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Google ci concede il diritto alla cancellazione, e la privacy?

Google ci concede il diritto alla cancellazione, e la privacy?

19 Giugno 2014 Redazione SoloTablet
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La corte europea è riuscita a obbligare Google a introdurre il diritto ad essere dimenticati in rete. E la privacy, che viene violata quotidianamente senza più potersi difendere? Non è possibile che la consideriamo una battaglia perduta

La decisione della corte suprema europea può essere tradotta in un semplice concetto, libertà. Un diritto inalienabile che va difeso ogni giorno anche nelle condizioni di monopolio e dispotismo digitale come quello espresso da colossi come Google, Facebook, Amazon ma anche Wikipedia e molti altri. La libertà è quella alla propria privacy e di potersi difrendere dalla invasività di comunicazioni o promozioni personalizzate che invadono il displya dei nostri dispositivi ogni qualvolta andiamo online.

Grazie alla sentenza della corte europea è ora possibile chiedere la rimozione dei link che ci riguardano. Buona e utile cosa ma cosa succede ai dati, gli atti e i comportamenti usati da Google per comporre i nostri profili online? Come impedire che Google venda questi dati ai numerosi Data Broker che poi li useranno per sostenere campagne marketing e promozionali indesiderate?

Nel mondo ipertecnologico attuale tutti parlano della tecnologia come grande forza abilitante ma nella realtà lo è sempre più solo e soltanto per poche grandi corporazioni. All’individuo non rimane spesso che subire il predominio che, attraverso la tecnologia, queste corporazioni esercitano.

La sottomissione compiacevole alla tecnologia della Rete ci priva della nostra privacy. Alcuni dati che passano direttamente dalla Rete e dai nostri a polizio, gestori delle tasse,  e altre entità pubbliche che li possono usare per prevenire atti criminali e proteggerci ma anche nelle mani di Data Broker che li assemblano, li analizzano e li vendono. I benefici e i vantaggi che riceviamo sono reali ma in cambio siamo costretti ad accettare violazioni continue alla nostra privacy e al diritto di non essere tracciati, controllati, ascoltati, ecc. Il problema è reale e non può essere eliminato con la decisione di non usare Google o Facebook. A tracciare e raccogliere dati sono oggi numerose tecnologie, spesso collegate tra loro e intelligenti a sufficienza per costruirsi profili informati di chi siamo, cosa facciamo, dove lo facciamo e con chi. Non ci sono solo dispositivi mobili e GPS ma anche altre tecnologie di cui fingiamo di ignorare l’esistenza come i satelliti di Google, i suoi palloni aerostatici e i droni.

La soluzione ci sarebbe ma dovremmo poterci dotare a nostra volta di satelliti, di congegni elettronici tra loro interconnessi e di droni. La tecnologia si sta miniaturizzando e diventando standard ma è difficle che potrà offrirci la stessa opportunitù che offre a realtà ricche e potenti come Google, Amazon, Facebook, Apple, ecc.

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