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Storytelling, Bot, intelligenza artificiale

Storytelling, Bot, intelligenza artificiale

27 Novembre 2017 Redazione SoloTablet
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L'avvicinarsi delle elezioni politiche italiane ha spinto partiti e media a occuparsi delle false notizie. Come se di esse ci si dovesse preoccupare solo ora. Più che sulle proccupazioni dei partiti su un uso politico delle fake news, l'attenzione dovrebbe essere posta sulla rivoluzione prossima ventura in arrivo, quella delle intelligenze artificiali e delle loro capacità di produrre notizie, anche false!

Le false notizie sono sempre esistite e sono sempre state create e diffuse anche per scopi politici. La novità è la velocità con cui si possono propagare grazie alle molte piattaforme digitali e tecnologiche oggi disponibili.

Poca attenzione viene oggi prestata a un'altra novità emergente: l' evoluzione dell'intelligenza artificiale preannuncia l'arrivo di nuove generazioni di Bot tecnologici capaci di produrre contenuti in grande quantità. Le nuove tecnologie renderanno ancora più complicato riuscire a distinguere le notizie vere dalle false, i fatti dalle finzioni. Una capacità che verrà sfruttata dalla politica così come dalle grandi Marche, entrambi interessati a catturare attenzione e interesse per coltivare fedeltà e fidelizzazione.

Se si parla così tanto di false notizie (fake news) bisogna ringraziare Donald Trump che ha costruito tutta la sua campagna elettorale sulle lamentele via Twitter per le false notizie pubblicate dai media a lui ostili. Notizie spesso pubblicate per svelare le falsità dei numerosi cinguettii del candidato alla presidenza degli Stati Uniti contenenti evidenti falsità.

Il problema delle false notizie è un problema reale ma forse lo è maggiormente l'aumento esponenziale di contenuti falsi, creati ad arte, per scopi puramente marketing o politici e finalizzati a produrre intenzionalmente falsa informazione e conoscenza.

L'evoluzione delle intelligenze artificiali è destinata a ingigantire il problema delle falsità che circolano in rete. Lo ha evidenziato recentemente anche Gartner Group in un report contenente le previsioni per il 2020. Tutti coloro che si muovono in Rete conoscono il fenomeno dello spam, delle newsletter marketing provenienti da fonti sconosciute e l'esistenza di milioni di falsi account Twitter creati appositamente per veicolare messaggi marketing, politici e commerciali.

Che la Rete sia piena di spazzatura (Data Trash) lo si sa da tempo, così come si conosce da sempre l'uso che della Rete viene fatto per diffondere false notizie. Finora però la Rete ha mostrato una sua propria resilienza e capacità di assorbire spazzatura e falsità permettendo agli utenti di mantenere salda la loro fiducia nelle sue potenzialità e opportunità. L'evoluzione delle nuove tecnologie (Big Data, Cloud Computing, smartphone, social network, algoritmi, intelligenze artificiali, ecc.) rischia però di demolire questa fiducia alimentando la percezione di una realtà digitale sempre più artefatta o costruita ad arte con finalità lontane dall'interesse finale dall'utente che la abita.

A marcare la differenza e il passaggio a una nuova realtà della Rete è la potenza degli algoritmi, dell Big Data e dell'intelligenza artificiale. Già oggi l'AI è usata per cercare e identificare falsità e contenuti inadeguati che circolano in Rete. Secondo Gratner Group l'intelligenza artificiale, già nel 2020, sarà impiegata soprattutto nella creazione di false notizie e falsi contenuti, in forma di immagini, video, articoli, e documenti. Contenuti che saranno sempre più indistinguibili da quelli veri.

L'aumento dei falsi contenuti e la diffusione di false notizie sarà uno dei problemi che tutte le Marche e le aziende produttrici dovranno affrontare seriamente nei prossimi anni. Lo dovranno fare per difendersi e per competere, probabilmente anche ricorrendo loro stesse alla produzione di contenuti da mettere in circolazione online. Grande attenzione dovrà però essere posta al consumatore, alla sua percezione dell'autenticità dei marchi e dei Brand e della loro responsabilità nei suoi confronti. Un'attenzione necessaria per evitare crisi di fiducia e di confidenza che potrebbe dare origine a danni di immagine e commerciali.

E' probabile che i proprietari delle principali piattaforme tecnologiche, sotto la pressione dell'opinione pubblica, usino l'intelligenza artificiale per identificare false notizie e falsi contenuti ma nel breve così come nel lungo tempo grandi marche, così come partiti e politici, dovranno impegnarsi a fondo nel combattere il fenomeno delle false notizie. Per farlo non esiste che una strategia, quella che punta a coltivare la relazione, basata sulla fiducia, sull'ingaggio e sul coinvolgimento. Una strategia facile da dichiarare ma molto complicata da implementare, soprattutto se non si riuscirà a resistere alla voglia di sfruttare le nuove tecnologie per la produzione di altri contenuti falsi e di false notizie.

 

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