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La comunicazione si è fatta visuale

La comunicazione si è fatta visuale

16 Giugno 2015 Redazione SoloTablet
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Gli schermi hanno invaso la nostra vita trasformando il nostro modo di leggere e di comunicare. Passiamo ore davanti al display di uno smartphone, tablet, laptop, TV, Watch, videogioco e non ci stiamo rendendo conto delle trasformazioni profonde in atto. Interrogarsi su cosa sta succedendo aiuta a capire la nostra mente.

Il cambiamento è sotto gli occhi di tutti e interessa anche noi stessi. Comunichiamo di meno oralmente, lo facciamo di più digitalmente. La comunicazione non verbale prevale su quella verbale e diventa al tempo stesso molto visuale, soprattutto quando a comunicare sono giovani native digitali, dotati di APP come Whatsapp e Instagram.

La pervasività della tecnologia coinvolge, nelle nuove forme di comunicazione, anche gli immigrati digitali dando loro numerose opzioni per dialogare, conversare e interagire in modi diversi sfruttando al meglio i nuovi strumenti tecnologici visuali. In questo aiutati dalla capacità del cervello umano di adattarsi plasticamente a nuovi stimoli percettivi come quelli di movimento, colore, luce, suono e di eventi sorprendenti che possono avere luogo sul display di un dispositivo.

 

 

Che la comunicazione si sia fatta visuale non è una sorpresa. Da tempo nelle email o nei messaggi le icone degli ‘emoticon’ (faccine sorridenti) servono a esprimere stati d’animo, umori e noi stessi in modo grafico e visuale. Oggi si può fare molto di più usando applicazioni come Sanpachat per comunicare attraverso un video, o Periscope per comunicare visualmente in tempo reale con amici e contatti. Il mutamento nelle forme di comunicazione ha favorito l’arrivo di nuove applicazioni che fanno uso di stili e strumenti grafici diversi che sembrano avere trovato il gradimento delle persone, in alternativa alla comunicazione verbale e testuale. I nuovi stilemi grafici, le icone, i video, le immagini catturano il nostro sguardo e agiscono come delle calamite che ci attirano a sé indipendentemente dalla nostra volontà. Cominicando per immagini si finisce per immergersi totalmente nella esperienza digitale e virtuale. Diminuisce il bisogno di usare la tastiera, la comunicazione si automatizza e velocizza e la nostra attenzione è tutta concentrata sullo schermo. E’ come se lo schermo entri in perfetta sintonia con il cervello catturando l’attenzione e sfruttando meccanismi sviluppati per altri scopi. Le nuove forme di comunicazione visuale moltiplicano le occasioni di comunicare estendendole nello spazio e nel tempo ma anche offrendo nuove possibilità di esprimere se stessi in modi, anche intimi, assimilabili a quelli praticati nella comunicazione non verbale, facciale e del corpo.

La comunicazione visuale cambia l’interazione tra amici, parenti, genitori e figli, da origine a nuovi linguaggi, espressioni, significati, intimità. L’unica differenza sta nel passaggio dalla forma testuale a quella grafica, visuale, fotografica e immaginifica di una icona o di una immagine usata per comunicare significati comprensibili perché condivisi all’interno di cerchie di amici e conoscenti o contatti che condividono l’uso della stessa lingua e degli stessi strumenti tecnologici.

Le nuove tecnologie digitali stanno cambiando il nostro cervello ma al tempo stesso si stanno adattando alle nuove esigenze che nascono dalla percezione delle potenzialità oggi presenti nel nostro modo di comunicare. La comunicazione visuale digitale non porta a maggiore superficialità nelle relazioni ma anzi rafforzano la relazione. Lo fanno in cerchie ristrette permettendo di mantenere i legami, l’intimità e i contatti anche attraverso le distanze e la lontananza. Lo fanno non limitando la relazione al contatto verbale e testuale ma introducendo nuovi linguaggi potenti perché visuali, tattili e sensoriali. Il ricorso a immagini permette di personalizzare la comunicazione attraverso il ricorso a significati condivisi tra chi dialoga ma sconosciuti a tutti gli altri.

 

 

La comunicazione visuale non è una novità di oggi. Già nel 1400 erano state introdotte le Biblia Pauerum, bibbie visuali e concettuali, poste all’ingresso delle cattedrali, per far conoscere la liturgia anche a persone illetterate e analfabete. Quella delle bibbie dei poveri era una comunicazione visuale semplificata, da cui deriveranno, per analogia, nuovi strumenti finalizzati all’insegnamento della lettura e della scrittura. Dal 1400 a oggi tutto è cambiato, tranne l’importanza e il ruolo che la comunicazione riveste nel comportamento umano. La tecnologia nel frattempo ha continuato a evolvere fornendoci nuovi strumenti ma soprattutto nuove opportunità per comunicare, dare senso a segni e immagini e trovare nuovi significati nella nostra interazione con parole, concetti e immagini, video e audio, disegni e molto altro ancora.

Una comunicazione sempre più digitale, virtuale e visuale avrà un ruolo fondamentale sulla nostra evoluzione futura. A portarci nella fase attuale è stata una evoluzione che ci ha fornito le abilità corporee (manualità, locomozione, ecc.) e gli automatismi mentali per eseguire attività sempre più complicate e sofisticate. Su questi automatismi hanno influito l’educazione e l’esperienza ma anche gli strumenti usati che le hanno rese possibili. Oggi questi strumenti sono diventati digitali e sempre più visuali e stanno cambiando la nostra percezione della realtà e le nostre capacità di trasformare, con la comunicazione e il linguaggio, il mondo.

 

 

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