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Intercettazioni social, molto tecnologiche e poco rispettose della privacy: Facebook ti ascolta!

Intercettazioni social, molto tecnologiche e poco rispettose della privacy: Facebook ti ascolta!

15 Ottobre 2015 Redazione SoloTablet
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L'attenzione dei cittadini elettori è rivolta ai tentativi della classe politica di voler vietare le intercettazioni telefoniche. I cittadini della Rete dovrebbero invece prestare attenzione alle intercettazioni alle quali sono esposti, a loro insaputa, nelle loro attività online ma anche in quelle offline. Intercettazioni res epossibili anche dall'uso che Facebook fa del microfono dello smartphone per captare suoni ambientali, monitorare conversazioni e individuare informazioni utili alle promozioni e pubblicità da segnalare.

Che Facebook avesse attivato il meccanismo per un ascolto anche offline lo si sa da quando, nel 2014, l'azienda ha annuciato la funzionalità che permette di attivare il microfono per proprio dispositivo mobile per ascoltare quanto avviene nel cotesto in cui si trova e si muove l'utente.

Una funzionalità pensata non certamente per soddisfare i bisogni degli utenti ma quelli di Facebook e dei suoi reali clienti, interessati a conoscere ad esempio se l'utente sta guardando una puntata del Trono di spade e a catturare le sue reazioni emotive di fronte alle scene trasmesse o ai personaggi coinvolti. Le informazioni raccolte permettono di costruire profili individuali sempre più completi ma soprattutto sempre più interessanti per grandi Marche e grande distribuzione interessati a raggiungere i loro potenziali clienti con campagne sempre più mirate e personalizzate.

L'annuncio della nuova funzionalità era stato fatto, in modo furbesco e intelligente, unitamente a una campagna finalizzara a suggerire come proteggere al meglio la privacy individuale. Il suggerimento era di attivare la condivisione online solo con cerchie ristrette di persone e contatti, evitando di aprire le proprie informazioni e i contenuti pubblicati al grande pubblico. Una strategia marketing intelligente che ha probabilmente messo in secondo piano gli effetti e le conseguenze potenziali del primo annuncio, in termini di rischi e violazioni della privacy.

 

 

Sulla nuova funzionalità di Facebook non esistono molte informazioni e notizie certe. Si sa che esiste, che è stata introdotta per facilitare la vita all'utente che vuole mantenere aggiornato il suo stato online, che non è attivabile su tutti i mercati nazionali e che per il momento non è ancora stata associata ad alcuna attività di registrazione finalizzata a pubblicità o promozioni varie.

Questo è quanto si conosce o quanto Facebook vuole che si conosca. Nel frattempo in Rete cominciano a essere segnalati potenziali applicazioni indesiderate di questa funzionalità e conseguente violazione della privacy degli individui. I casi du cui si parla online riguardano in genere l'apparizione di pubblicità mirate e personalizzate sulla pagina Facebook che non hanno ricevuto alcun input online ma sembrano essere molto legate a quanto l'utente sta facendo offline e alle sue conversazioni. L'utente sta parlando di viaggi con la sua compagna e quando accede alla sua pagina Facebook si trova una promozione per un viaggio alle Canarie, sta decidendo cosa acquistare per Natale e si trova una proposta di regali mirati alle persone (anche loro con account Facebook) destinatarie degli stessi, ecc.

L'accusa che viene fatta a Facebook è quella di attivare tramite la sua applicazione su dispositivi iOS e Android la funzionalità di ascolto, accendendo il microdono e procedendo a una registrazione ambientale all'insaputa del diretto interessato. Una chiara violazione della privacy, della segretezza delle comunicazioni e probabilmente anche delle legislazioni di paesi che da tempo si sono attivati per monitorare e vigilare sulle potenziali violazioni determinate dalla pervasività dei mezzi tecnologici e delle loro applicazioni.

 

 

Gli episodi di cui si parla in rete devono tutti trovare riscontri concreti così come devono essere presi con le molle i numerosi messaggi dei manager di Facebook tendenti a ribadire il rispetto per la privacy e un uso non commerciale delle informazioni raccolte. All'utente della Rete non rimane che valutare criticamente le informazioni disponibili sul tema, collocarle in un contesto molto tecnologico e mediale nel quale a mettersi in ascolto non c'è solo Facebook ma anche Google Now e tutti i numerosi assistennti personali che ci fanno d ainterfaccia verso lo schermo di un computer.

La riflessione critica deve essere tanto più urgente e stringente quanto più aumenta la possibilità che le nuove tecnologie hanno di registrare non soltanto suoni ambientali, dati contestuali e informazioni ma anche sentimenti e stati d'animo. Le grandi marche e la grade distribuzione pagherebbe oro queste informazioni, gli utenti potrebbero pagarne a caro prezzo le conseguenze! Non solo per un eventuale acquisto effettuato perchè proposto nel momento umorale più congeniale ma anche per il sentimento di inganno che ne deriverebbe e la consapevolezza di una crescente debolezza e incertezza determinata da una sottomissione passiva alla tecnologia.

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