute delle nostre democrazie e delle nostre libertà. Il fenomeno americano con Trump al potere non è spiegabile senza comprendere il ruolo giocato da un social network come Facebook, opera di un personaggio narciso come lo è il suo presidente. Solo che mentre Trump governa su una popolazione di quasi quattrocento milioni di abitanti, Mark Zuckerberg lo fa su una popolazione globalizzata di 2.2 milairdi di persone. Una riflessione approfondita e attenta sulle tecnologie digitali, dovrebbe permettere di evidenziare la complicità degli elettori e degli utenti di Facebook nell’avere permesso ciò che sta avvenendo. In termini politici ma anche di sorveglianza e controllo, attività rese possibili dagli algoritmi e dai modelli di business implementati,  e di monopolio. Effetti che non dovrebbero lasciare indifferenti e che suggeriscono a tutti approcci, comportamenti e utilizzi più attenti così come la scelta di far sentire la propria voce. Di utenti e di consumatori ma soprattutto di persone e di cittadini.

 

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Visual Meta

La più innovativa app per lo Shopping online è ShopAlike.it, la piattaforma...

Vai al profilo

Albegor.com

Professionista con lunga esperienza nel settore mobile, fin dalla comparsa sul mercato...

Vai al profilo

Esse Solutions srl

Quello che ci contraddistingue è una forte competenza tecnica e metodologica...

Vai al profilo

Zirak Srl

Zirak mobile è una società da anni impegnata nello sviluppo di applicazioni per...

Vai al profilo