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Gadget tecnologici: stiamo esagerando?

Gadget tecnologici: stiamo esagerando?

15 Novembre 2015 Redazione SoloTablet
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Negli ultimi dieci anni la nostra vita si è arricchita di una miriade di gadget tecnologici. Il loro contributo positivo è indiscutibile ma è giunto il tempo di chiedersi se non si stia esagerando. Questi prodotti si presentano a noi per aiutarci, farci stare bene e renderci più performanti ma ci obbligano anche a sforzi e situazioni di stress non richiesti e non necessari per una vita normale e serena.

Gli sforzi a cui ci sottopongono derivano spesso dall’impegno che ci viene chiesto per adattarci ai nuovi dispositivi, per configurarli e renderli funzionanti, per mantenerli e rifornirli quotidianamente delle risorse di cui hanno bisogno e per gestire tutte le conseguenze indesiderate. I risultati non sono sempre quelli attesi ed essere fonte di nuovo stress, soprattutto se i  bisogni che avevano motivato l’acquisto del dispositivo non sono stati soddisfatti. Lo stress è spesso dettato anche dall’arrivo sul mercato di nuove versioni degli stessi dispositivi, magari acquistati solo un anno prima, che mandano segnali forti per essere acquistati.

Quando si parla di gadget tecnologici non bisogna pensare solo ai molteplici dispositivi mobile che ci accompagnano in mobilità ma anche ai prodotti tecnologici indossabili e alla miriade di oggetti intelligenti e tecnologici che stanno dando forma alla Internet degli oggetti e collegando tra di loro le case, le auto, le strade, i luoghi privati e quelli pubblici.

Le caratteristiche principali e caratterizzanti di questi gadget sono la loro connettività (Bluetooth, Wi-Fi, ecc.), le loro interfacce utente e le applicazioni. Il tutto è reso funzionate e performante da ecosistemi caratterizzati da piattaforme di sistema operativo e dalle risorse infinite e sempre disponibili di cloud computing. Senza Cloud non si sarebbe avuta alcuna rivoluzione Mobile, senza cloud non ci sarebbe alcune Internet degli oggetti.

I servizi offerti dai nuovi dispositivi sono numerosi e di sicuro aiuto ma stanno determinando nuove forme di debolezza e di dipendenza dalla tecnologia che creano a loro volta effetti collaterali e conseguenze negative. Ad esempio cosa succede nel caso di incompatibilità tra diverse tipologie di prodotti, di problemi con la rete Wi-Fi, se il dispositivo usa questo tipo di connettività, o di problemi con gli aggiornamenti legati a nuovi download dalla Rete? Cosa succede se un sistema di sicurezza installato in caso e basato sull’uso di innovative fotocamere cominciasse a mandare falsi allarmi alla stazione di polizia a causa di segnali ambientali esterni non previsti e non gestiti?

Molti problemi non dipendono dai prodotti ma da pubblicità e comunicazioni marketing mistificatrici che nascondono abilmente le debolezze dei prodotti e la loro insufficiente capacità nel soddisfare i bisogni dei consumatori. Responsabili sono anche gli stessi consumatori che non prestano sufficiente attenzione a queste pubblicità e che si lasciano irretire dalle novità tecnologiche e si trasformano in innovatori e early-adopter anche quando non lo sono. Meglio sarebbe infatti prendere tempo, leggere con cura recensioni e commenti di altri consumatori, frequentare comunità di utenti, acculturarsi e acquisire nuove conoscenze sulla destinazione di scopo dei prodotti e sulla loro capacità a soddisfarla.

I produttori non possono anticipare tutti i problemi e gli effetti negativi dei loro prodotti perché non sono in grado di prevederne tutti gli ambiti e le circostanze di utilizzo. I test a cui questi prodotti sono sottoposti prima del rilascio non saranno mai comparabili alle migliaia di test a cui il prodotto viene sottoposto quando è usato da migliaia o milioni di utilizzatori.  Ciò che possono fare, e molti produttori non fanno, è di predisporre canali, meccanismi e risorse preposte a fornire il supporto e l’aiuto necessario per gestire le eventuali fonti di criticità. Nella realtà molti produttori preferiscono però rilasciare in serie nuove versioni dello stesso prodotto puntando a sostituire quelli già in uso, compresi quelli che funzionano ancora perfettamente e sono stati da sempre capaci di soddisfare i bisogni degli utenti.

La scelta del produttore è comprensibile ma ciò che più sorprende è la corsa alla novità da parte del consumatore, il suo fare file chilometriche per entrare in possesso di un nuovo iPhone quando quello che già possiede funziona perfettamente. Cosa succederà quando la Internet degli oggetti sarà diventata pervasiva come i dispositivi Mobili attuali? Passeremo le nostre giornate a fare code davanti a punti vendita di Marche diverse per dotare case, auto, figli e animali domestici di nuovi gadget tecnologici? Possibile che sfugga a tutti la crescente dipendenza dagli stessi e il superlavoro a cui ci chiamano per funzionare e soddisfare i nostri bisogni?

Fino a quando non disporremo di un nuovo gadget, magari nella forma di un robot, che si prenderà cura di queste incombenze la nostra felicità e il nostro benessere tecnologici saranno limitati da nuove incombenze e situazioni di stress. Il robottino potrà anche aiutare ma poi chi si prenderà cura di lui?

 

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