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Internet degli oggetti, spam e attacchi cyber

Internet degli oggetti, spam e attacchi cyber

24 Gennaio 2014 Redazione SoloTablet
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L'aumento dello spam è esperienza comune e confivisa da molti. Difedendere le proprie vite digitali sembra diventata una missione impossibile. Non è sufficiente neppure ricorrere a strumenti alternativi per proteggere privacy e sicurezza dei propri conti correnti. Se questo è il trend, cosa succederà quando tutto sarà connesso ad Internet, compreso il frigorifero di casa?

In un articolo di qualche girono fa il quotidiano The Guardian metteva in guardia dallo spam che sta interessando la Internet degli oggetti, il mondo parallelo che sta crescendo intorno a noi e che collega insieme milioni di oggetti fisici con cui operiamo e ci muoviamo quotiidianamente.

L'articolo riprendeva la notizia di 100.000 attacchi cyber giornalieri a gadget posseduti dai consumatori tra cui un frigorifero.

La notizia ha dell'incredibile se non fosse che frigoriferi capaci di comunicare e ricevere informazioni sono in circolazione da tempo e quindi sono potenziali teste di ponte per l'avvio di vere e proprie campagne di spam. Cosa che ha fatto il frigorifero in questione con l'invio di email contenenti un attacco spam e di phishing spedito a 750.000 caselle postali durante il periodo natalizio.

Il frigorifero non è stato l'unigo 'oggetto' incriminato. Tra gli originatori di attacchi cyber sono stati individuati anche dispositivi multimedia, e TV intelligenti. Un grande cambiamento nelle strategie di attacco criminale se si pensa che solitamente queste campagne di spam nascono da computer di casa o di ufficio e da server centrali.

L'aumento di dipsositivi connessi e la diffusione della Internet degli oggetti offrono grandi e nuove opportunità ai criminali digitali di tutto il mondo.

La ricerca è stata condotta in Inghilterra da Proofpoint che ha evidenziato la pericolosità di oggetti connessi dotati di software poco curato e soprattutto lasciato aperto e non protetto. Un software scoperto dai criminali della rete e subito utilizzato per creare nuove campagne di spam e rendere complicata la loro idnetificazione. Un segnale di allarme per produttori di oggetti connessi ma soprattutto per i consumatori che, dopo aver speso budget elevati, per proteggere i loro PC di casa e dispositivi mobili, potrebbero vedersi attaccati dal loro frigorifero o smart TV di casa.

L'apertura software di questi dispositivi è dovuta in massima parte al'l'uso che fanno di Linux (versione busybox) e Apache. Potenziali veicoli di attacco sono anche dispositivi ARM o MIPS, device che usano chipset Realtek per media player, dispositivi NAS, e altri ancora.

Quando un dispositivo viene coinvolto in un attacco, l'unico intervento possibile per bloccarlo è di disconnetterlo dalla rete.

Un messaggio importante per i numerosi visitatori del recente CES di Las Vegas a cui sono stati presentati infiniti modelli di nuovi frigoriferi tutti pronti e attrezzati per far parte di una rete degli oggetti, di casa ma anche aperta al suo esterno.

L'incidente evidenziato da Proofpoint in Inghileterra probabilmente non è l'unico e segnala cosa potrebbe succedere se la Internet degli oggetti dovesse crescere di quattro volte (200 miliardi di oggetti connessi entro il 2020 secondo IDC) come è stato previsto da tutti gli osservatori del mercato tecnologico.

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