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In partenza per le vacanze, con quale computer?

In partenza per le vacanze, con quale computer?

22 Luglio 2015 Redazione SoloTablet
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Molti scienziati, neurobiologi, ingegneri e tecnologi concordano nel valutare l’epoca tecnologica attuale come paradigmatica per un nuovo cambiamento. Alla base di tutto ci sono la convergenza e l’accelerazione nell’evoluzione delle tecnologie dell’informazione. Il computer di domani sarà molto diverso da quello attuale. Sarà indossabile, convergente, integrato e ibridato con chi lo possiede e lo usa. Nel frattempo chi deve andare in vacanza deve scegliere quale dispositivo portarsi appresso e a quale piattaforma affidarsi.

Ulisse partì per il suo viaggio senza alcun tipo di dispositivo tecnologico, forse neppure di una bussola, il cui possesso avrebbe potuto evitargli dieci anni di peregrinazioni ma lo avrebbe  anche privato di esperienze indimenticabili, per lui e tutti coloro che di esse hanno dovuto ineteressarsi sui banchi di sculola grazie alle narrazioni di Omero. A quel tempo l'unico computer era Ulisse stesso con la sua maestria nella navigazione, le sue conoscenze dell'ambiente in cui si muoveva, i suoi obiettivi e le sue capacità di elaborazione e azione per raggiungerli.

Oggi molte di queste abilità sono diventate strumenti tecnologici, sensori, dispositivi e applicazioni software. Negli ultimi anni, soprattutto dopo la rivoluzione favorita dalla diffusione dello smartphone, molte persone si sono trasformate in ironman dotati di varie tipologie di tecnologie come smarphone, phablet, iPod o lettore musicale, tablet, laptop, braccialetti per la fitness, orologi intelligenti. Benchè l’arrivo dell’iPad sia stato celebrato come la certificazione della morte prematura del personal computer e l’arrivo dei phablet abbia messo in crisi il tablet, non sono morti né il PC e neppure il tablet. Eppure molto è cambiato negli ultimi anni e molto cambierà nel prossimo futuro.

 

 

Le macchina hanno trasformato la realtà umana facendosi carico di un numero crescente di incombenze che prima venivano eseguite dagli umani con la forza delle loro capacità di elaborazione, programmazione, automazione e lavoro. Attività tipiche di un computer come lo conosciamo oggi e che nel tempo sono passate dall’essere gestite da macchine mostruosamente grandi a dispositivi miracolosamente piccoli e potenti.

Oggi la miniaturizzazione dei componenti, la potenza del software, l’innovazione degli schermi, la universalità delle APP e l’automazione di quasi tutti i processi umani hanno portato a una ridefinizione complessiva di cosa sia una macchina da noi tutti riconosciuta come personal computer. A cambiare non sono solo le macchine e le loro architetture ma la loro capacità di sostituire il cervello umano in molte funzioni ritenute fin qui praticabili solo da esseri umani in carne e ossa.

Da un lato la convergenza sta determinando la confluenza di tipologie diverse di sistemi e computer ma soprattutto di piattaforme e funzionalità software verso la creazione di un’unica infrastruttura informatica in grado di svolgere ciò che oggi richiede l’impiego di piattaforme diverse. Dall’altro le nuove macchine, strumenti di personal computing, stanno acquisendo nuove capacità che le rende capaci di agire, sentire (capacità do percepire l’ambiente e la realtà circostante attraverso sensori) e apprendere come solo il cervello umano è capace di fare.

L’evoluzione in corso non è insignificante e può creare una vera discontinuità (disruption) nel modo di concepire uno strumento di personal computing e nel suo utilizzo. Ciò non significa che il computer di prossima generazione possa sostituire un organo come il cervello umano di cui non sappiamo ancora praticamente nulla, nonostante molti neuroscienziati ne descrivano ogni giorno il funzionamento e il ruolo. Significa che il computer diventerà sempre più una componente del nostro stesso corpo umano, dotato della capacità di comunicare meglio e in rete con i neuroni che compongono le sinapsi del nostro cervello e di emularne i processi.

 

 

Anche se non tutti sono concordi sull’approccio tipicamente intellettualistico e razionalista che vede nella mappatura del cervello e nella comprensione dei suoi meccanismi la possibilità di ricostruirne le abilità in una macchina, l’evoluzione tecnologica attuale dipenderà molto anche da queste conoscenze e dalla possibilità di usare le immense quantità di dati e di informazioni che il nostro cervello è in grado di memorizzare e usare. Grazie alle aumentate capacità di interazione uomo-macchina, i nuovi computer saranno capaci di osservare, comprendere e analizzare i nostri comportamenti e di adattarsi alle nostre esigenze così come noi ci siamo adattati per anni, ad esempio attraverso l’uso di mouse e tastiere, a quelle delle macchine. Un’evoluzione interessante perché sembra riportare indietro nel tempo, a quando l’uomo era il vero computer terrestre e perché frutto della convergenza tecnologica ma anche uomo-macchina.

Per tornare al titolo di questo articolo, coloro che oggi sono in partenza per le vacanze sono chiamate ancora una volta a fare delle scelte su quale dispositivo portarsi appresso. La loro mobilità è garantita da uno qualsiasi dei dispositivi tecnologici oggi disponibili, smartphone, phablet, tablet o laptop. Se in vacanza non devono lavorare,  possono anche alleggerirsi scegliendo di indossare un semplice orologio intelligente alla Apple Watch, anche se per il momento dovrebbero accompagnarlo con un iPhone.

L’anno prossimo potrebbero farlo con nuove versioni di dispositivi tecnologici indossabili capaci di sostituire i dispositivi mobili attuali e di fornire modalità di visualizzazione dei dati che vanno oltre le dimensioni dello schermo usato grazie a tecnologie ologrammatiche.

Negli anni a seguire il computer potrebbe essere semplicemente un tatuaggio su un avanbraccio o un tessuto tecnologico capace di contenere componenti elettronici, batterie, sensori e processori e di fornire le stesse funzionalità garantite oggi da uno smartphone, tablet o laptop. Nulla di futuristico o di fantascientifico, molte di queste funzionalità e implementazioni sono già realtà e stanno già trasformando il modo di pensare al personal computing del futuro e il ruolo che le tecnologie che lo caratterizzeranno avranno nella interazione uomo-macchina e uomo-realtà.

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