Lifestyle /

In futuro potremo fare a meno dello smartphone

In futuro potremo fare a meno dello smartphone

23 Marzo 2015 Redazione SoloTablet
SoloTablet
Redazione SoloTablet
share
Chi ha avuto la possibilità di testare l’Apple Watch evidenzia la novità di avere usato molto meno il suo iPhone. Una vera sorpresa se si pensa alla pervasività dello smartphone e all’uso diffuso che ne viene fatto. Il tutto mentre lo schermo si va rimpicciolendo sempre più

A raccontare questa notizia sono persone che hanno avuto modo di intervistare personale di Apple o persone che hanno indossato l’Apple Watch per alcuni mesi e lo hanno preferito, nella pratica quotidiana, allo smartphone per messaggiare, per aggiornare la propria agenza, leggere la posta, ecc. Nessuna sorpresa per futurologi che da tempo indicano nelle tecnologie indossabili la nuova fase della evoluzione tecnologica in atto e neppure per coloro che guardano alla rivoluzione tecnologica come legata ai dati e alla loro crescente disponibilità e adattabilità ai bisogni del momento. Dati che possono essere visualizzati in spazi molto piccoli come quelli di un display di orologio ed essere ugualmente utili e utilizzabili  ottimizzando tempo e attività. Ad esempio per rispondere più rapidamente ad un messaggio, per leggere in tempo veloce un allarme e reagire con la stessa rapidità. Il tutto senza dover cercare in una borsetta senza fondo e caotica o in una tasca irraggiungibile l’amato e, fino a prima dell’orologio intelligente, indispesabile smartphone.

La vera rivoluzione che sta avanzando è quella di un computer miniaturizzato che dalle forme di un laptop si fa schermo di orologio e di applicazioni capaci di interagire con noi umani in forme diverse ma sempre efficienti sia in termini di interfaccia che di funzionalità. La parte più interessante è sicuramente la seconda ma quella più rivoluzionaria è la prima. La rivoluzione applicativa obbliga sviluppatori e creativi a disegnare e impostare in schermi sempre più piccoli percorsi funzionali a applicativi simili a quelli a cui ci siamo abituati in anni di pratica con il personal computer, ma con logiche completamente diverse che richiedono grande creatività e immaginazione ma ancor più grande abilità nella programmazione.

 

 

In questo ambito Apple possiede sicuramente la primogenitura. Il rimpicciolimento del display è iniziato con l’iPod, è proseguito con l’iPhone e ore riprende con il Watch. Di mezzo c’è stato l’iPad che a suo modo era una ridefinizione dello spazio funzionale della tipica schermata di un PC, ripensata per un utilizzo di tipo tattile e sensoraiale. Oggi tutti i produttori dispongono di tecnologie simili per dare corpo a visioni simili realizzabili innanzitutto con la miniaturizzazione della logica di elaborazione e dei circuiti che la permettono ma anche con la innovazione dei materiali e dei display, pensati per ottimizzare le superfici e permettere, in spazi ristretti, la massima funzionalità e la migliore esperienza utente.

La rivoluzione del software non è una semplice conseguenza della ridefinizione dei supporti hardware. E’ essa stessa componente fondamentale nelle novità tecnologiche che stanno caratterizzando la fase attuale di evoluzione della tecnologia. Senza nuovo software per lo sviluppo, adattato alle nuove versioni di sistema operativo, a loro volto ripensate sulla base delle novità hardware, non ci sarebbe stata la possibilità di costruire nuove applicazioni.

L’effetto finale di questa rivoluzione è che tutti, consumatori compresi, sono obbligati a ragionare e a interagire con la tecnologia in modo diverso. Il produttore deve rivedere il sistema operativo, lo sviluppatore le sue applicazioni e il consumatore deve rivedere le sue abitudini e modificare i suoi comportamenti per trarre vantaggio delle nuove tecnologie indossabili che cominciano a popolare la loro vita quotidiana, andando alla ricerca di nuovi modi di usare i gadget tecnologici adattandoli ai bisogni.

Lo sforzo destinato ad una ottimizzazione delle interfacce e al ridisegno delle componenti applicative ad esse preposte aveva già visto gli sviluppatori impegnati nel passaggio da personal computer a tablet. Ora lo sforzo è più facile perché nasce su esperienze già fatte ma anche molto complicato perché display piccoli come quelli di un orologio richiedono cambiamenti radicali nel modo di immaginare le possibili interazioni dell’utente e le interfacce da proporre loro. L’esperienza acquisita con lo smartphone permetterà però agli sviluppatori di essere pronti in tempi più brevi con applicazioni per orologi e altri gadget tecnologici indossabili. Molte APP già utilizzate sullo smartphone non dovranno essere riscritte ma semplicemente ripensate per permettere una interazione con i dispositivi indossabili. Questo fino a quando le due tipologie di dispositivi non diventeranno alternativi, anche in termini di funzionalità offerte. Un quando nemmeno troppo lontano, considerando l’evoluzione tecnologica e la rapidità con cui tutto si sta muovendo.

La prossima rivoluzione, quella che determinerà un passaggio reale alle tecnologie indossabili sarà legata alla comunicazione verbale. Quando potremo interagire con i nostri dispositivi tecnologici con la nostra voce, è facile immaginare che essi siano indossati e non più semplicemente mobili e trasportabili. Per il momento questa può sembrare ancora pura fantascienza ma coloro che ci credono non devono far altro che cominciare ad adattarsi all’uso delle nuove tecnologie indossabili, a vivere nuove esperienze utente e ad acquisire nuove abilità.

 

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Sandro Sanna

Docente

Vai al profilo

NeaLogic

NeaLogic è specializzata nella realizzazione di soluzioni mobile compatibili con...

Vai al profilo

Roma4You

Roma4You è un progetto trasversale unico nel suo genere, contraddistinto da...

Vai al profilo

Soft! e Oscar

Siamo un Team, con sede in Abruzzo, che si occupa della pianificazione, progettazione e...

Vai al profilo