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Il lavoro manca ma dove c'è può essere concepito in modo più intelligente

Il lavoro manca ma dove c'è può essere concepito in modo più intelligente

09 Aprile 2014 Redazione SoloTablet
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Si chiama Smarter Working ed è semplicemente un modo di concepire il lavoro in aziendea e fuori secondo nuovi canoni lavorativi che coinvolgono sia il lavoratore che l'azienda. Smarter Working è ora anche un manifesto, scritto a quattro mani da Philip Vanhoutte di Plantronics unitamente a Guy Clapperton. Il manifesto è pubblicato in un libro scritto per spiegare quale sia la filosofia dello Smarter Working.

Il libro è il risultato di un viaggio che ha richiesto a chi lo ha compiuto numerose riflessioni, ricerche, convinzione e un pizzico di entusiasmo. Il viaggio è stato intrapreso dai due autori che condividono la filosofia del lavorare in modo intelligente  e unitamente ad altri professionisti e consulenti che hanno ispirato, dato forma e praticato lo 'smarter working' nelle loro attività professionali e a ricercatori che hanno raccoilto dati empirici ed elaborato utili informazioni e conoscenze sull'emergere di nuove modalità di lavorare e di organizzare il lavoro in azienda.

Come vicepresidente di Plantronics, Philip Vanhoutte racconta nel libro appena pubblicato da ESTE in Italia come l'applicazione dei nuovi criteri e principi dello smarter working abbiano aiutato i dipendenti della società a migliorare la loro vita professionale garantendo al tempo stesso risultati, obiettivi e successi aziendali. Secondo la visione dello 'smarter working' l'applicazione di una nuova filosofia del lavoro favorisce la nascita di una nuova tipologia di lavoratori della conoscenza e l'mergere di nuovi comportamenti e stili lavorativi che semplificano la comunicazione e l'interazione, rendono più efficienti i processi aziendali e permettono di aumentare la produttività. Strumento e scopo del lavorare con più intelligenza è la maggiore creatività e la capacità di innovare.

La nuova filosofia del lavoro non avrebbe potuto affermarsi nell'ufficio tradizionale e in aziende con organizzazioni e culture organizzative conservatrici e incapaci di evolvere. La mobilità aziendale e le nuove tecnologie digitali, mobili e collaborative hanno reso possibile una maggiore autonomia nella gestione del tempo di lavoro, una aumentata efficienza nella gestione aziendale dello stesso e il raggiungimento di un benessere (wellness) crescente unito ad una produttività aumentata perchè collegata a scelte individuali, non necessariamente collegate all'ufficio.

Nella realtà di molte aziende l'ufficio sta evolvendo e lo fa sfruttando al meglio le  nuove tecnologie che abilitano l'interazione e la collaborazione, rendono magiormente flessibile la gestione del tempo lavorativo, favoriscono l'innovazione e permettono una comunicazione in ogni momento e da ogni luogo.

L'evoluzione dell'ufficio è globale e interessa anche la situazione italiana. Tutte le aziende competitive con strategie di crescita e focalizzate sull'innovazione di prodotto e di processo hanno elaborato e applicato nuove iniziative finalizzate a ridefinire lo spazio fisico di lavoro, a riprogettare gli spazi e ad integrarli con i numerosi spazi virtuali resi possibili dalle tecnologie Mobile e relativi dispositivi.

La riprogettazione deve tenere conto del fatto che il dipendente e il manager d'azienda trascorre in ufficio e alla sua scrivania un tempo sempre più limitato. Cresce il tempo trascorso lontano dalla scrivania, dall'ufficio e dall'azienda. Con le nuove tecnologie si può lavorare dalla mensa o dalla macchinetta del caffè ma anche da casa e in viaggio. La comodità di poterlo fare favorisce la produttività unitamente allo stare bene del dipendente che sceglie il momento migliore per portare a compimento le sue attività e responsabilità lavorative.

Tutto ciò è naturalemente possibile solo se le aziende, nel riprogettare l'ufficio accettano le pratiche di BYOD e consumerizzazione dell'IT, dotano i loro dipendenti degli strumenti tecnologici più appropriati e ripensano ridisegnandola l'organizzazione. Dsipsoitivi e applicazioni non sono sufficienti a trasformare una organizzazione. Lo smarter workig richiede la condivisione di dati, informazioni aziendali, applicazioni e l'affermarsi di una nuova cultura aziendale che punta alla partecipazione del singolo, alla sua produzione di nuova conoscenza e alla sua disponibilità a condividerla.

Lo smarter working non suggerisce una filosofia del lavoro o una organizzazione senza spazi fisici e senza uffici. E' invece una filosofia innovativa che evidenzia l'esistenza di opzioni molteplici e favorisce la scelta individuale e la capacità di sfruttare al meglio le nuove opportunità che si presentano. Non tutte le realtà sono oggi pronte ad adottare questa filosofia. Nonostante siano passati due decenni da quando il lavoro in azienda è diventato più mobile (chi si ricorda i business center?) in molte aziende, anzhe italiane, il management è ancora riluttante e incapace a trarre vantaggio dalle nuove opportunità di lavoro abilitate dalle nuove tecnologie. A resistere sono in alcuni casi anche i lavoratori, poco disponibili a cambiare modalità di lavoro e a ridefinire le attività con l'obiettivo di lavorare in modo più flessibile a seconda delle esigenze.

Le ricerche, citate anche nel libro, in realtà evidenziano come gli utenti finali, opportunamente incentivati dal management e supportati da policy aziendali adeguate, sono bendisposti a nuovi stili di lavoro e ad adottare i nuovi modelli associabili allo smarter working.

Nel libro non potevano mancare i riferimenti all'esperienza Plantronics e ai successi ottenuti dall'azienda da un punto di vista dell'efficienza e della capacità innovativa. La nuova visione del lavoro ha favorito la nascita di nuovi stili lavorativi e semplificato le comunicazioni tra i vari componenti organizzativi e relativi lavoratori coinvolti. Non è un caso che Plantronics sia stata usata come esempio di buone pratiche. La sua attività principale legata a fornire soluzioni tecnologiche ottimali per migliorare la comunicazione ne ha fatto una caso di studio perfetto per nuove sperimentazioni e narrazioni da comunicare a professionisti e aziende che dei prodotti Plantronics fanno uso.

Secondo Philip Vanhoutte "Il lavoro rappresenta ciò che fai, non il luogo dove vai". E' per confermare la validità di questo 'aforisma' che Plantronics sviluppa nuvi prodotti per la mobilità aziendale coerenti e conformi ai modelli e alle filosofie dello smarter working.

In conclusione, il libro è di facile lettura, è ricco di illustrazioni, vignette umoristiche e tabelle ma soprattutto di indicazioni pratiche. Ci sono vademecum per i manager ma anche per i collaboratori, si parla di 'smarter professional' ma anche di 'smarter organization' e per chi non ha ancora compreso la rivoluzione in corso, il primo capitolo serve a farsi una ragione della evolzione dell'ufficio in corso e di come l'organizzazione aziendale stia a sua volta cambiando e auto-organizzandosi. Nel secondo capitolo viene approfondito l'impatto che le nuove tecnologie digitali hanno sugli spazi di lavoro trasformandoli in ambienti virtuali nei quali si può e si deve lavorare in modo diverso. Il terzo capitolo illustra le potenzialità e opportunità offerte dalla nuove tecnologie in termini di collaborazione e lavoro di gruppo. I capitoli quettro e cinque sono per lo 'smarter professional' e la 'smarter organization'.

Per chi volesse leggere il libro lo trova da ESTE e online

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